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La Vera Chiesa di Cristo (1/20)

GESU', SUCCESSIONE APOSTOLICA E TRADIZIONE

Inizio col dire che questo è uno dei capitoli più lunghi che troverete in questo sito, probabilmente stancherà molti di voi, alcuni dopo le prime pagine si annoieranno, ma sono sicuro che coloro che sono veramente interessati all‘argomento lo finiranno di leggere. Vi consiglio di leggerne poche pagine per volta, così non fiaccherete la vostra resistenza alla lettura. Conoscere quale sia oggi la vera Chiesa di Gesù Cristo non è difficile, tuttavia ci si imbatte in concetti diversi di intendere la Chiesa, che tendono a confondere il cristiano. I protestanti infatti sono molto interessati ad annullare l‘importanza e la validità della successione apostolica che da sempre contraddistingue la Chiesa cattolica romana dalle altre chiese cristiane. (tratto da cristiani cattolici.net)

"La Chiesa Cattolica si ritiene il centro gravitazionale del movimento cristiano nei secoli. Ciò può sembrare indecente vanagloria, ma è necessario dirlo se, in effetti, c‘è solo un Cristo e quindi solo una Chiesa. Di conseguenza, in Lumen Gentium, si asserisce che tutta la grazia cristiana che è possibile trovare al di fuori dei confini istituzionali della Chiesa cattolica gravita verso l‘unità con essa. Nel Vangelo di Giovanni (17,11), Gesù prega che i suoi discepoli "siano uno", e che lo siano visibilmente "affinché il mondo creda che tu mi hai mandato"; (17,21). Il punto non è convincere tutti i cristiani a diventare cattolici, ma spiegare, in breve, ciò che pensa la Chiesa cattolica sull‘argomento e analizzare alcune delle interessanti questioni sollevate da questa visione. Se si crede che Cristo intendesse una comunità di discepoli in qualche modo permanente, e una lettura imparziale del Nuovo Testamento non lascia dubbi in proposito, sembra assai improbabile che non avesse in mente la forma che avrebbe dovuto avere quella comunità. La Parola di Gesù Cristo non è solo un messaggio piovuto all‘interno del maelstrom della storia, lasciando tutti liberi d‘interpretarlo e organizzare associazioni religiose fra coloro che concordavano con una data interpretazione. I racconti dei quattro Vangeli sono ricchi d‘istruzioni date da Gesù su ciò che i discepoli dovevano fare e su che tipo di comunità dovevano essere dopo la sua ascesa al Padre. Lui scelse gli apostoli e, fra gli apostoli, scelse Pietro come centro di questa unità. Nei Vangeli Pietro viene sempre presentato per primo. A Pietro Gesù raccomandò si fortificare i suoi fratelli nella fede (Lc 22,32) ma, ovviamente, non tutti i cristiani concordano su ciò che s‘intenda, sia in teoria che in pratica, con comunità apostolica unica intorno a Pietro. Molto prima che ci fosse un libro come il Nuovo Testamento sul quale non essere d‘accordo, la Chiesa degli albori decise che il marchio di continuità nell‘insegnamento e nella vita dei cristiani era "apostolicità". La Chiesa è identificata dalla dottrina detta apostolica e da persone chiamate apostoli. Ovviamente quella che oggi riconosciamo come Chiesa cattolica non è apparsa improvvisamente dal nulla. La sua è una storia lunga e complicata, ricca di eroica fedeltà così come d‘infamia e intrigo, che ha portato il gruppo di discepoli che per primi ricevettero lo Spirito Santo a Gerusalemme, nel giorno di Pentecoste, a diventare la Chiesa di oggi della Roma papale. Nei primi secoli ci furono tumulti e conflitti sulle eresie e sui contro movimenti. Questi conflitti vennero risolti gradualmente e con grande fatica da parte dei vescovi, successori degli apostoli, riuniti in concili. Ci furono molte questioni da risolvere: quali fra le scritture che si proclamavano apostoliche erano vere e andavano incluse nella raccolta (chiamata "canone") che oggi riconosciamo come Nuovo Testamento? Questa questione era ancora dibattuta nel III secolo e lo fu anche successivamente. Gesù era vero Dio e vero uomo, la Seconda Persona della Santa Trinità coeguale al Padre e allo Spirito Santo? Oppure era solo un uomo simile a Dio, o forse Dio fintosi uomo? Difficilmente le questioni potevano essere più fondamentali: andavano al cuore del credo cristiano su Dio, sulla storia umana e sulla speranza di salvezza. Per quanto riguarda questioni davvero grandi, come la natura trinitaria di Dio e la divinità di Gesù Cristo, la maggioranza dei cristiani concorda con quella che viene chiamata la Grande Tradizione, a volte descritta come l‘opinione della Chiesa delle origini, vale a dire che la maggioranza dei cristiani accetta come autorevoli i primi sette concili ecumenici, o assemblee universali, che presero il nome dalle città in cui si riunirono i vescovi. Cioè dal concilio di Nicea del 325 al concilio II concilio di Nicea del 787" (cfr, lo Splendore della Verità, ed. Lindau). 

E‘ nell‘umana natura tentare di scalzare il potere altrui, di qualunque natura esso sia. A ben ricordare anche gli apostoli dibattevano al seguito di Gesù su chi tra loro fosse il più grande, e chi dovesse sedere accanto a Lui nel regno dei cieli. Gli eretici di tutti i tempi mal sopportavano l‘autorità legittima dei vescovi, tentando in tutti i modi di scalzarli dal loro potere di governo ecclesiale. Facendo leva sui difetti di alcuni vescovi, gli eretici riuscivano talvolta a convincere larghe fasce di popolazione, predicando con livore la loro dottrina che differiva da quella insegnata da Cristo e gli apostoli. Ogni gruppo eretico presentava delle varianti dottrinali, che inficiavano la genuinità della Buona Novella, trasformando talvolta la stessa figura di Cristo. Ma, gli eretici antichi, sono gli antenati degli odierni protestanti? Direi di no, perché a ben guardare non presentavano la stessa dottrina, anche se ogni serio studioso sa che non si può parlare di un‘unica dottrina eretica, in opposizione a quella degli apostoli. Esistevano molteplici dottrine, ognuna della quali presentava delle particolarità, differendo dal Vangelo a volte in maniera sfumata, sottile, ma non per questo meno pericolosa per la genuinità della fede. Oggi ci sono gruppi protestanti che riesumano ed adottano antiche questioni dottrinali, come gli avventisti del settimo giorno, che prendono a prestito alcune nozioni dai catari e dagli ariani, i testimoni di Geova fanno man bassa proprio nelle dottrine ariane, i seguaci del reverendo Moon prendono a prestito alcune parti del Talmud ebraico per annullare la figura del Messia, sostituendola con quella dello stesso reverendo, il quale si crede il vero Messia. Insomma a ben vedere la situazione è complessa, ed è frutto dell‘orgoglio dell‘uomo, che pur di non stare sottomesso all‘autorità costituita, cerca di delegittimarne l‘autorevolezza con elucubrazioni e rielaborazioni dottrinali di ogni tipo. Le dottrine protestanti infatti pur contenendo frammenti di verità presentano pesanti alterazioni che non sempre sono visibili ad un primo esame. Se a questo aggiungiamo il fatto che anche loro sbagliano sul piano umano, beh, non resta ombra di dubbio, "il mio fustino non lo cambio con altri due…", come recitava una famosa pubblicità. La questione della successione apostolica e quindi della Sacra Tradizione cristiana, da secoli dibattuta da protestanti e cattolici, trova terreno avverso nei diversi siti di matrice protestante, che spesso tentano di demolirne la storicità e la purezza cristiana, inquinandola con tradizioni umane che diventano difficili da distinguere e separare dalla sana dottrina per coloro che non conoscono la storia del cristianesimo. Molti cristiani ad esempio non riescono a focalizzare bene la Sacra Tradizione, mischiando spesso il sacro con il profano. E‘ utile conoscere le accuse mosse dai fratelli protestanti, per meglio poter rispondere e indirizzare l‘analisi biblica su ciò che viene detto e scritto nei molti siti e libri protestanti confrontandolo con gli insegnamenti cattolici. I fratelli pentecostali ad esempio sono convinti di essere i soli veri cristiani, spinti dai loro pastori, che avrebbero ricevuto il mandato ministeriale direttamente da Dio. Non metto in dubbio la buona fede di molti pastori che dedicano la loro vita alla comunità, predicando Cristo, ma sbagliando in diversi punti fondamentali come l‘Eucaristia ad esempio. Essi sono davvero convinti di aver ricevuto il mandato da Dio, ma in realtà è solo la loro personale buona volontà a fargli abbracciare il ministero pastorale. In Atti 15,24-25 leggiamo: “Poiché abbiamo sentito che alcuni di noi sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi, senza che noi avessimo dato loro alcun incarico, abbiamo ritenuto concordemente di scegliere alcuni uomini e di mandarli a voi con i nostri carissimi Bàrnaba e Paolo…” Evidentemente la comunità di Gerusalemme, con gli apostoli e gli anziani disapprovava che alcuni cristiani “…alcuni di noi…” erano andati a predicare senza la loro autorizzazione, e per giunta in maniera non ortodossa, infatti i loro ascoltatori rimasero turbati.

Poi leggiamo “…senza che noi avessimo dato loro alcun incarico…” qui si capisce chiaramente che il ministero di pastore, o di predicatore, non era frutto di sogni, visioni o buona volontà personale, ma doveva essere affidato dagli apostoli o dai vescovi. Nei versetti sopra indicati leggiamo un chiaro rimprovero a coloro che predicavano senza aver ricevuto nessun mandato dagli apostoli o dagli anziani. Poi vediamo che sono solo gli apostoli a scegliere alcuni uomini e a mandarli ad evangelizzare. Ne deduciamo che le modalità di incarico dei pastori presso le comunità pentecostali o protestanti in genere, non rispecchiano quelle bibliche. I protestanti definiscono, Chiesa, la comunità universale dei cristiani, ovunque essi si trovino geograficamente o comunitariamente. Non distinguono bene però tra chiesa organizzata, quindi con gerarchie atte a far rispettare la disciplina ecclesiastica e la dottrina biblica, e chiesa composta da tutti i credenti. O magari ad alcuni conviene non distinguere. Bisognerebbe pure vedere a quali credenti si riferiscono quando parlano di Chiesa di Cristo Gesù, visto che tra di loro esistono enormi divisioni, anche sul piano dottrinale. Ad esempio la dottrina pentecostale è molto diversa da quella luterana, ed anche tra i pentecostali esistono diverse dottrine, come quella degli antitrinitari. In questa "chiesa universale" composta dai credenti, non c‘è posto per i cattolici, che vengono considerati "quelli del mondo" cioè pagani e, in ultima analisi persone da evangelizzare. Vogliono a tutti i costi ignorare le gerarchie ecclesiastiche della Santa Romana Chiesa asserendo che nella vera Chiesa cristiana non c‘erano e non ci sono gerarchie. Ma è un assunto vero e corretto?

La Bibbia stessa ci indica diverse gerarchie sia quando si riferisce alla Chiesa terrena, parlando di diaconi, presbiteri ed episcopi, sia quando parla della Chiesa celeste, menzionando Serafini, Cherubini, Angeli, Arcangeli, Potenze, Principati, Potestà Dominazioni, ognuno con compiti ben precisi e diversi l‘uno dall‘altro. Pertanto i pastori pentecostali che sono contro le gerarchie predicano un altro vangelo. Le chiese appartenenti al primo protestantesimo, come le valdesi, le luterane e le anglicane, le gerarchie invece le hanno, ma ovviamente non vogliono sottomettersi alla Chiesa di Roma, per non perdere quello che hanno, cioè il potere decisionale. E‘ evidente che questo capitolo è strettamente collegato al primato petrino, invito i lettori pertanto a leggere anche quest‘ultimo.

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