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La Vera Chiesa di Cristo (8/20)

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Fratelli pensando al numero di persone che in buona fede vanno dietro questi falsi profeti viene da piangere. Qualsiasi cristiano diventa triste nel constatare che nel mondo esistono molti fratelli che inconsapevolmente vivono nell‘errore scagliandosi contro la vera Chiesa di Cristo. Resta però un dato di fatto incontestabile, e cioè che l‘unica Chiesa a non aver mai avuto dubbi sull‘autentica dottrina cristiana è la Chiesa cattolica romana, essa ha preservato le Sacre Scritture preoccupandosi di tramandarle, facendole ricopiare a mano dai monaci amanuensi a da altri dotti appartenenti alla Chiesa. Essa ha difeso le Sacre Scritture dalle eresie lungo tutti i secoli; essa ha difeso la cristianità dall‘invasione musulmana ai tempi di Saladino e delle crociate. Ora è facile criticare aspramente alcuni errori che la Chiesa cattolica ha fatto nei secoli scorsi, ma volevo vedere molti fratelli separati cosa avrebbero fatto di fronte ai soprusi dei musulmani che pretendevano di convertire con la forza i popoli nelle terre che conquistavano, uccidendo chi rifiutava di abbracciare la religione musulmana. Avevano conquistato gran parte dell‘oriente, ed erano arrivati anche in Europa conquistando la Sicilia e la Spagna, cosa doveva fare la Chiesa cattolica?

Si doveva piegare di fronte all‘avanzata musulmana?

Doveva forse abbandonare tutti i suoi figli in mano ai musulmani?

Doveva porgere l‘altra guancia?

Ma in questo caso porgeva le guance dei suoi fedeli, e considerato che tutto il medio oriente un tempo era cristiano, e a forza di porgere guance diventò tutto a maggioranza islamica, la Chiesa di Roma si sentì in dovere di fermare l‘avanzata degli islamici. E‘ revisionismo il mio?

Voglio forse giustificare ad ogni costo l‘operato della Chiesa di Roma? No, ci furono indubbiamente degli eccessi, e certe macchie restano sulla storia di tale Chiesa. Certamente la Chiesa cattolica in certe sue azioni ha sbagliato, ma giudicare oggi con la mentalità dei nostri tempi, ciò che è accaduto quando esisteva la “legge del taglione” è un po‘ riduttivo, basti pensare che i musulmani erano così feroci e prepotenti da profanare il Sacro Sepolcro di Gesù, entrando dentro di esso con i cavalli apposta per profanarne quella che per tre giorni fu la sua tomba. Del resto è risaputo che la religione islamica non si è certamente diffusa con la predicazione e l‘amore. Comunque non è in questa sede che voglio valutare i meriti e gli errori della Chiesa cattolica; per ora voglio piuttosto sottolineare che essa è l‘unica che non ha mai avuto dubbi sull‘autenticità dei Libri Sacri e sulla loro ispirazione, e quindi sulla sana dottrina apostolica. Il protestantesimo invece di dubbi ne ha manifestato parecchi, prima togliendo libri del V.T. poi alcune lettere del Nuovo Testamento, queste ultime in seguito reintegrate nella loro Bibbia, insomma a essere obiettivi un po‘ di confusione i protestanti l‘hanno sempre avuta, forse per i troppi opinionisti che avevano e hanno campo libero, in materia esegesi biblica. Nei loro discorsi però si ergono a maestri biblici, e si sentono gli unici a saper interpretare correttamente la Bibbia, ma i fatti, come abbiamo visto, non danno loro ragione, ne troviamo molti esempi lungo la storia del cristianesimo, compresa quella contemporanea.

Il principio che sta alla base delle mentalità protestanti è il seguente:

“per avere la certezza di quello che veramente indichi e voglia la Parola di Dio, dobbiamo decidere da noi stessi e scegliere ciò che soddisfa la nostra ragione; perché il nostro giudizio personale è la suprema corte d’appello per sapere quanto è accettabile nella Bibbia” (cf Farar, “la Bibbia, il suo significato e la sua supremazia”, Benigno Castegnaro, pag. 471), quindi Pietro Valdo, Lutero, Calvino e tanti altri affermano che la Parola di Dio non dipende dalla volontà di Dio, ma dalla volontà dell‘uomo che può interpretarla liberamente, secondo il suo genio e i suoi sentimenti, gli insegnamenti protestanti questo dicono, nonostante i pastori facciano di tutto per addolcire questa affermazione, motivandola con la presunta ispirazione e guida che essi (secondo quanto dicono) ricevono dallo Spirito di Dio, per dare autorità alle loro interpretazioni, perché se non direbbero di essere divinamente guidati chiunque gli riderebbe in faccia, anche i loro stessi fedeli; ma sentendo nominare lo Spirito chi ascolta non si sbilancia più a giudicare, a commentare, perché trattandosi dello Spirito Santo è meglio non prendere la cosa alla leggera.

Per paura di sbagliare e di mettersi contro lo Spirito di Dio. Più che ascoltare le sole parole del pastore molti fratelli separati farebbero bene a consultare anche i loro libri dottrinali, così si renderebbero conto che oltre al miele c‘è anche l‘amaro, le parole abilmente pronunciate confondono, gli scritti così come giacciono si prestano meglio a riflessioni più lunghe e acute. Sto forse affermando che tutto ciò che insegnano i pastori protestanti è errato? No, è palese che insegnano delle verità bibliche quando dicono che Gesù è il nostro unico salvatore, e che bisogna seguire i suoi insegnamenti, ma quando cominciano a interpretare arbitrariamente, l‘Eucaristia, il battesimo, e tanti altri importanti punti dottrinali, il loro anticattolicesimo li acceca e li porta fuori strada.

Gesù poteva comandare a tutti i discepoli di predicare il suo Vangelo, è così ha fatto, ma fece una distinzione tra discepoli e Apostoli, questi ultimi avevano il compito di guidare la Chiesa nascente, essi erano la suprema corte d‘appello, erano la guida della Chiesa, “come il Padre ha mandato me così Io mando voi”, quindi come il Padre ha rivestito Gesù di ogni autorità, così anche Gesù ha rivestito di ogni autorità gli Apostoli, e nella Bibbia ne abbiamo alcuni esempi. Paolo che ordina agli anziani di allontanare quel fratello che si era macchiato di una grave colpa (incesto), è Paolo che in quel momento sta esercitando il potere di legare e di sciogliere. E‘ Paolo che decide; lo potevano fare anche gli anziani, eppure preferiscono dirlo a Paolo, perché egli era un apostolo, ancora in vita. Paolo non viene considerato allo stesso livello degli altri anziani, e in quanto Apostolo che decide. Non è quindi ogni singolo fedele a doversi rendere conto dei propri errori autoescludendosi dalla Chiesa, vi sono delle persone designate da Gesù che decidono. Paolo a sua volta incarica persone come Tito, Filemone, Timoteo, e da loro autorità (tramite l‘imposizione delle mani) per guidare quelle Chiese locali dove essi si trovavano, e quando c‘erano degli eretici essi difendevano la Parola di Dio, “Essa non è soggetta a privata interpretazione” ha detto Pietro (2° Pt 1,20), i ministri di Dio sono chiamati a difendere la Parola di Dio dalle eresie, e alcuni insegnamenti protestanti sono eresie. (2° Pt 3,16-17). L‘autorità ecclesiastica non si può inventare, e la sola Chiesa che ha autorità è la Chiesa cattolica romana (assieme alla Chiesa d‘oriente). Molti fratelli non cattolici interpretano arbitrariamente le parole di Paolo quando dice che Cristo ha scelto alcuni come maestri, altri come dottori, altri come profeti... volendo far dire a Paolo che chiunque si sogna di essere maestro lo può fare, chiunque si sogna di essere profeta lo può fare ecc.. Quando nelle prime comunità cristiane si presentò il problema della divisione del pane ai bisognosi e alle vedove i discepoli non si sognarono arbitrariamente la loro vocazione al servizio dei bisogni Chiesa, ma scelsero tra il popolo sette uomini di fede provata e li condussero dagli Apostoli, e questi dopo aver pregato per loro gli imposero le mani. Questa è autorità ecclesiastica!

La stessa Bibbia ci dice e ci fa capire con questo episodio (e con altri) che bisogna ricondurre e sottomettere le proprie vocazioni all‘autorità ecclesiastica, quei sette uomini non si autoproclamarono servitori di Cristo e della Sua Chiesa, ma si proposero all’autorità ecclesiastica rappresentata dagli Apostoli, e furono questi ultimi a decidere. Ai protestanti non piace riconoscere l‘autorità ecclesiastica della Chiesa cattolica romana, perché se lo farebbero molti di loro dovrebbero rivedere le proprie posizioni e dovrebbero rimangiarsi tutte le accuse lanciate contro la Chiesa di Roma. La gente che al tempo di Gesù vedeva predicare gli Apostoli, e ha visto che l‘Apostolo Giuda era un ladro e un traditore che cosa doveva pensare della Chiesa nascente. Doveva forse pesarne quello che voi pensate della Chiesa cattolica ? Qualcuno di loro forse l‘avrà pensato (soprattutto i farisei), ma la Bibbia c‘insegna che anche se un membro o alcuni membri della Chiesa sbagliano, ciò non significa che tutta la Chiesa è nell‘errore.

Gli Apostoli erano solo dodici, eppure in quest‘esiguo numero ci fu chi sbagliò, quindi non vedo come si possa condannare la Chiesa cattolica se nella moltitudine di preti, vescovi e fedeli c‘è chi ha sbagliato (chi non ha peccato scagli la prima pietra). Se l‘uomo può dimenticare o rifiutare Dio, Dio però non si stanca di chiamare ogni uomo, di cercarlo perché viva e trovi la felicità. Tu sei grande Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù e la tua sapienza incalcolabile. E l‘uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l‘uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. Il paragone di Calvino che diceva : ”il domandarci come facciamo a riconoscere che la Bibbia è ispirata da Dio, è come se uno domandasse come facciamo a conoscere la luce dalle tenebre, il bianco dal nero, il dolce dall’amaro…” è del tutto inadeguato perché un analfabeta, un bambino, un matto distinguono facilmente la luce dalle tenebre, il bianco dal nero, ma certamente non sapranno e non potranno capire la S. Scrittura, è la Chiesa nella quale e dalla quale è nato il Nuovo Testamento a garantirci della sua autenticità e non viceversa. Gesù, fondando la “Sua” Chiesa vi ha posto un “principio” di unità ed esso non deve e non può infrangersi. Perciò S. Paolo non ha timore di dirci che la Chiesa di Dio “è colonna e sostegno della verità” (Tm 3,15-16). La sola Bibbia senza la Chiesa non atta ad unificare, ma divide, come purtroppo siamo costretti a constatare in tutti i raggruppamenti “cristiani” non cattolici. Quando nacque la Chiesa di Dio, il Signore non spedì una copia ciascuno della Bibbia ad ogni uomo in modo tale che questi la leggesse e la capisse da se stesso senza venire istruito da altri, ma fondò la “Sua” Chiesa, e la pose come colonna e sostegno della verità. Non disse che le chiese sarebbero state tante, ma parlò di unità, la Chiesa deve essere una, santa, cattolica e apostolica. Il male odierno è l‘ignoranza biblica. Bisognerebbe capire che la colpa non è dei preti che fanno il possibile per divulgare la Parola di Dio, ma va attribuita alle famiglie che fanno poco o nulla per imprimere nei figli gli insegnamenti cristiani, ma anche i figli diventati adulti vivono un cristianesimo passivo, (quindi non si comportano da cristiani) i figli adulti dovrebbero sentire il dovere della conoscenza biblica, approfondire ma soprattutto vivere la parola di Dio tutti i giorni. Invece si è abituati a pretendere dai preti la perfezione, loro dovrebbero comportarsi da macchine perfette, quando in realtà sono uomini come noi, e in quanto tali possono sbagliare come sbagliò Pietro quando rinnegò Gesù, e come sbagliarono gli Apostoli quando Lo abbandonarono per paura di essere catturati.

Il neo protestante si accorge che in fin dei conti anche i fratelli separati fanno i loro errori, anche loro si arrabbiano, anche loro si comportano male, anche loro peccano, “ma queste cose le fanno anche i cattolici, quindi è meglio che resti qui dove mi trovo, tanto c’è il pastore che sembra una persona fortemente preparata e fa delle belle prediche, ma chi me lo fa fare ritornare nella Chiesa cattolica?”

Questo è più o meno il ragionamento che fa un neo protestante che si accorge della normalità debole e affetta dal peccato, umana e spirituale che affligge anche le comunità protestanti. La ricchezza della liturgia cattolica resta misconosciuta, mentre vengono apprezzati molto i culti protestanti, specie quelli pentecostali, basati in prevalenza sui canti, rallegrati da chitarre, e strumenti vari, applausi ritmici, e immersione nella preghiera individuale. Quando si prega durante i culti pentecostali si ha solo l‘impressione di stare pregando in gruppo, ma in realtà ognuno prega in maniera singola, lasciandosi andare in preghiere in lingue, che spesso, sono semplici e disordinati suoni copiati dai vicini, il tutto fatto in perfetta buona fede, intendiamoci.

La ricchezza liturgica della Chiesa cattolica viene considerata noiosa anche da molti cattolici, e questo perché purtroppo non conoscono il valore e il significato di ciascun gesto o azione che si compie durante la santa Messa. Di questo, devo, mio malgrado, dire che ne sono responsabili diversi preti, che non informano adeguatamente i fedeli tramite apposite catechesi. Bene, questo è vero, verissimo, ma il cattolico di etichetta dovrebbe considerare il fatto che Cristo poteva aiutarlo anche e soprattutto se restava nella fede cattolica, perché nella realtà quotidiana riscontro molti cattolici che abbandonano la Chiesa, non conoscono la dottrina cattolica, se la fanno raccontare passivamente dai pastori protestanti, subiscono passivamente lezioni di dottrina cattolica (alterata) infarcite di tanto in tanto da esempi accusanti preti, vescovi e fedeli, presi a modello cattolico. Prima di dare credito alle voci popolari che dipingono la Chiesa cattolica come una organizzazione abominevole, bisogna sforzarsi di verificare se è realmente così! Umanamente parlando però le circostanze della vita a volte non ci permettono di dedicare molto tempo allo studio, e quindi la via più semplice è credere a quello che ci viene detto da persone che apparentemente sembrano più colte di noi, più sante di noi.

Non perdendo di vista il problema di fondo, cioè che il cattolico di etichetta non ha una preparazione biblica adeguata, non conosce realmente la dottrina cattolica, e basa tutta la sua conoscenza religiosa sul sentito dire, o in superficiali studi religiosi, si capisce come mai nei momenti di difficoltà cade facilmente nell‘errore del protestantesimo. Se non si deve condizionare il fedele che legge la Bibbia, essendo che il fedele la può capire da se stesso, se gli si accosta con animo puro, perché il pastore evangelico o gli anziani spiegano i passi biblici?

Qualsiasi nuovo fedele (ex cattolico, o neo convertito) che si accosta alle chiese protestanti viene catechizzato, il pastore ha cura di fargli seguire le catechesi o studi biblici, per i più piccoli e per i ragazzi esiste la scuola domenicale.

Perché tutto questo se (come dicono loro) la Bibbia è semplice da capire? Avvertono il neo convertito che i sacramenti cattolici sono solo dei semplici e inutili riti, come ad esempio il battesimo e il matrimonio. Ma come mai allora non ricelebrano pure le nozze visto che anche il matrimonio cattolico viene considerato un rito allo stesso modo del battesimo? I fratelli pentecostali delle chiese libere hanno solo due ordinamenti, il Battesimo e la Santa Cena, quindi oltre a non attribuire valore sacramentale al Battesimo e all‘Eucaristia, il matrimonio non lo considerano nemmeno un ordinamento, ma se il matrimonio per i pentecostali non è né sacramento né ordinamento, allora che cosa è? Per loro, e solo per loro a questo punto, il matrimonio è un semplice rito, ma questo non lo dicono, a loro da fastidio sentirselo dire, però amano accusarlo ad altri, ogni riferimento alla Chiesa cattolica è puramente voluto. Attenzione il pastore non si siede mai con il nuovo fratello e gli comincia a fare la lista dei presunti errori della Chiesa cattolica, perché altrimenti potrebbe dare l‘impressione di volerlo plagiare, e il fedele potrebbe auto-proteggersi, ritirarsi o chiudersi in se stesso. Per lo stesso motivo e anche per altri, i pastori pentecostali non attaccano pubblicamente la Chiesa cattolica, ad esempio nelle loro prediche fatte nelle piazze cittadine. Ben cosciente che sarò aspramente criticato da molti di loro, perché nell‘umano modo di considerare quello che si legge, è preponderante quello di considerare solo le critiche contrarie, gli elogi non vengono e non verranno ricordati. Le mie parole attestanti la dignità personale di molti fratelli separati non verranno ricordate, nelle loro menti resteranno solo le mie precisazioni contrarie alla loro dottrina e al loro modo di interpretare le Sacre Scritture. Come abbiamo visto e vedremo ancora, alcuni di loro citano a sproposito i padri della Chiesa, alterandone il reale pensiero, estrapolando frasi dal loro contesto.

Ireneo (vissuto intorno al 170 d.C.) infatti nel libro terzo dell‘opera sopra citata ed esattamente a pag. 234 dell‘edizione Cantagalli Siena (terza edizione) difendendo l‘autorità della vera Chiesa di Cristo contro gli gnostici dice:

“Ma poiché sarebbe lungo enumerare in un volume come questo le successioni di tutte le chiese, ci limiteremo alla chiesa più grande e antica, a tutti nota, fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo e, indicando la sua tradizione, ricevuta dagli Apostoli e giunta fino a noi attraverso la successione dei suoi vescovi, confondiamo tutti quelli che per compiacenza di sé o vanagloria, per cecità o errore si allontanano dall‘unità della Chiesa. Con questa Chiesa infatti, in ragione della sua autorità superiore, deve accordarsi ogni chiesa, cioè i fedeli di tutto il mondo, poiché in essa è stata conservata la tradizione apostolica attraverso i suoi capi. I beati Apostoli, che fondarono la Chiesa romana ne trasmisero il governo episcopale a Lino, ricordato da Paolo nella lettera a Timoteo. Lino ebbe come successore Anacleto e dopo Anacleto fu Clemente, terzo a partire dagli apostoli. Clemente aveva visto i beati Apostoli, era stato in relazione con essi, aveva ancora negli orecchi la loro predicazione e davanti agli occhi la loro tradizione. Al suo tempo poi vivevano ancora molti di quelli che erano stati ammaestrati dagli apostoli.”

Continua poi raccontando un episodio successo a Corinto e per il quale la Chiesa di Roma inviò una lettera invitandoli alla pace. Poi continua a elencare i vescovi vi Roma che si succedettero nella cattedra di Pietro:

“a Clemente succedette Evaristo, a Evaristo Alessandro; sesto poi dagli Apostoli fu Sisto; a questi seguì Telesforo che chiuse la vita con glorioso martirio; poi Iginio, poi Pio e quindi Aniceto. Ad Aniceto succedette Sotere e al presente dell‘episcopato è insignito Eleuterio, che occupa il dodicesimo posto nella successione apostolica. Con quest‘ordine e successione pervenne fino a noi nella Chiesa la tradizione apostolica e la predicazione della verità.”

Come mai il pastore che ha letto quest‘opera di Ireneo trascura la parte (da me citata) che prova la successione apostolica della Chiesa di Roma e la sua autorità superiore rispetto alle altre chiese (fondate dagli altri apostoli), in quanto derivante dai gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo?

Qualcuno al quale ho posto questa domanda mi ha risposto che nei primi anni del cristianesimo la Chiesa non si chiamava cattolica, ma solo Chiesa, la Chiesa di Gesù Cristo figlio di Dio, quindi (secondo lui) la Chiesa fondata da Gesù non era la Chiesa cattolica. Ho fatto notare a questo fratello che in effetti è vero che nei primi anni del cristianesimo la Chiesa non si chiamava cattolica, ma che è pure vero che “cattolica” vuol dire “universale” e potendo la Chiesa cattolica romana dimostrare con documenti alla mano, che la sua successione di vescovi discende dagli apostoli e segue esattamente la successione elencata da Ireneo, ciò prova la sua discendenza apostolica, e quindi che essa è proprio quella Chiesa che prima non si chiamava “cattolica” e che dopo qualche secolo cominciò ad usare tale denominazione per indicare l‘universalità del suo messaggio, cioè del messaggio di Cristo Gesù Figlio di Dio.

Cirillo di Gerusalemme nella sua catechesi XVIII dice:

“Si chiama cattolica perché si diffonde per tutto il mondo da un confine all‘altro della terra; perché insegna universalmente e con esattezza tutti i principi che giovano alla conoscenza degli uomini nelle cose visibili ed invisibili, celesti e terrestri; perché è subordinato al suo culto tutto il genere umano, capi e sudditi, dotti e indotti; perché sana e cura da per tutto ogni specie di peccati dell‘anima e del corpo che si commettono. Essa ha in sé ogni conclamata virtù nelle opere, nelle parole e in ogni carisma spirituale.”


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