TRANSLATE THIS BLOG

La Vera Chiesa di Cristo (5/20)

LA NECESSITA‘ DI UNA GUIDA

A proposito della necessità di avere un organo di governo ecclesiastico, e cercando di andare fuori dai soliti schemi apologetici, che espongono spesso solo i punti di vista cattolici, cerco di darvi un‘idea più ampia, mettendo al corrente il lettore dei punti di vista protestanti. Leggendo sui vari forum Internet, mi è sembrato opportuno soffermarmi particolarmente su una affermazione di un pastore Evangelico pentecostale, che guida la chiesa della Riconciliazione, tale Traettino, che scrive anch‘egli pubblicamente sul suo sito.

Leggiamo cosa scrive:

“È necessario che qualcuno abbia la parola finale, c'è bisogno di un capo (oggi una parola impopolare...!). Come Cristo è capo della chiesa, e il marito è capo della moglie, così il disegno di Dio prevede che dovunque ci sia un'aggregazione di uomini, una comunità, un progetto, c'è bisogno di unità di leadership. A questa esigenza risponde il governo apostolico.”

Alcuni pastori protestanti ad esempio arrivano a dire che noi cattolici consideriamo il papa capo della Chiesa, al posto di Cristo, in qualità di suo successore. Una tale bestemmia fa colpo sugli ascoltatori che ben conoscono la non trasmissibilità del ministero di Cristo. Egli non ha successori perché è Sacerdote in eterno, ma questo lo sappiamo anche noi cattolici, e MAI la dottrina cattolica (né prete alcuno) ha affermato che il papa è successore di Cristo, ma semplicemente di Pietro. Eppure a scanso di equivoci durante uno studio biblico, io con le mie orecchie sentii il pastore della chiesa evangelica internazionale, suggerire ai presenti, che i cattolici considerano il papa il successore di Cristo, rafforzando -a suo modo di vedere- questa sua affermazione con il famoso detto: “Dio in cielo e papa in terra”. Non mi sono permesso di interrompere per chiarire, ma lo appuntai su un quaderno, oltre a farlo notare anche alla mia fidanzata, cioè a colei che mi aveva fatto conoscere i pentecostali. Alla fine dello studio mi alzai e andai a parlare con il pastore, questi mi ribadiva che era come diceva lui, consigliandomi di andare a leggerlo sulla dottrina cattolica. Mi chiedo quale dottrina cattolica egli conosca o citi, visto che su quella ufficiale non c‘è traccia di bestemmie simili.

Questo argomento comunque lo approfondiremo meglio nel capitolo che parla del primato di Pietro. Le predicazioni ad effetto che fanno molti pastori pentecostali distorcono il reale significato della parola “Capo” attribuendogli un significato negativo all‘interno della Chiesa.

L‘unico Capo della Chiesa è Cristo, e qui siamo tutti d‘accordo, ma la Chiesa dispone anche di un capo (autorità) visibile, come fu Pietro, e come furono gli apostoli, non perché avessero i gradi in stile militare, non perché abusassero della loro autorità, ma semplicemente perché come lo stesso Gesù somma autorità, lavò i piedi agli apostoli non annullando la Sua autorità, così Pietro pur essendo il primo fra gli apostoli servì umilmente la Chiesa, e questo suo servire non annulla affatto la sua autorità, lo stesso dicasi per gli altri apostoli. Se la Chiesa non avesse avuto un capo visibile le liti e le divergenze di opinione che spesso si sono manifestate in diversi punti dottrinali, non avrebbero potuto mai trovare soluzione, ma anzi sarebbero state causa di scissioni devastanti e distruttrici.”

Il pastore Traettino dice: “Così il disegno di Dio prevede che dovunque ci sia un'aggregazione di uomini, una comunità, un progetto, c'è bisogno di unità di leadership.”

Quindi ha ammesso che anche loro hanno bisogno di un “capo visibile”, che non sia il Papa naturalmente. Allora mi chiedo da dove prenderanno le giustificazioni evangeliche se negano il Primato Petrino?

Faccio notare che Traettino non ha fatto citazioni evangeliche. Ed ecco ora come Traettino, ci viene ad assolvere dalla solita accusa sulla Tradizione.

Egli scrive:

“Infine, dobbiamo guardare all'eredità, alla continuazione della famiglia, ai figli spirituali. Anche all'interno delle nostre realtà spirituali e comunitarie è necessario che il cuore dei padri vada verso i figli, e quello dei figli verso i padri. Per preparare un popolo ben disposto! I padri siano d'esempio per i figli, i figli rispettino i padri, si coltivi il senso di alleanza e di un progetto comune e una cultura dell'apertura del cuore, del rispetto e dell'ascolto. Per farsi ammaestrare.” Parole come: eredità; progetto; cultura, hanno in se stessi la chiara tendenza a mantenere una sorta di tradizione che in questo caso, ovvio, deve andare contro la chiesa cattolica, da qui nasce l'inganno. Una Tradizione sì, certamente, ma che non sia quella della Chiesa, diversamente Traettino che è un pastore evangelico dovrebbe abolire la parolaeredità”.

E‘ incomprensibile a questo punto un certo insegnamento evangelico ostile invece ai padri della Chiesa ed alla Tradizione, di quale eredità parla Traettino? In verità non ne parla e nulla dice a riguardo, parla dei "padri" di questi ultimi due secoli? E questi "padri" da dove avrebbero attinto una sorta di eredità se tale eredità deve avere come base il Cristo e la Chiesa apostolica?

Dice Traettino: “Per farsi ammaestrare” benissimo, e noi da chi ci siamo fatti ammaestrare se non dai Padri della Chiesa che hanno saputo tramandarci quell'eredità di cui parla? A meno che egli non intenda un altra eredità che io leggo nella matrice Protestante, e il discorso di Traettino filerebbe perché questo allora sarebbe un richiamo a quella parte di mondo pentecostale che nega le radici del Protestantesimo storico.

Insomma, Traettino sta tentando di raccogliere tutti gli Evangelici Pentecostali sotto un unico governo unitario, fatto di ministeri e uffici indipendenti fra loro, ma spiritualmente uniti in una unica voce, attraverso la quale raccogliere una eredità e una risonanza territoriale, che non si facciano “le scarpe tra loro”, ma che, come nella Chiesa Cattolica i vescovi sono responsabili indipendenti della loro diocesi, così al tempo stesso sono uniti per eredità, territorio ministeri e uffici, in un unico governo unitario”

Dalla Tradizione quindi deriva anche la nomina dei vescovi e dei presbiteri, anche nella Bibbia ne troviamo qualche esempio, Paolo nomina Timoteo, Tito, Filemone ed altri.

Veniamo ora al capitolo 6 di Atti 1-7.

Si inizia a comprendere che i Dodici non sono più sufficienti a soddisfare i tanti compiti, se facciamo attenzione al versetto 4, ci renderemmo conto che i Dodici iniziano per la prima volta a parlare dei ruoli. Dunque i Dodici si riuniscono in assemblea e decidono, ci fa capire che non tutta la comunità della Chiesa di allora si riunì per eleggere un altro, e scelsero Stefano non per votazione, ma perché riconosciuto Uomo di Spirito Santo, pieno di fede. Poi abbiamo la meravigliosa Lettera, la prima, ufficiale a nome della Chiesa tutta che si esprime con autorità, Atti 15,22-35.

Al capitolo 16 di Atti abbiamo la scelta di Timoteo da parte di Paolo. Timoteo era già un discepolo, ma Paolo per non dare scandali lo fa circoncidere, perché voleva portare Timoteo con sé. Anche qui, nessuna richiesta ad una parrocchia o assemblea evangelica, per decidere, lui vescovo, chi portare con sé. Paolo non motiva la scelta di Timoteo con sogni premonitori avuti da Timoteo, o buona volontà dello stesso. Gli da l‘incarico perché lo conosce, non è Timoteo ad auto-incaricarsi. Anche al cap.18 di Atti leggiamo di una fondazione della Chiesa, a Corinto, ed anche qui nessuna votazione su chi dovrà sostituire Paolo.

Sempre nello stesso capitolo al verso 23, prima della sua partenza si legge un particolare: "...Vi rimase un certo tempo, poi partì percorrendo successivamente le regioni della Galazia e della Frigia....e confermando nella fede tutti i discepoli......". Paolo era un missionario e dove andava fondava chiese, le quali però avevano bisogno di essere periodicamente controllate, e questo ce lo confermano tutte le lettere che seguono. In questo brano ripercorre le tappe della sua missione, verifica, e solo a questa verifica conferma i discepoli, anche qui, nessuno interpella la comunità.

In Atti 18,25-26 apprendiamo che Apollo era un buon conoscitore delle Scritture, ed era stato istruito alla dottrina cristiana, infatti predicava con parecchio fervore nelle sinagoghe, ma non conosceva ancora il battesimo di Gesù. Priscilla ed Aquila dopo aver ascoltato la sua predicazione lo chiamarono in disparte e lo istruirono meglio circa la vera dottrina cristiana. Questo mi fa riflettere parecchio sullo stato d‘animo di Apollo, che in tutta umiltà accettò le spiegazioni di Priscilla e Aquila, se un cattolico oggi avvicina un pentecostale per spiegargli la sana dottrina cristiana facilmente né scoppia una lite, o nel migliore dei casi il fratello pentecostale commisererà il cattolico per i suoi “problemi spirituali”. I fratelli pentecostali non accettano spiegazioni da noi cattolici, e se ci ascoltano è solo per un atto di cortesia, le nostre parole non arrivano quasi mai al loro cuore, entrano da un orecchio ed escono dall‘altro. Diversamente loro prentendono che le loro parole ci convincano, e se ciò non accade è solo perché i nostri cuori sono induriti. Certo, solo il Signore può aprire i cuori, ma spesso l‘uomo con i suoi atteggiamenti ostacola l‘opera di Dio. Mi immagino la scena che ne potrebbe scaturire nel vedere un pastore pentecostale predicare, e dopo aver concluso la sua predica essere avvicinato da me nell‘intento di spiegargli con maggior esattezza la dottrina cristiana. Non credo che ascolterebbe tacitamente i miei insegnamenti (che poi sono quelli della Chiesa cattolica), non credo proprio che si comporterebbe come Apollo.

Ma Paolo non fa tutto da solo.... e in Galati 1,18 e 2,1 leggiamo che Paolo si confrontava con Cefa.....nella prima sale appositamente a Gerusalemme per contattare Cefa (Pietro) e con lui si trattiene 15 giorni, la seconda volta dopo 14 anni, risale a Gerusalemme di nuovo per confrontarsi con Cefa, il quale con Giovanni lo confermeranno nel suo ministero (vv.8) Anche in questo caso, Paolo non si premunisce di sentire il parere delle chiese, ma di assicurarsi che il Vangelo dato sia recepito e testimoniato senza infiltrazioni, si premunisce invece di trattenersi con Cefa, e siamo certi che in quegli incontri non avranno giocato a carte. Per concludere questo primo specchietto, leggiamo ora la 1 Pt.1,3-12, in particolare v.12: "Fu loro rivelato che non rendevano un servizio a sè stessi, bensì a VOI in tutto questo che ora vi è stato annunciato da coloro che vi hanno evangelizzato in forza dello Spirito Santo inviato dal cielo..."

Chi erano questi "COLORO" che avevano evangelizzato?

La maggior parte delle Lettere neo testamentarie ce lo dicono, ed anche se di molti i nomi non si conoscono le vicende vissute, è palese che gli Apostoli e solo loro davano questo mandato. Nessuna chiesa si è mai riunita in assemblea per eleggersi il proprio vescovo, nessun presbitero si fondava una chiesa e nessun presbitero veniva scelto dall'assemblea, anzi, Pietro nel cap. 5 fa delle raccomandazioni ai presbiteri e per lui stesso con-presbitero, cioè, sacerdote, di pascere il gregge che è stato loro affidato..... Affidato da chi? Naturalmente da Dio, ma confermati da chi?.....dagli apostoli....e allora ritorniamo alla domanda di sempre: ma dopo la morte degli apostoli che cosa è accaduto?

Come si è proceduto nella nomina dei pastori?

Da una lettera di un evangelico ricevuta via e-mail, copio questo passo perché lo trovo molto bello, profondamente spirituale e che forse potrà anche aiutare a meditare i nostri sacerdoti.

“I primi cristiani erano formati secondo questo ordine e principi. Uomini di solido stampo, predicatori di tipo celeste: eroici, coraggiosi, di tempra militaresca, santi. Predicare alla loro maniera significa avere oggi abnegazione, crocifissione di sé stessi, serietà, fatica e martirio. Essi si consacravano talmente che il risveglio spirituale continuò a sopravvivere in tutta la loro generazione e formò già nel loro seno la generazione che ancora doveva nascere. I predicatori che danno vita sono uomini di Dio, il cui cuore è sempre assetato di Dio; la cui anima si sforza sempre di seguire Iddio, il cui occhio non vede che Dio, uomini in cui il mondo e la carne sono stati crocifissi mediante la potenza dello Spirito di Dio ed il cui ministero è come lo scorrere generoso di un fiume datore di vita.”

Si, occorre ammetterlo, questa persona protestante ha ragione, tuttavia per ritornare in tema e dopo aver letto la lunghissima sua lettera -che non ho riportato per intero- ho notato che non c'è scritto come si diventa pastori.

Noi abbiamo letto con Bibbia alla mano che se è vero appunto che i primi cristiani erano come questa descrizione ha fatto, dall'altra parte parla chiaramente di chi aveva il potere di dare il mandato e la conferma a predicare, del resto san Paolo è chiaro riguardo ai ministeri: 1Cor.4,1-5 leggiamolo:

"Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio."

sostiamo e chiediamoci: "ognuno" sta ad indicare i fedeli che componevano la chiesa alla quale Paolo si rivolge e dunque non erano loro i ministri, ma Paolo da chi fu fatto Ministro di Dio? Certo, la conversione e l'avvio alla missione avvenne da Gesù, ma chi gli affidò la familiarità e dunque la destra? Leggete Atti 9,28 e Gal.2,8......

Ogni fedele deve perciò considerare gli Apostoli e chi dopo di loro ufficialmente riconosciuti da loro, quali Ministri di Dio e Amministratori dei misteri di Dio. Spesso alcuni pastori dicono che noi cattolici non abbiamo alcun mistero da amministrare perché tutto è rivelato e chiunque lo può scoprire, ma qui Paolo la pensa diversamente, gli Apostoli e chi dopo di loro è chiamato alla loro successione custodisce ed amministra i misteri di Dio. Ha forse Paolo svelato tutti i misteri? Strano, nella Bibbia non c'è scritto..... Ma approfondiamo un aspetto di questa lettera ai Corinzi, Paolo scrive a questa Chiesa da lui fondata mentre si trova ad Efeso e scrive perché gli sono giunte notizie allarmanti circa la fedeltà dei corinzi al suo insegnamento. Appare strano che Paolo non parli assolutamente di un pastore e non indirizzi la lettera al pastore di quella chiesa, segno evidente che o non c'era, o non era così importante. Dunque alcuni inviati da quella comunità mettono al corrente Paolo che la situazione a Corinto non è buona, c'è divisione fra i fedeli, problemi d'interpretare correttamente la dottrina matrimoniale, e così via, mi chiedo: mancava forse un pastore all'epoca che si occupasse della Chiesa di Corinzi?

La seconda ai Corinzi sembra sia stata scritta dopo un anno dalla prima e le cose che sono accadute rattristano profondamente Paolo. L'apostolicità di Paolo è messa in dubbio, viene messa in dubbio niente meno che la sua autorità. Viene accusato di aver creato lui subbugli nella Chiesa probabilmente con quella lettera visto che manca da Corinto da molto tempo, decide allora di andare, ma non ci riesce ed invia Tito al suo posto. Tito, mandato da Paolo calma gli animi e ristabilisce l'autorità apostolica di Paolo; cioè, si riconosce il vescovo Paolo quale fondatore della comunità e quale autorevole ministro di Dio.

Solo così Paolo può chiarire ancora una volta il suo ministero, leggendo 2 Cor.4,1-6 possiamo comprendere il dono del ministero "Perché noi non predichiamo noi stessi, ma Gesù Messia Signore; quanto a noi, siamo i vostri servi in Cristo." E al verso 18 del cap.5 leggiamo: " E tutto è da Dio, il quale ci ha riconciliati con sé mediante Cristo, e ha affidato a noi la parola della riconciliazione".....quel "NOI" sta per Ministri di Dio.... Qui Paolo insomma, fa comprendere che il male è oramai passato, l'offesa è stata cancellata con il pentimento, la serenità è ritornata. Avanti dunque, sembra dire l'apostolo, c'è ancora del bene da fare, c'è la carità da praticare.... Ancora il pastore Traettino della Chiesa della Riconciliazione lascia intravedere che la Sola Scriptura, come dottrina, è un errore, e se lo dice lui....

In corsivo e tra parentesi faccio dei commenti a quello che scrive il pastore Traettino, e qui il collegamento: http://www.riconciliazione.org/governo.htm

L'errore del mondo evangelico, per reazione all'eccesso infallibilistico cattolico-romano, è stato quello di avere sganciato la Chiesa da Cristo, il corpo dalla testa. Ne sono nate le ecclesiologie più disparate, frutto delle mutazioni culturali e socio-psicologiche del tempo. (Ammesso e non concesso questo continuo modo di colpevolizzare la Chiesa, apprendiamo con soddisfazione fraterna e cristiana, che dopo secoli, qualcuno è giunto a dirlo: L'errore del mondo evangelico è stato quello di avere sganciato la Chiesa da Cristo, il corpo dalla testa…)

Siamo così passati con una certa facilità dalle strutture episcopali a quelle presbiteriane a quelle congregazionaliste, in rapporto ai movimenti sociali, politici e intellettuali del tempo e della storia. La storia si è così sostituita alla Scrittura. Risultato: nuove strutture, organizzazioni, denominazioni e comitati per ogni nuova generazione, corrente o movimento. All'interno del solo movimento pentecostale si possono addirittura ritrovare tutte le strutture sperimentate dalle chiese nella storia del Cristianesimo!

(..."strutture sperimentate dalle chiese nella storia del Cristianesimo"? Dunque apprendiamo con serenità che un pastore Evangelico abbia ammesso e riconosciuto che la storia ha sostituito la Scrittura, meno male, per una volta non è colpevole la Chiesa)

Il Regno è invece teocratico e Cristo-centrico, organizzato intorno alla regalità di Cristo riconosciuta quanto meno nella Chiesa. Se per gli altri non è re, almeno per noi lo è.

(E il fatto che questo la Chiesa lo insegna da 2000 anni, non fa testo vero??!!)

Errata è dunque la lettura del "sacerdozio universale" in termini di "io-devo-rispondere-solo-a-Dio", col conseguente rifiuto di ogni forma di autorità visibile nella chiesa. La verità del sacerdozio universale, che comprende certamente il principio della libertà e responsabilità del credente di fronte a Dio, deve essere però vissuta nel contesto della Signoria di Cristo sul Corpo, che si esprime anche tramite i ministeri.

(Interessante, il pastore Traettino sta dicendo che il "sacerdozio universale" non sostituisce affatto il ruolo specifico di chi riceve un mandato, è ovvio che Traettino non intende con questo accreditare il sacerdozio della Chiesa che esercita da 2000 anni, ma in qualche modo deve pur giustificare il ruolo dei ministri evangelici, altrimenti a quale titolo eserciterebbero questo mandato e a quale scopo? Interessante è quanto segue: col conseguente rifiuto di ogni forma di autorità visibile nella chiesa. Finalmente si riconosce una autorità visibile nella chiesa. Ovvio, Traettino non parla dei cattolici, non illudiamoci, tuttavia è interessante che la Chiesa della Riconciliazione tende verso che cosa in fondo? Ad un modello come quello cattolico, senza "Papa" naturalmente, ma con un "Presidente", ciò che non ho trovato sono i riferimenti biblici per portare avanti questo progetto, forse è per questo che Traettino ha ridimensionato la dottrina della Sola Scriptura?? Può essere....)

Naturalmente, è sufficiente evocare o solo proporre seriamente il tema dell'autorità negli ambienti figli della Riforma protestante perché subito scatti il riflesso anti-autoritario (magari anche con paure legittime per gli abusi e gli eccessi ai quali è esposta) e la conseguente accusa di cripto-cattolicesimo.

(Per comprendere questo concetto di autorità Traettino sta semplicemente riferendosi alla struttura piuttosto autoritaria che già vive in ambienti evangelici, -leggete il Butindaro per avere un'idea - dunque "LORO" sono abituati al senso dell'obbedienza ai pastori, e ad una certa rigidità nel protocollo dentro la propria comunità, mentre nelle Chiese della Riforma alle quali fa riferimento Traettino, emerge l'influenza troppo cattolica, cioè, i Riformati hanno ereditato troppo dal cattolicesimo, dunque occorre che si distacchino eliminando in questo modo le paure che hanno generato il protestantesimo. In questo modo il concetto di autorità, una volta che sarà ripulito da vecchie concezioni, potrà essere vissuto in termini non di comando ma di servizio e di familiarità. In questo modo non occorrerà nemmeno citare le scritture, è così perché è necessario…,punto e basta....infatti più avanti si legge:)

Ma è necessario vedere che l'autorità è solo un dono ed un servizio per la crescita e per l'unità del corpo, che nasce dal funzionamento integrato, armonioso ed unitario di più autorità (Spirito Santo - Scrittura - Ministri), senza per questo escludere la responsabilità che i credenti hanno di investigare personalmente le Scritture come i discepoli di Berea (Atti 17:11b).

(Dunque l'autorità negli evangelici è un dono e un servizio, nella Chiesa Cattolica è usurpazione, comprendo, ognuno ha i suoi punti di vista! Interessante scorgere che in questa autorità c'è una scaletta: Spirito Santo; Scrittura e MINISTRI, cioè uomini, persone. La Chiesa Cattolica parla di: Spirito Santo; Scrittura e Tradizione. Il Papa la eredita questa autorità nel momento in cui riceve il mandato, in questa autorità è inseparabile la Tradizione apostolica, come vedete la differenza è enorme. E naturalmente senza per questo escludere la responsabilità che i credenti hanno...di investigare personalmente le Scritture come i discepoli di Berea) (Atti 17:11b).

e ancora leggiamo:

E il Nuovo Testamento attribuisce ad apostoli e profeti un ruolo di "fondamento" che a pastori, dottori ed evangelisti non è riconosciuto, senza nulla togliere alla loro dignità ed indispensabilità. Di più, l'apostolo Paolo scrive che "Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori" (1° Corinzi 12:28). C'è dunque un primato apostolico ed un governo apostolico chiaramente testimoniato in tutto il Nuovo Testamento. Tutti questi ministeri sono all'interno, non all'esterno del Corpo. Essi sono gli strumenti con cui il Capo governa il Corpo, l'espressione della corresponsabilità della chiesa col suo Capo nel promuovere la venuta del Regno di Dio in tutto l'universo.

(a tratti mi sembra di leggere un cattolico....dice Traettino: C'è dunque un primato apostolico ed un governo apostolico chiaramente testimoniato in tutto il Nuovo Testamento. Naturalmente, e ci crediamo, noi che lo diciamo da 2000 anni, il punto è che per Traettino questa funzione apostolica è terminata con i Dodici? Non si sa perché non lo dice, ma forse lo sottintende, dando un rilievo al "capo-anziano" o "presidente" della comunità. Ancora ci chiediamo, a questo punto cosa sia accaduto alla morte degli Apostoli se questa continuità apostolica, cioè di coloro che hanno preso il posto degli apostoli, sia da considerarsi per loro legittima o abusiva, e nella seconda ipotesi, -cioè abusiva- a questo punto con quale autorità i successori degli apostoli avrebbero tramandato a noi la conoscenza delle Scritture e della Tradizione della Chiesa plurisecolare che lo stesso Traettino oggi difende??

Interessante, credo che sia un grande passo avanti, un pastore evangelico non si era mai portato così avanti nella definizione della Chiesa e comunque non fa altro che confermare la legittimità della Chiesa Cattolica e di questo gliene siamo riconoscenti! Dunque la dottrina della Sola Scriptura passa in un certo senso al secondo posto, cioè è sottoposta alla autorità del ministro, ora toccherà stabilire con quale criterio di autorità si da il mandato ad un pastore che possa legarci alla tradizione apostolica del cui primato nemmeno Traettino mette in dubbio. Ma le A.D.I. saranno d'accordo?)

Quindi se vogliamo, vero è che, lungo tutti secoli sorsero diversi gruppi che si opponevano con le loro dottrine alla Chiesa cattolica, ma è riconosciuto da tutti gli studiosi seri, che essi professavano nient‘altro che eresie perniciose.


Nessun commento:

Posta un commento

.

TRATTO DAL FILM: "BEN HUR" CHE INCONTRA GESU' CHE LO DISSETA (LA SUA STRAORDINARIA MISERICORDIA)

ARTICOLI PIU' VECCHI IN ORDINE CASUALE

COMMENTI RECENTI

Profezie della Madonna a Baron Renato sull'invasione dei rifugiati ai giorni nostri

ADESSO VUOL MODIFICARE PURE IL PADRE NOSTRO, COI COMPLIMENTI DI "SAN" LUTERO...