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giovedì 12 settembre 2019

«Preghiera e digiuno per fermare le eresie del Sinodo sull'Amazzonia» (LaNuovaBQ.it)


Una «crociata di preghiera e digiuno» perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. È questa l’iniziativa lanciata dal cardinale Raymond L. Burke e dal vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) Athanasius Schneider. Quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa. Un invito a laici e clero cattolico che arriva dopo che numerosi prelati e commentatori laici hanno denunciato la gravità delle affermazioni contenute nel documento che dovrà essere la base della discussione nel Sinodo.

Il documento Burke-Schneider riassume le affermazioni inaccettabili contenute nel documento preparato dalla segreteria del Sinodo, e le mette a confronto con quanto il Magistero della Chiesa ha sempre affermato, facendone rilevare la distanza dall’insegnamento della Chiesa. I principali punti di errore ed eresia rilevati dal cardinale statunitense e dal vescovo kazhako sono sei.

Anzitutto il «panteismo implicito», dato che «l'Instrumentum Laboris promuove una socializzazione pagana della "Madre Terra", basata sulla cosmologia delle tribù amazzoniche, implicitamente panteistica». Tale panteismo implicito, dicono i promotori della “crociata”, è incompatibile con la fede cattolica, come bene espresso, ad esempio, nel documento “Gesù Cristo portatore dell'acqua viva: una riflessione cristiana sul ‘New Age’”, quando afferma: «Il calore della Madre Terra, la cui divinità pervade tutto il Creato, colmi il divario fra Creato e il Dio-Padre trascendente dell'Ebraismo e del Cristianesimo e elimini la prospettiva di essere giudicati da questo Essere. In questa visione di un universo chiuso che contiene «Dio» ed altri esseri spirituali insieme a noi, riconosciamo un implicito panteismo».

Il secondo punto riguarda «le superstizioni pagane come fonti della Divina Rivelazione e percorsi alternativi per la salvezza». «L'Instrumentum Laboris – spiegano Burke e Schneider - trae dalla sua concezione panteistica implicita un concetto errato della Divina Rivelazione, affermando sostanzialmente che Dio continua ad auto-comunicarsi nella storia attraverso la coscienza dei popoli e i gridi della natura. Secondo questa prospettiva, le superstizioni pagane delle tribù amazzoniche sono un'espressione della Rivelazione divina, che merita un atteggiamento di dialogo ed accettazione da parte della Chiesa». Il Magistero della Chiesa invece rifiuta la relativizzazione dell'unicità della rivelazione di Dio contenuta nella Sacra Scrittura e nella Sacra Tradizione (Dei Verbum, 21), e afferma inoltre che c’è un solo Salvatore, Gesù Cristo, e che la Chiesa è il suo unico corpo mistico e la sua sposa (Dichiarazione Dominus Iesus, no. 16).

Il terzo punto denuncia invece la sostituzione dell’Evangelizzazione con il dialogo culturale. «L'Instrumentum Laboris – leggiamo nel teso Burke-Schneider - contiene l'errata teoria secondo cui gli aborigeni hanno già ricevuto una rivelazione divina e che la Chiesa cattolica in Amazzonia deve operare una "conversione missionaria e pastorale", invece di cercare d’introdurre una dottrina e una pratica della verità e della bontà universali. L'Instrumentum Laboris afferma inoltre che la Chiesa deve arricchirsi dei simboli e dei riti dei popoli indigeni». Il Magistero della Chiesa, replicano i due prelati citando il Decreto conciliare Ad Gentes (no. 6) e l’enciclica di Giovanni Paolo II Redemptoris Missio (no. 52), rifiuta l'idea che l'attività missionaria sia semplicemente un arricchimento interculturale.

Quarto punto: «Un'errata concezione dell'ordinazione sacramentale, che postula ministri del culto di entrambi i sessi per compiere persino rituali sciamanici». In questo caso, il cardinale Burke e monsignor Schneider, affermano che «in nome dell'inculturazione della fede e con il pretesto della mancanza di sacerdoti per celebrare frequentemente l'Eucaristia, l'Instrumentum Laboris sostiene l'adattamento dei ministeri cattolici ordinati alle usanze ancestrali degli aborigeni, la concessione di ministeri ufficiali alle donne e l'ordinazione di leader sposati della comunità come sacerdoti di seconda classe, privati ​​di parte dei loro poteri ministeriali, ma in grado di compiere rituali sciamanici». Inutile dire che «Il Magistero della Chiesa rifiuta tali pratiche, e le idee che sottendono». Le citazioni sono dal Catechismo della Chiesa cattolica (no. 1592), dall’enciclica di Paolo VI Sacerdotalis Caelibatus (nn. 21 e 26), dall’esortazione apostolica di Giovanni Paolo II Pastores dabo vobis (no. 29) e dalla Lettera apostolica, sempre di Giovanni Paolo II, Ordinatio Sacerdotalis (nn. 1, 3 e 4).

Quinto tema: «Un'“ecologia integrale” che declassa la dignità umana». Qui troviamo che «in sintonia con le sue implicite visioni panteistiche, l'Instrumentum Laboris relativizza l'antropologia cristiana - che riconosce la persona umana come creata a immagine di Dio e quindi come apice della creazione materiale (Gen 1, 26-31) - e considera invece l'essere umano come un semplice anello nella catena ecologica della natura, vedendo lo sviluppo socioeconomico come un'aggressione alla "Madre Terra"». La Chiesa invece «respinge l’idea che gli esseri umani non possiedano una dignità unica al di sopra del resto della creazione materiale e che il progresso tecnologico sia legato al peccato» (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, no. 307).

Infine «un collettivismo tribale che mina il carattere unico della persona e la sua libertà». «Secondo l'Instrumentum Laboris, una "conversione ecologica" integrale include l'adozione del modello sociale collettivo delle tribù indigene, in cui la personalità individuale e la sua libertà sono minate». Anche qui si tratta di convinzioni che contraddicono il Magistero della Chiesa e viene citato il Compendio di Dottrina sociale ai nn. 131 e 135.

In conclusione il cardinale Burke e monsignor Schneider affermano che «gli errori e le eresie teologiche, implicite ed esplicite, contenute nell'Instrumentum Laboris dell'imminente Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, sono una manifestazione allarmante della confusione, dell'errore e della divisione che affliggono la Chiesa ai nostri giorni. Nessuno può giustificarsi dicendo di non essere stato informato sulla gravità della situazione ed esimersi dal dovere d'intraprendere azioni appropriate per amore di Cristo e della sua vita con noi nella Chiesa». Per questo ogni membro della Chiesa è chiamato a pregare e digiunare per evitare che scandalo e maggiore confusione, errore e divisione affligga «il Corpo Mistico di Cristo». E l’appello - che ricorda anche che «ogni cattolico, da vero soldato di Cristo, è chiamato a salvaguardare e promuovere le verità della fede e la disciplina con cui queste verità sono onorate nella pratica» - finisce citando il Beato cardinale John Henry Newman, che verrà canonizzato il 13 ottobre, durante il Sinodo sull’Amazzonia. Il celebre cardinale inglese, dicono il cardinale Burke e monsignor Schneider citando alcuni discorsi, «mise in guardia contro errori teologici simili agli errori dell'Instrumentum Laboris».


Fonte: LaNuovaBussolaQuotidiana.it
http://www.lanuovabq.it/it/preghiera-e-digiuno-per-fermare-le-eresie-del-sinodo-sullamazzonia


1 commento:

  1. Con tutto il rispetto per la Chiesa e per chi ha lanciato la crociata di digiuno e preghiere contro questo sinodo sull'amazzonia che, detto da alcuni esperti, darebbe un duro colpo alla chiesa cattolica, ma non ci avrete un po' rotto le scatole con digiuni e preghiere? Ognuno faccia come crede, però per colpa di questi personaggi e del papa che stanno al vaticano e distruggono volutamente la chiesa non dovremmo mangiare più? Bisognerebbe evocare il popolo dalla lunga barba che come diceva la Emmerich se non ricordo male, che entrerà a Roma e farà strage di questi CARDINALI corrotti, cattivi apostoli e operai fraudolenti, almeno ripulirebbero a piazza in un baleno e metterebbero ordine in vaticano in un lampo, come punizione divina. Stessa sorte toccò a Gerusalemme ai suoi sacerdoti nel tempio che erano divenuti idolatri e corrotti, non amavano profeti di sventura come Ezechiele, poi però arrivò il re babilonese e uccise gran parte dei sacerdoti e molti dei loro parenti li mandarono in esilio a Babilonia. Sarebbe più semplice, invece di stare tutto il giorno a pregare per questi uomini iniqui e infedeli, testardi come capre... che ci hanno rotto li coglioni.

    Alla fine uno si stufa!



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