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La vera Chiesa di Cristo (18/20)

LA GUIDA DELLE PRIME CHIESE 

A Gerusalemme abbiamo il caso di Giacomo. Fin dai primissimi tempi appare come il Vescovo di quella chiesa, attorniato da anziani o presbiteri (cfr. Atti Il, 30; 15, 6-13; 21, 8). Simile corso ebbe luogo nelle chiese di Efeso con la presenza e l'opera di Timoteo (cfr. 1 Timoteo 1, 3), e di Creta con Tito (cfr. Tito 1, 5). Ben a ragione i due collaboratori dell'Apostolo vanno considerati come i primi successori in quelle comunità col potere d'insegnare e di guidare. La stessa cosa sembra potersi dire della chiesa di Antiochia di Siria. Con ogni probabilità fu Pietro a guidare quella chiesa per un certo tempo (cfr. Galati 2, 11). A lui successe Evodio, a cui tenne dietro come Vescovo Ignazio, che finì la vita col martirio a Roma nel 107 d.C. Il martire Ignazio è il testimone più esplicito della forma monarchico-episcopale delle chiese fin dai suoi tempi, vale a dire fin dalla seconda metà del primo secolo Finché visse l'apostolo era lui il responsabile. Ma la cura immediata delle singole comunità era affidata a un consiglio di anziani (cfr. Atti 14, 23; 1 Tessalonicesi 5, 12-13). Tra gli anziani era eletto uno chiamato "episcopo" con funzioni direttive particolari (cfr. Tito 1,5). La figura dell'episcopo è di qualcuno che debba avere qualità non comuni (cfr. 1 Timoteo 3, 1 ss; Tito 1, 7-9). E' significativo il fatto che Paolo, nella Lettera a Tito (1, 7), parli dell'episcopo al singolare. Per Tradizione noi cattolici non intendiamo quello di cui molti fratelli separati ci accusano, vale a dire la sostituzione di insegnamenti umani alla Parola di Dio. L'uso che essi fanno di alcuni testi biblici come Matteo 15, 1-6; Marco 7, 1-13, per dare un'apparenza di verità alla loro calunnia, è completamente errato.

Nei testi citati Gesù rimprovera i farisei di anteporre al comandamento di Dio, quale l'onorare i genitori, precetti umani quali il lavarsi le mani prima del cibo o al ritorno dal mercato, come, pure lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame (cfr. Marco 7, 4; Matteo 15, 2). La Chiesa Cattolica si basa sulla Tradizione cristiana per conoscere in modo completo e fare osservare fedelmente e in modo esatto la Parola di Dio. Questo concetto di Tradizione è perfettamente giustificato dalla Bibbia La parola "tradizione" (greco paràdosis) significa "trasmissione". In questo senso i detti e i fatti di Gesù, cioè il Vangelo (per limitarci solo al Nuovo Testamento) furono trasmessi da Lui a viva voce ai suoi discepoli, soprattutto ai Dodici, e da questi ad altri. E' fuor di dubbio che quanti udirono Gesù o furono testimoni delle sue opere non scrissero subito la cronaca di quegli eventi per farla leggere ad altri. Il "servizio stampa" era ancora lontano secoli e millenni. Quei discepoli si imprimevano nella memoria i detti e i fatti del Maestro, che poi riferivano ad altri a viva voce. Il Vangelo fu Tradizione prima che prendesse forma scritta (cfr. 1 Corinzi Il, 23; 15, 3; Luca 1, 1-2). Gli scritti che vennero dopo non erano destinati a riportare tutta la Tradizione (cfr. Giovanni 20, 30-31; 21, 24-25). Questo è talmente vero che lo stesso Paolo raccomandava ai cristiani di Tessalonica di "mantenere le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera" (2 Tessalonicesi 2, 15). Da ciò ne segue che il contenuto della Tradizione, vale a dire dei detti e dei fatti di Gesù, che è Parola di Dio, ci può essere pervenuto anche per altri canali che non siano i vangeli e gli scritti apostolici. Infatti alcuni discepoli immediati degli Apostoli ci hanno lasciato testimonianze scritte di ciò che avevano udito da loro. Noi possiamo considerare queste testimonianze come autentici insegnamenti di Gesù e degli Apostoli. Nei primi 55 anni dopo la risurrezione di Cristo, la chiesa ascoltava le prediche degli Apostoli, e anche dei vescovi, come ad esempio Tito, Filemone, Giuda, Policarpo, ecc., questo vuol dire forse che i primi discepoli che non poterono leggere il vangelo siano stati ingannati dai padri della chiesa? Assolutamente no! Policarpo, Tito, Filemone, Clemente Romano ecc., questi campioni di fede che predicando operavano nel nome del Signore e portavano alla conversione molti pagani, non li ingannavano di certo, altrimenti la chiesa sarebbe morta, invece lo Spirito Santo che da sempre la guida, non l‘ha mai fatta cadere sotto la grinfie di satana. Il magistero della chiesa cattolica formato dal papa e dai vescovi, non è superiore alla Parola di Dio, ne si vuole sostituire ad essa, ma ha sempre tutelato la verità, difendendo le Sacre Scritture, anche con la vita di molti martiri. Sì, indubbiamente ci sono stati papi,vescovi e preti indegni, ma si può facilmente provare che quelli degni di portare avanti la Chiesa di Cristo erano e, sono molti di più! Parecchi protestanti giocano molto sull‘ignoranza della gente che non conosce la storia, arrivando a convincerla che la storia del cristianesimo non è importante ai fini della salvezza, e quindi non è importante conoscerla. Ebbene ai fini della salvezza non lo è di certo, ma ai fini di smascherare falsi profeti e predicatori, si! Usurpatori e lupi rapaci vogliono togliere alla chiesa cattolica ciò che le spetta di diritto, e cioè la discendenza apostolica, che prova l‘autenticità della vera Chiesa di Cristo Gesù. Eppure la storia quando serve per accusare i cattolici è utile! Quando invece dovrebbe servire anche per provare quale è la vera Chiesa di Cristo, stranamente non serve più! Alla sana Tradizione, che è Parola di Dio, appartengono non pochi detti riguardanti la successione apostolica. Tale dottrina - come abbiamo dimostrato - è contenuta nella Bibbia. Ma anche fuori della Bibbia abbiamo numerose testimonianze della stessa verità. Sono gli scritti di alcuni eminenti testimoni delle prime generazioni cristiane.

Tra i discepoli immediati degli Apostoli, nel caso specifico di san Pietro, va annoverato Clemente Romano. Fu terzo successore di san Pietro a Roma, dopo Lino, ed Anacleto, dall'anno 92 all'anno 101 Era Cristiana. Clemente conobbe molti insegnamenti di Pietro e forse anche di Paolo. Poi ebbe occasione di mettere queste cose per iscritto. Uno di questi scritti è giunto fino a noi e contiene un'esplicita testimonianza della successione apostolica. Eccola: "Gli Apostoli furono mandati a portare la Buona Novella dal Signore Gesù Cristo; Gesù Cristo fu mandato da Dio. Il Cristo dunque viene da Dio, e gli Apostoli da Cristo. Ambedue le cose procedettero dunque ordinatamente dalla volontà di Dio. Ricevuto quindi il loro mandato, resi sicuri dalla risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo e fiduciosi nella Parola di Dio, con l'assicurazione dello Spirito Santo, andarono ad annunziare la Buona Novella, l'avvicinarsi del regno di Dio. Predicando per le campagne e per le città, essi provavano nello Spirito Santo le loro primizie (= le prime conversioni, ndr) e le costituivano vescovi e diaconi dei futuri credenti. E questa non era cosa nuova, poiché da gran tempo la Scrittura parlava di vescovi e diaconi. Così dice infatti la Scrittura in un luogo. "Stabilirò i loro vescovi nella giustizia e i loro diaconi nella fede". Clemente dunque fa risalire a Gesù Cristo l'origine della successione apostolica. Fu Lui a voler assicurare la trasmissione del vero Vangelo mediante una catena ininterrotta di persone qualificate e autorizzate. Questo vale sempre. Ma vale specialmente quando lupi rapaci si intromettono nel gregge di Cristo (cfr. Atti 20, 29-31), arrogandosi un potere che nessuno ad essi ha mai dato. Così era avvenuto ai tempi di Clemente, così avviene in altre epoche della storia, anche ai nostri giorni. Gesù ha ammonito: "Guardate di non lasciarvi ingannare (...). Non seguiteli" (Luca 21, 8). Molti protestanti annullano la storia del cristianesimo, o meglio ne cancellano una buona parte, per eliminare le prove di infondatezza della loro chiesa, quest‘ultima non ha fondamento alcuno, i loro pastori si ergono a guida di comunità di fedeli senza che nessuno mai ha dato loro questa autorità. Fanno leva sulle voci popolari, menzionandole spessissimo, fino a farle assorbire ai fedeli, i quali vedono il pastore come un esperto di teologia, uno che sa interpretare in maniera esatta la Bibbia, e non si prendono cura di andare a studiare le origini del cristianesimo, anche perché i pastori insegnano loro che bisogna leggere la sola Bibbia, solo in essa è contenuta la verità, tutto il resto non serve. Le prove devono essere cancellate, non si può correre il rischio che i fedeli possano scoprire che la loro chiesa non ha basi apostoliche. Anche la chiesa cattolica insegna che nella Bibbia è contenuta la verità, e che tutto deve essere ricondotto alla Parola di Dio, per vagliare se gli insegnamenti dei padri della chiesa sono veraci oppure eretici. Questo non significa però ignorare le prime comunità cristiane, i primi campioni di fede, che hanno sacrificato la loro vita per Cristo e per la Parola di Dio, arrivando anche ad essere martirizzati in nome di Cristo. Perché si devono ignorare le gesta e gli scritti di queste persone che ci possono servire da esempio? Ognuno con la propria storia, e qualcuna di queste storie vere, potrebbe assomigliare anche alla nostra, e quindi servirci da incoraggiamento per superare le avversità della vita. La storia di queste persone conduce a Cristo, loro non esaltano se stessi, ma Cristo, loro non si sentono idoli ma santi. Santi che hanno dedicato la loro vita a Cristo, in tutta umiltà e sincerità di cuore. Mi ricordo che una Domenica, ho assistito al culto dei fratelli pentecostali, al termine siano andati a salutare il pastore, e io non ho perso l‘occasione per porgli alcuni quesiti, riguardo i santi, e riguardo alle accuse che aveva fatto durante il culto alla Chiesa cattolica, che a suo dire trasforma i santi in idoli. Gli ho chiesto che cosa ne pensasse di padre Pio, lui mi ha risposto che forse padre Pio stesso si sarebbe ribellato alle esagerazioni degli speculatori, che fanno magliette, cappellini, calendari ecc., con la sua immagine sopra, ma ha rimarcato troppo quel forse, perché subito dopo mi ha detto che lui non sa, se effettivamente padre Pio merita di essere chiamato beato, perché gli risulta da documenti cattolici che padre Pio è stato esorcizzato più volte, "io non so se padre Pio effettivamente è meritevole, perché non conosco la sua vita, però risulta da documenti cattolici che è stato esorcizzato più volte" sue testuali parole.

Vogliamo riflettere attentamente sulla risposta che mi ha dato il pastore… Lui non conosce la vita di padre Pio, ma ha letto o qualcuno lo avrà istruito (quindi è a conoscenza) di documenti che parlano di esorcismi fatti a padre Pio da parte della Chiesa cattolica. Notate che quando c‘è da confermare la santità di padre Pio, lui non può farlo perché non conosce la vita di quest‘ultimo, ma quando c‘è da insinuare che padre Pio era indemoniato allora lui stranamente ne è a conoscenza. Se lui (o chi per lui) è andato a leggere questi documenti che provano diversi esorcismi fatti nei confronti di padre Pio, vuol dire che era interessato alla vita di padre Pio, come mai allora quando si tratta di rispondere circa l‘effettiva santità di padre Pio, non risponde, dicendomi che lui non conosce la vita di padre Pio ? E‘ quantomeno singolare che gli siano capitati tra le mani solo i documenti relativi agli esorcismi, e quelli che invece provano la santità di padre Pio gli siano sfuggiti… Forse non erano disponibili? Purtroppo io fisso nella mia mente tutto ciò che mi viene detto, e poi rifletto moltissimo sul significato di quanto ho sentito. E‘ chiaro che il pastore indirettamente ha fatto scattare in me una molla, in quel momento si è rafforzata in me la convinzione che la chiesa cattolica non proclama beato il primo che gli capita, e nemmeno gli si può imputare di peccare di superficialità. Vedendo infatti le stimmate nelle mani di padre Pio, la Chiesa cattolica ha voluto prima accertarsi che non era opera demoniaca, e con gli esorcismi si è resa conto che padre Pio non era indemoniato. Eppure il pastore ha insinuato in maniera sottile che potesse esserlo (indemoniato), visto che era stato sottoposto a esorcismi, del resto mi ha ribadito che le stimmate sono segni demoniaci. Come posso fidarmi di una persona che non mi dice tutta la verità? Può darsi che il pastore non conosce veramente la vita di padre Pio, se è cosi allora per correttezza nei miei confronti e soprattutto nei confronti di padre Pio, non doveva nemmeno insinuare la possessione diabolica di quest‘ultimo, mi doveva dire semplicemente "io non conosco la vita di padre Pio". Invece me ne ha menzionata solo una parte; lui in quanto pastore che guida una comunità ha il dovere di essere informato, ha il dovere di andarsi a leggere tutta la vita di padre Pio se ha intenzione di parlarne a qualcuno, perché fino a quando io chiedo a un semplice fratello questo può benissimo rispondermi anche parzialmente, o in maniera incompleta dicendo che lui non conosce tutta la vita di padre Pio, e tutto finisce li, in quanto il fratello non ha la stessa responsabilità del pastore, non guida nessuna comunità. Ma se il pastore guida una comunità ne è anche responsabile, quindi o non risponde (e avrebbe fatto meglio), o se lo fa lo deve fare in maniera completa e precisa, a maggior ragione se risponde ad un cattolico! Per non dare l‘impressione che lui risponde in maniera faziosa, deve esporre sia i lati positivi che i lati negativi, altrimenti è meglio tacere. In me è nato un senso di sfiducia nei suoi confronti, anche per altre risposte parziali (di parte) e mai complete, che mi ha dato in diverse occasioni e che menzionerò più avanti. Leggendo e riflettendo su molti scritti cattolici ne ho ricavato un altro elemento importante, cioè che i fedeli pentecostali che ascoltano le sciocchezze che dice il pastore nei riguardi della Chiesa cattolica dovrebbero chiedersi come faccia il pastore a conoscere i documenti riguardo all‘esorcismo di padre Pio?

La risposta è semplice, e dimostra che la Chiesa cattolica ha sempre reso pubblici i propri documenti, anche quando questi riguardano effettivi errori (personali) commessi da qualche papa o da qualche vescovo nei secoli passati, e lo stesso ha fatto per padre Pio. Grazie a Dio la Santa Madre Chiesa è sempre coerente con se stessa. Ad imitazione di Cristo e dei suoi Evangelisti, essa ha il coraggio, sempre, di dire pubblicamente, a voce e per iscritto, tutta la sua storia, quella gloriosa dei Santi e quella ingloriosa dei suoi figli più deboli o fedifraghi. La prova involontariamente la fornisce proprio il pastore con le sue parole, infatti lui pastore protestante (quindi nemico della Chiesa cattolica) è a conoscenza dei documenti riguardo agli esorcismi su padre Pio, e naturalmente i fedeli pentecostali sanno che il loro pastore non lavora nella C.I.A. e nemmeno nei servizi segreti di nessuna Nazione, ne tanto meno fa l‘investigatore privato, quindi è evidente che il pastore è venuto a conoscenza di questi documenti perché la Chiesa cattolica li ha resi pubblici, come è giusto che faccia la vera Chiesa di Cristo. Ritornando alla successione apostolica, bisogna considerare che ai protestanti non conviene invogliare i fedeli alla lettura di libri storici e patristici, che provano la successione apostolica e gli insegnamenti dei padri della chiesa, insegnamenti che non vanno assolutamente contro la Parola di Dio. Però i loro libri li leggono e li fanno circolare all‘interno delle comunità, e quale autorità hanno questi libri? Chi decide quali sono i libri da leggere e quali no? Ancora una volta ci sono due pesi e due misure, il pastore non vieta di leggere i libri dei padri, perché paradossalmente se lo farebbe sarebbe la rovina della sua chiesa, infatti la negazione suscita curiosità, se una cosa viene negata allora ci sono buone probabilità che qualcuno per curiosità vada a leggere e ricercare. Ma se viene detto: "Si, li potete leggere quei libri, ma tanto non servono a niente, la Bibbia vi basta," i fedeli se ne fanno una convinzione, al punto da credere che a loro basta conoscere quel che Dio gli concede di conoscere. Siamo sicuri che è Dio a concederlo? Sono gli insegnamenti del pastore a convincervi che vi basta solo quello che già conoscete.. Tanto è vero che se vi si presenta l‘occasione di conoscere gli insegnamenti dei padri, vi colpisce il sonno. Non disdegnate invece di leggere di tanto in tanto qualche libro consigliato, da qualche fratello o dal pastore stesso.

LA CHIESA DI CRISTO 

Al termine della nostra rassegna sia biblica che storica possiamo e dobbiamo dedurre e puntualizzare alcune conclusioni. Sono piuttosto verità o principi o norme indispensabili per conoscere con certezza quale deve essere l'oggetto della fede e della morale del vero discepolo di Cristo. La prima. Cristo ha voluto che la sua vera Chiesa procedesse nel tempo poggiata sulla testimonianza degli Apostoli, ossia di uomini scelti ed autorizzati dal Signore Gesù a preservare e trasmettere il Vangelo eterno. La vera Chiesa di Cristo o è apostolica o non è la sua vera Chiesa. Chiunque si è distaccato o si distacca da questa Chiesa Apostolica non ha nessuna autorità di annunciare ciò che bisogna credere e fare per piacere al vero Dio è conseguire la salvezza. La seconda. A cominciare dagli Apostoli si è formata una catena ininterrotta di persone qualificate e autorizzate, ossia di successori degli Apostoli. Sono i loro legittimi eredi, i custodi capaci e fedeli del deposito della fede. Solo essi danno la garanzia di preservare e trasmettere con fedeltà e integrità i fatti e i detti del Signore. Chiunque si arroga il diritto di annunciare la Parola di Dio senza essere inserito in questa catena, deve dirsi un intruso, o, peggio ancora, un usurpatore, un ladro (cfr. Giovanni 10, 1-10).

La terza. Numerose testimonianze storiche, a cominciare dall'età sub-apostolica, attestano al di là d'ogni possibile dubbio che nella Chiesa Cattolica la catena dei successori degli Apostoli non è stata mai interrotta. Papa e Vescovi sono i legittimi eredi degli Apostoli nella funzione di pascere i veri discepoli dì Cristo, di guidarli cioè nella sana dottrina della fede e della morale. Il diritto della Chiesa Cattolica a dare il vero senso della Scrittura è originario e inviolabile. Esso risale a coloro che ne furono i primi custodi, ossia agli Apostoli, e mediante gli Apostoli, allo stesso Signore Gesù Cristo.

Nel libro di Earle E. Cairns, (storia del cristianesimo) rettore della facoltà di storia e scienze politiche presso il Wheaton college, in Illinois U.S.A.,edizioni centro biblico (protestante) Napoli, c‘è scritto nell‘introduzione a pag. XIII che san Paolo come ogni vero storico cercava di accrescere le sue conoscenze sul cristianesimo attraverso un processo di indagine. A Pag. XIV in oltre viene detto che nel raccogliere i dati, lo storico della Chiesa deve osservare la stessa imparzialità seguita dallo storico laico, penso che questo vale anche per il pastore della Chiesa evangelica internazionale, che quando ha fatto lo studio sulla storia del cristianesimo non è affatto stato imparziale, menzionando solo gli errori della Chiesa cattolica. A pag. 15 l‘autore ci informa che fortunatamente esistono prove storiche estranee alla Bibbia che confermano l‘esistenza di Gesù Cristo. Che bisogno c‘e di sapere che esistono prove storiche che confermano l‘esistenza di Cristo in quegli anni, se questo viene detto nella Bibbia? Riflettendo si capisce che la stessa Bibbia ha bisogno di riscontri storici che comprovano la sua autenticità! L‘autore fa capire chiaramente che è una fortuna il fatto che esistano prove storiche estranee alla Bibbia, quindi devono essere valide tutte le prove storiche, non soltanto quelle che convengono. Tacito, Plinio, Luciano, ecc. sono degli autorevoli storici di quei tempi. Da pag. 43 a 45 ci fa capire come nella chiesa primitiva esistevano già le gerarchie, vescovo, presbitero diacono, ma sottolinea che il vescovo di Roma non era considerato superiore agli altri, da Ignazio; infatti il vescovo di Roma è un uomo come gli altri, ma detiene il primato, in quanto successore di Pietro. A pag. 312 si ha una dimostrazione di coerenza e di persone che hanno sempre avuto le idee chiare (forse), Zwingli cambia idea, prima non si dovevano battezzare i bambini poi si. In altre pagine si parla di Lutero che chiuse "un occhio" quando vennero ammazzati dai principi suoi amici, molti contadini che gli si opponevano, e anche quando un suo amico si risposò avendo la prima moglie ancora in vita. Oppure quando Zwingli era d‘accordo a fare annegare vivi gli anabattisti, questi ed altri errori il pastore di mia conoscenza non li ha menzionati nel suo studio sulla storia del cristianesimo, invece quelli della chiesa cattolica venivano menzionati tutti. Papa Giovanni Paolo II, ha chiesto pubblicamente perdono per gli sbagli del passato, eppure il pastore ha commentato che “cosi è troppo comodo‖, io gli ho obiettato come mai avesse detto questa frase, dato che i protestanti in passato hanno sbagliato pure, e soprattutto alla luce della Parola di Dio, che dice: "l‘amore di Dio abbonda dove il peccato è più forte‖, nel senso che Dio non quantifica, perdona e basta; eppure lui mi ha risposto che gli sbagli dei protestanti non sono confrontabili con quelli della chiesa cattolica! Questo è un insegnamento di mentalità totalitaria, assolutistica, intransigente ma solo per la propria convenienza. E io dovrei seguire gli insegnamenti di una persona che ragiona in questi termini? Posso capire un fratello, che mi rispondesse così, ma un pastore è cosa ben diversa! Le prime comunità cristiane seguivano già a quel tempo l‘elenco più antico dei libri sacri scritti in greco e cioè la traduzione dei settanta; nel 1546 Paolo III non fece altro che ratificare la tradizione comune della Chiesa, e ratificare non significa inventare, ma confermare, riconoscere come stabilito.

PARERI DI FRATELLI PROTESTANTI 

Qui di seguito riporto alcuni brani tratti da un mio dialogo via e-mail con un fratello pentecostale Le risposte in grassetto sono sue. Che nel corso della storia ci sono stati dei papi indegni è fuor di dubbio, Onorio era uno di questi, papa Borgia era uno di questi, e purtroppo ne possiamo contare tanti altri, ma questo non significa che la Chiesa di Roma si è persa a causa di questi papi indegni, perché c'è sempre stato il magistero della Chiesa a vigilare sulle Sacre Scritture. Ti sei mai domandato chi è stato a deporre questi papi indegni?

Furono gli stessi vescovi del magistero ecclesiastico romano, non certo i protestanti. Precedentemente ti ho già spedito un mio breve studio sulla successione apostolica, sperando che tu lo abbia ancora con te. Li ti ho spiegato di come nella scrittura non si parla di una successione apostolica così come l'insegna la Chiesa di Roma perché il sacerdozio di Cristo non è trasmissibile. Non solo, ma supponendo per assurdo che avessi ragione dal punto di vista biblico, comunque non sarebbe storicamente dimostrabile per la tua chiesa. Liberio, ma soprattutto Vigilio e Onorio commisero errori gravi in materia di fede, per giunta detti con la massima solennità che una dichiarazione ex cattedra può avere, con quali conseguenze? Lasciamo rispondere Roberto Bellarmino a riguardo. Il teologo gesuita, parlando delle chiese d'oriente, disse nel suo "De notis Ecclesiae, 8" : "la successione apostolica è stata interrotta presso di lei per il fatto dell'eresia manifesta di parecchi dei loro vescovi". (Corsivo mio). Infine tali papi furono deposti da tutta la chiesa e non dalla diocesi di Roma. E‘ triste vedere insistere così a testa bassa molti fratelli pentecostali; insistere nel dire che il sacerdozio di Cristo non è trasmissibile, come se la Chiesa cattolica affermasse il contrario. Bah, mi viene da pensare se realmente molti fratelli separati vogliono realmente capire quello che leggono, oppure fanno finta di non capire. Io nelle mie e-mail non ho mai detto che il sacerdozio di Cristo è trasmissibile, né tanto meno lo ha mai detto la Chiesa cattolica, quindi mi meraviglio di questo tipo di atteggiamenti e risposte! La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che il papa è successore di Pietro non di Cristo. Perché quindi si vuol far dire a tutti i costi alla Chiesa cattolica ciò che in verità non ha mai detto né scritto? Resto triste e perplesso di fronte a tanta avversità e calunniosità!




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