TRANSLATE THIS BLOG

La Vera Chiesa di Cristo (6/20)

GRUPPI PROTESTANTI PIU‘ RAPPRESENTATIVI

Quanto segue è tratto dall‘Enciclopedia delle religioni ed. Elledici, a cura di Massimo Introvigne, chi non è interessato a conoscere le varie tipologie di chiese protestanti, può passare al capitolo successivo (salti una trentina di pagine), tuttavia ritengo utile portare a conoscenza dei lettori i gruppi più significativi e le loro dottrine, conoscere bene ciò di cui si parla è sempre utile e serio.

"Con il nome protestantesimo, oggi si intende il movimento sorto ad opera di Lutero, e dilagato successivamente in una marea di denominazioni in disaccordo tra loro. Sotto il nome di “protestantesimo” sono rubricate un gran numero di denominazioni e comunità. Già nel 1991 lo storico Martin Marty scriveva che nel mondo si contavano 21.104 diverse denominazioni (arrivate a 33.000 nel 2003) che potevano essere considerate “protestanti” e che il numero si accresceva in ragione di cinque alla settimana. Di fronte al gran numero e alla grande varietà di denominazioni e credenze alcuni negano che sia possibile dare una definizione precisa del protestantesimo. Alcuni ritengono, da un punto di vista storico, che sia possibile definire “protestanti” le denominazioni che hanno nel loro albero genealogico un riferimento almeno remoto alla Riforma protestante “storica”, cioè a Lutero, Calvino, Zwingli e, per chi considera gli anglicani come protestanti, le personalità che si situano alle origini della Chiesa d‘Inghilterra. Non a caso le definizioni “storiche” del protestantesimo hanno corso soprattutto in Europa, dove la percentuale di eredi diretti della Riforma “storica” sul totale dei “protestanti” è più importante, mentre negli Stati Uniti e in America Latina la prevalenza numerica di altre tradizioni (battisti, pentecostali) per cui la ricostruzione di un albero genealogico è comunque più problematica rischia di mettere in crisi le definizioni che fanno riferimento alla storia. Il modo di elaborazione della verità religiosa (in altre parole il principio epistemologico del protestantesimo) è diverso da quello cattolico, in quanto insiste sulla sola Scriptura, “sulla Bibbia come sola autorità" in materia di fede e di vita ecclesiale. A causa del principio sola Scriptura il protestantesimo è un fondamentalismo, ma nello stesso tempo, per la sua insistenza sul libero esame e il rifiuto di ogni magistero ecclesiastico, è un liberalismo.

Dal punto di vista dell‘esperienza religiosa (cioè del principio antropologico) il protestantesimo – sulla base, del resto, del suo principio epistemologico – privilegia l‘esperienza individuale del credente rispetto all‘inserimento in una comunità strutturata e gerarchica. Anche questo elemento secondo Paul Willaime è precario perché può condurre alternativamente (e qualche volta insieme) “all‘emozionalismo” e “all‘intellettualismo”. Infine, dal punto di vista del modo di costruzione dell‘autorità (cioè del suo principio sociologico), il luogo della verità non è più nell‘istituzione (Chiesa) in quanto tale, ma nel messaggio proclamato da questa istituzione. Per giudicare se il messaggio è proclamato “correttamente”, è costruita socialmente la figura del “pastore” come specialista della Bibbia, persona che conosce meglio la Bibbia di quanto non la conoscano i singoli fedeli, o in virtù della sua esperienza di fede particolarmente intensa e del suo carisma. Anche qui sono possibili sviluppi in direzioni molto diverse: se il principio epistemologico può portare al liberalismo o al fondamentalismo, le comunità liberali, finiranno per essere dominate dai teologi (pastori) e quelle fondamentaliste da predicatori di tipo carismatico. (cf Enciclopedia delle religioni a cura di Massimo Introvigne). Quindi l’autorità dei molti pastori protestanti non deriva da quella istituzionale, ma è personale, non deriva dalla gerarchia ma dalla competenza (teologica o carismatica).

Che si debba parlare di protestantesimi, al plurale, è chiaro da molti anni a quanti studiano il mosaico protestante. Alcune distinzioni antiche, tra i vari gruppi protestanti sono troppo semplici per ben descrivere l‘estrema varietà di denominazioni e dottrine, così è per la distinzione fra un protestantesimo sacramentale o liturgico e un protestantesimo non sacramentale e anti-liturgico. La prima categoria comprenderebbe infatti soltanto la Comunione anglicana (e neppure tutte le sue componenti) e alcune denominazioni luterane. Insufficiente è anche la distinzione tra un protestantesimo calvinista -legato a una rigorosa interpretazione della dottrina della predestinazione – e un protestantesimo arminiano che -attraverso le teorie del teologo olandese Jacob Arminus (1560-1609) – sfugge al rigorismo in tema di predestinazione, affermando – contro il calvinismo classico – che Gesù Cristo è morto per tutti (non solo per i predestinati), che Dio – prima della predestinazione – prevede chi accetterà la grazia salvifica di Gesù Cristo e chi la respingerà, che alla grazia di Dio si può resistere e, dopo averla accettata, la si può rifiutare di nuovo e cadere. Per quanto la distinzione sia utile e importante, la problematica della predestinazione non è al centro di tutto il protestantesimo ma soltanto di un suo segmento, per quanto ampio.

Tutte le comunità protestanti nella storia nascono come movimento di protesta, alla periferia della scena religiosa, ma – non appena si dotano di un‘organizzazione stabile – iniziano un processo di istituzionalizzazione. Talora abbandonano alcune dottrine e pratiche controverse; e quasi sempre perdono i tratti utopistici (e spesso anche millenaristici) che avevano caratterizzato la prima generazione, consolidano i rapporti con la politica e gli Stati (o li instaurano dove in precedenza non esistevano), migliorano il livello sociale medio dei loro aderenti: in una parola si muovono dalla periferia verso il centro “religioso”. E così succede ad ogni nuovo gruppo protestante che nasce come protesta, e proclamano il loro desiderio di tenersi fuori da Babilonia, e di ritornare alla purezza originaria, dove Babilonia è il sistema religioso organizzato, Chiesa cattolica in testa, ma riferito anche ad altri gruppi protestanti organizzati e istituzionalizzati. Ma i buoni propositi di purezza e di stare fuori dal sistema religioso organizzato non dureranno a lungo, a poco a poco la nuova denominazione protestante diventerà rispettabile, si istituzionalizzerà, avrà necessità di avere rapporti con lo Stato, quindi si muoverà anche lei verso il centro (main-line).

Il primo protestantesimo “storico” è costituito dalle comunità nate direttamente dalla riforma storica – anche se in seguito frammentate da numerosi scismi –: luterani e calvinisti (presbiteriani), cui si possono per molti versi avvicinare le comunità della Comunione anglicana (chiamate “episcopaliane” negli Stati Uniti), anche se non mancano storici che considerano il mondo anglicano uno strato intermedio tra protestantesimo e mondo cattolico. Nel primo protestantesimo rientrano, con caratteristiche proprie, anche i valdesi, eredi di una tradizione protestante pre-riformata passata attraverso diverse trasformazioni.

Il secondo protestantesimo (chiamato originariamente “evangelico” – aggettivo che ha peraltro diversi significati – e in seguito “di risveglio”) è costituito da movimenti di risveglio o revival che protestano contro la mancanza di fervore (in particolare di fervore missionario) – non di rado attribuita al legame troppo stretto con gli Stati europei del protestantesimo storico, insistendo sull‘incontro con Gesù Cristo come esperienza personale che spinge alla missione. La protesta nel mondo luterano produce il pietismo; nel mondo anglicano, il metodismo; e nel mondo presbiteriano, il battismo. La storiografia più recente insiste sulla derivazione dei battisti principalmente dal calvinismo, ripudiando le tesi più antiche che secondo cui il movimento battista deriverebbe invece anzitutto dalla Riforma radicale e dall‘anabattismo (anche se una influenza anabattista rimane evidente su certi aspetti di tutto il mondo battista). Il tentativo di unifica i risvegli – e le comunità protestanti in genere – produce le denominazioni che derivano dal movimento detto Movimento di Restaurazione o “campbellista” (Discepoli di Cristo, Chiese di Cristo, “Chiese cristiane”), che hanno tuttavia caratteristiche così originali da meritare una trattazione a parte.

Il terzo protestantesimo è costituito dai movimenti che considerano ormai troppo “istituzionalizzate” e fredde le stesse comunità nate dai risvegli del secondo protestantesimo. Rientrano in questa terza ondata protestante vari tipi di “Chiese libere”, i movimenti “di santità”, le correnti perfezioniste, e anche il fondamentalismo (che è per altri versi una tendenza che attraversa tutte le comunità protestanti, più antiche o più recenti) quando non rimane all‘interno delle denominazioni già esistenti ma si organizza in denominazioni autonome che protestano contro il “liberalismo” insieme teologico e morale delle comunità protestanti di origine più antica.

La corrente pentecostale-carismatica nasce nel XX secolo. Diversi storici la considerano come una semplice variante del terzo protestantesimo, anche molti esponenti del mondo pentecostale si considerano parte del terzo protestantesimo. La questione è complessa. Peraltro, il terzo protestantesimo – in molte delle sue denominazioni più importanti e dei suoi predicatori più prestigiosi – non ha accettato la corrente pentecostale carismatica come sua parte. Il protestantesimo avventista nasce nel secolo scorso dall‘interesse per le speculazioni sulla fine del mondo, trasversale ai primi due protestantesimo, che genera però una serie di denominazioni separate dopo la crisi seguita alla diffusa attesa di avvenimenti apocalittici dell‘anno 1844. Vi è anche un protestantesimo metafisico, nato con la Christian Science, con riferimenti a realtà che una parte della ricerca sociologica inquadra anche nella categoria più generale delle “religioni di guarigione”.

Distinte dalle chiese, comunità e denominazioni sono le para-chiese, strutture di servizio (missionario, evangelistico o caritativo) che si pongono al servizio di una pluralità di realtà protestanti diverse e che operano per l‘animazione cristiano-evangelica della società senza cercare di avviare chi entra in contatto con loro a una denominazione particolare.

Qui di seguito elencheremo alcune delle più importanti e diffuse chiese protestanti, descrivendone l‘origine e la storia.

Le origini della chiesa Valdese sono avvolte nella leggenda. Del fondatore Valdo o Valdesio (e non “Pietro Valdo”: il nome Pietro fu aggiunto per ragioni apologetiche parecchi decenni, se non secoli, dopo la sua morte) si sa con certezza che era un mercante di Lione. Ha un‘esperienza radicale di conversione incentrata sulla povertà e sul desiderio di predicare il Vangelo verso il 1170, e muore probabilmente nel 1206. Il contrasto con l‘istituzione ecclesiastica di Valdo e dei suoi seguaci (chiamati poveri di Lione) e solo più tardi “valdesi”) è, con ogni verosimiglianza, più subito che cercato. Nonostante le condanne ecclesiastiche, dopo la morte di Valdo la separazione dei suoi seguaci da Roma non sembra ineluttabile: un gruppo di “poveri di Lione” sotto la guida di Durando d‘Osca (1160-?), di cui pure poco si sa) si riconcilia con il papa Innocenzo III (1160-1216) nel 1208. Altri “poveri” non “riconciliati” rimangono ai margini della Chiesa di Roma, in una posizione ambigua, o intraprendono decisamente il cammino della rottura, pur tra dissensi interni. Nel 1532 con il sinodo di Chanforan le comunità valdesi della Francia meridionale e del Piemonte – fiaccate dalle persecuzioni del tardo Quattrocento – aderiscono alla Riforma Calvinista. Nel Seicento la comunità valdese deve patire nuove persecuzioni, particolarmente sanguinose nel 1655 (“Pasque piemontesi”) e nel 1686, dopo che un editto emanato in Piemonte su pressioni francesi aveva offerto ai valdesi l‘alternativa fra l‘abiura e l‘esilio. Dopo aver tentato una resistenza armata, la comunità – ridotta a circa tremila fedeli – trova ospitalità nei cantoni protestanti svizzeri.

L’organizzazione della Chiesa valdese è di tipo presbiteriano e sinodale: la guida della comunità locale è affidata a consigli di “anziani” eletti dai fedeli; le assemblee locali, inoltre, mandano i loro deputati al sinodo annuale. Alcuni presbiteri -uomini e donne- cui è affidato il ministero della predicazione hanno il titolo di pastori; essi non possono superare il cinquanta percento dei membri del sinodo. Quest‘ultimo elegge, per l‘attuazione delle sue deliberazioni e l‘amministrazione ordinaria della Chiesa, la Tavola Valdese composta da sette membri e presieduta da un moderatore. La chiesa valdese ha adottato -nel corso della sua storia e in particolare dopo il sinodo di Chanforan - una teologia riformata: sola Scriptura, Gesù Cristo unico mediatore, giustificazione tramite la sola fede. La chiesa valdese rifiuta le immagini nelle chiese e il principio episcopale; celebra la comunione con il pane e il vino e ammette il matrimonio dei pastori. Un gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza, nominato dalla Tavola Valdese, si è espresso in modo possibilista nel 1996 sull‘aborto e nel 1998 sull‘eutanasia. 

Le chiese luterane

Martin Lutero (1483-1546) è alle origini della Riforma. L‘itinerario di questo monaco agostiniano tedesco e dei suoi seguaci ha come momenti salienti “l‘esperienza della torre” (1513-1514) – in cui Lutero comprende che l‘uomo non ha, dal punto di vista naturale, alcuna speranza ma è salvato gratuitamente dalla grazia di Dio in virtù della sola fede-; l‘affissione di novantacinque tesi, alla porta della chiesa del castello di Wittenberg nel 1517; e la Confessione di Augusta del 1530. Tutte e tre queste date sono talora citate come momenti di fondazione della Chiesa luterana. Con le novantacinque tesi del 1517 Lutero denuncia la pratica cattolica delle indulgenze e la teologia “delle opere” che, a suo avviso, la sostiene. Dopo la condanna papale (1518) Lutero si allea –contro l‘imperatore Carlo V (1500-1558)- con un certo numero di principi e di città tedesche, che vedono in questo movimento di riforma religiosa anche l‘occasione per contestare l‘egemonia imperiale.

I luterani sono orgogliosi del loro contributo alla tradizione protestante (salvezza tramite sola fede, Bibbia come sola regola delle fede, Cristo come solo mediatore), ma insieme mantengono caratteristiche che li differenziano dalle altre comunità (importanza della liturgia, battesimo dei bambini, perpetua verginità di Maria, “ndr” dottrina dell’eucaristia che conserva alcuni elementi essenziali della tradizione cattolica, pur sostituendo alla dottrina della transustanziazione cattolica quella di consustanziazione, secondo cui Cristo è presente nell‘eucaristia insieme alla sostanza del pane e del vino). Il 31 ottobre 1999 la Chiesa cattolica e la Federazione Luterana Mondiale hanno sottoscritto ad Augusta una Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, che –se non risolve tutti i problemi aperti fra le due comunità- costituisce certamente un evento storico sul piano ecumenico (notiamo qui come inizialmente il protestantesimo non si differenziava in maniera netta dalla dottrina cattolica. I moderni protestanti, come i pentecostali, delegittimano pure gli insegnamenti di Lutero, all‘insegna del “l‘ultimo arrivato capisce sempre meglio degli altri...” facendo leva proprio sul principio della libera interpretazione, snaturando così oltre che la sana dottrina, anche quella insegnata dal loro padre spirituale. Eppure se dobbiamo tenere conto della capacità conoscitiva, dobbiamo rilevare come la maggior parte degli odierni protestanti, non ha la vasta conoscenza biblica di cui disponeva Lutero, tanto da ritradursi parola per parola la Bibbia in tedesco, partendo dai codici originali. Ma un semplice pastore pentecostale, si può permettere indisturbatamente di dare dell‘ignorante a Lutero, e a che gli pare, senza che nessuno possa prendere azioni disciplinari nei suoi confronti. Ecco perché in questi contesti, l‘ultimo arrivato ha sempre ragione,ndr)

La seconda grande corrente del primo protestantesimo ha le sue origini in Svizzera. Qui dapprima Ulrich Zwingli (1484-1531) convince nel 1523 i magistrati di Zurigo ad adottare sessantasette tesi che superano in radicalismo Lutero, negando in particolare qualunque forma di presenza reale nell’eucaristia e promuovendo un culto più spoglio e austero, (da qui si nota come l‘ispirazione e la guida divina su cui si fondano le teorie protestanti comincia a fare acqua, non è possibile che lo Spirito di Dio guidi Lutero e Zwingli in modi così diversi, soprattutto riguardo all‘Eucaristia, ndr). Altre città svizzere (fra cui Berna e Basilea) seguono Zurigo nella Riforma, ma la reazione cattolica si traduce in una guerra in cui Zwingli trova la morte nel 1531. Zurigo rimane protestante sotto la guida di Heinrich Bullinger (1504-1575), e la Riforma si estende ai cantoni di lingua francese grazie a Guillaume Farel (1489-1565) e Giovanni Calvino (Jean Calvin, 1509-1564), entrambi di origine francese. A Ginevra, riformata dal 1535, Calvino esercita dal 1541 all‘anno della sua morte, il 1564, un‘autorità – almeno morale- senza precedenti. L‘espansione in Francia è arrestata da una violenta e talora sanguinosa reazione cattolica, ma nel paese si radica comunque una minoranza riformata (detta “ugonotta”), presente ancora oggi. Calvino e Bullinger si accordano su una dottrina della presenza spirituale del Signore nella Cena eucaristica, un consenso -peraltro- che li mantiene separati dai luterani. E qui notiamo ancora una volta che non fu lo Spirito Santo a ispirarli e guidarli, perché partiamo dalla consustanziazione di Lutero, passiamo alla totale assenza di Zwingli e arriviamo alla presenza spirituale di Calvino e Bullinger, (ndr).

L‘enfasi sulla dottrina della predestinazione conferisce anche alle comunità riformate una caratteristica distintiva. In Svizzera i riformati elaborano un modello di chiesa dove l‘autorità non risiede nei vescovi ma nel collegio dei pastori o in collegi misti di pastori e laici (presbitéri). In Gran Bretagna la corrente riformata si divide in un‘ala “presbiteriana” e in una “congregazionalista” (dove l‘autorità ultima risiede nella congregazione locale, in una situazione di uguaglianza radicale tra pastori e laici), e questa distinzione si trasferisce negli Stati Uniti. John Knox (1505-1572), che era stato allievo di Calvino a Ginevra, conquista al calvinismo la Scozia. In Inghilterra di fronte alla riforma anglicana – i calvinisti propugnano una chiesa ulteriormente “purificata” dai residui cattolici, e sono perciò chiamati – originariamente in senso dispregiativo- “puritani”. Perseguitati in patria, i puritani emigrano in massa nelle colonie americane, a partire dai famosi “Padri pellegrini” che nel 1620 partono a bordo del Mayflower. Non tutti peraltro erano partiti. La minoranza riformata rimasta in Inghilterra costituirà la spina dorsale di un movimento di opposizione all‘assolutismo reale sanzionato dalla chiesa anglicana.

Questo movimento porta nel 1643 all‘abolizione dell‘episcopato in Inghilterra e nel 1645 alla vittoria di Oliver Cromwell (1599-1658) che, alla testa di una coalizione composta da diversi gruppi di dissidenti religiosi, si impadronisce del potere, fa giustiziare nel 1649 il re Carlo I (1600-1649) e di fatto abolisce la monarchia. Dopo la morte di Cromwell (1658) i presbiteriani, più moderati dei congregazionalisti, favoriscono il ritorno della monarchia (1660). Presbiteriani e congregazionalisti sono “tollerati” in Inghilterra a partire dal 1689 (Act of Toleration), ma la chiesa anglicana rimane la chiesa nazionale.

“Se Lutero confuse pastorale e spada in mano dello Stato, Calvino le confuse in mano della Chiesa.” Il suo assolutismo prese la forma di teocrazia e i mèmbri della Chiesa, perché tali, e solo essi, furono cittadini con pieno diritto (per esempio, nel Massachussetts e a Ginevra).

Il calvinismo partiva dal dogma della elezione per grazia, il quale si spiega con la caduta definitiva dell'uomo, divenuto incapace di qualsiasi azione buona, il "decretum horribile" della predestinazione, per cui Dio ha “preordinato” da sempre e per sempre alcuni all'inferno, altri al paradiso. Ivi la Redenzione non ha senso. Ivi insorge il disumanesimo, come reale disincarnazione. Il destinato all'inferno neppure Dio può aiutarlo: dunque neppure Cristo può redimerlo. Ciascuno è abbandonato al suo "destino”, e l'individualismo prende forme di diffidenza e separazione anche verso gli amici.

Codesto dogma della predestinazione, vero islamismo in veste cristiana, sviluppò un individualismo dinamico, fremente d'iniziativa, mentre asserì una ineguaglianza che spaccò la società in due settori: -da una parte una minoranza di eletti, destinati a dominare; dall'altra una maggioranza di peccatori, destinati a servire in terra e a patire all'inferno. Per loro l'autorità stette come una istituzione divina, che esige obbedienza e umiltà. Sviluppò pure una politica teocratica di tipo nazionale, secondo l'Antico Testamento, per cui Dio stabilisce un patto (Covenant) con ogni nazione, pur vedendo l'unione di nazioni cristiane come volontà di Dio. Individualismo e senso di unità favorirono forme di democrazia conservatrice.

Huldrych Zwingli

“Fu il Fondatore del protestantesimo svizzero, da dove Calvino gli successe dopo che Zwingli morì sul campo di battaglia. A Zurigo Zwingli introdusse la Riforma in maniera graduale, inizialmente addirittura con il consenso delle autorità cattoliche romane. Nel 1522 produsse il primo dei suoi numerosi scritti riformati, con cui le sue idee si diffusero in lungo e in largo per tutta la Svizzera. Entro la fine del 1525, la Riforma a Zurigo era stata quasi del tutto portata a termine: la messa era stata abolita e sostituita da un semplice servizio eucaristico. Poiché anche altri cantoni svizzeri decisero di appoggiare la Riforma, la mèta di Zwingli di avere una Svizzera evangelica unita sembrava raggiungibile (classica bramosia di superiorità). A tale scopo, egli formò un'alleanza di cantoni evangelici; ma i cantoni cattolici, sentendosi minacciati, formarono un'alleanza contrapposta. Ne scaturì una guerra, nel 1529. Dopo una breve tregua, i combattimenti ripresero nel 1531, e Zwingli stesso fu ucciso sul campo di battaglia, a Kappel. In pratica, Zwingli scoprì che cercare di ascoltare sinceramente la Parola di Dio non necessariamente poneva fine a ogni disaccordo. Si trovò infatti coinvolto in una controversia con altri due gruppi riformati riguardo alla natura dei sacramenti. Per cominciare, a Zurigo vi erano alcuni che volevano una riforma più radicale: non soddisfatti di una chiesa di stato riformata, chiedevano una chiesa libera, composta da cristiani impegnati, di cui si potesse entrare a far parte attraverso il battesimo da adulti. All'inizio, Zwingli e questi radicali avevano molto in comune; ma nel 1525 le cose precipitarono, e il consiglio municipale di Zurigo, con il consenso dello stesso Zwingli, istituì nei loro confronti delle misure repressive.(vedete da quale pulpito viene la predica? Di solito queste sono contestazioni mosse alla Chiesa Cattolica, loro con quale autorità imponevano misure restrittive? In base a che cosa? Ad una interpretazione libera della Bibbia??, ndr Mario) La seconda controversia — quella con Lutero — riguardava la presenza di Gesù Cristo nella Cena del Signore. Lutero, pur rifiutando la dottrina cattolica romana della transustanziazione. continuava a credere nella presenza reale del corpo e del sangue di Cristo "in, con e sotto" le specie del pane e del vino. ( che in pratica è quasi la stessa cosa...) Nel 1524 Zwingli fu convinto dall'olandese Cornelius Hoen (Honius) ad abbandonare questo modo di pensare.(Dunque, si accusa la Chiesa Cattolica di interpretare la Bibbia, ma si accolgono pensieri di altri uomini, purché contro la Chiesa??!! Da allora in poi, infatti, rinnegò la dottrina della presenza reale e sostenne che il pane e il vino sono semplici simboli del corpo e del sangue di Cristo, chiudendo in definitiva ogni rapporto con Lutero. Affermava che mediante l'azione dello Spirito Santo, Gesù Cristo è presente al servizio eucaristico — ma quanto al suo corpo e al suo sangue, cioè la sua umanità, essi rimangono in cielo, alla destra del Padre. La Cena del Signore sarebbe una commemorazione di ringraziamento con la quale possiamo guardare all'opera di Gesù Cristo compiuta sulla croce. (Faccio notare che nei Vangeli si parla di MEMORIALE, prendete il vocabolario e guardate la differenza che c'è fra i due termini, dunque una traduzione volontaria del termine per convalidare una personale decisione, ndr fratello Mario)”

La Comunione anglicana

Enrico VIII (1491-1547), re d‘Inghilterra all‘epoca della Riforma, si segnala come oppositore di Lutero e riceve dal Papa Leone X (1475-1521) il titolo di “difensore della fede”. Nel 1527, tuttavia, chiede al Papa Clemente VII (1478-1534) l‘annullamento del suo matrimonio con Caterina d‘Aragona (1485-1536), zia dell‘imperatore di Spagna Carlo V (che Enrico aveva potuto sposare solo grazie a una dispensa papale, trattandosi della vedova di suo fratello). Complesse vicende politiche si intrecciano con questa vicenda matrimoniale, e si collegano al rifiuto del Papa di concedere quello che egli considera un divorzio. Nel 1531 la Camera dei Lord proclama Enrico “Capo supremo della chiesa e del clero d‘Inghilterra”. E‘ lo scisma, consacrato dall‘instaurazione del filo -luterano Thomas Cranmer (1489-1556) – che nel 1533 si affretterà ad annullare il matrimonio fra Enrico e Caterina – come arcivescovo di Canterbury. L’Atto di supremazia del 1534, che fa seguito alla scomunica romana, consacra la nascita di una chiesa nazionale. John Henry Newman (1801-1890) teologo anglicano, fervido oppositore anticattolico, che scrisse diversi testi contro la dottrina cattolica, passa nel 1845 alla Chiesa cattolica (dove diventerà cardinale). Oggi all‘interno della chiesa anglicana ci sono divisioni su questioni come l‘ordinazione sacerdotale delle donne e il ruolo delle persone omosessuali. L‘elencare tutti i gruppi protestanti che fanno parte del primo, secondo, terzo e quarto protestantesimo sarebbe lungo e dispersivo, perché esistono migliaia di denominazioni che differiscono la loro dottrina in diversi punti, tra esse ci sono le chiese battiste, le anabattiste, i metodisti di John Wesley (1703-1791) e George Whitefield (1714- 1770), nel mondo metodista sono sorti nell‘Ottocento, numerosi scismi, spesso intorno a questioni morali o pratiche tra cui, negli Stati Uniti, il problema della schiavitù, c‘erano gruppi che la approvavano, e gruppi che erano contrari, anche da questo si capisce che in fin dei conti non erano proprio loro i cristiani superiori, i puri di cuore, che dicevano di essere.

Accennavo ai protestanti metodisti; il Metodismo in tale significato, il termine indicò originariamente l'opera intrapresa dai fratelli John e Charles Wesley e dal loro amico George Whitefield, tutti e tre predicatori anglicani, per la diffusione delle regole di vita cristiana tra gli studenti di Oxford. In quanto tendeva a suscitare un “risveglio” (revival) religioso, che si sarebbe rapidamente propagato a tutto il mondo anglosassone, il metodismo si precisò come aspirazione a una vita pienamente cristiana, accompagnata da un'opera di evangelizzazione delle masse (particolarmente del mondo operaio), da un atteggiamento di indifferenza nei confronti delle forme cultuali, e dall'affermazione del “sacerdozio universale” che comportava il ministero dei laici. Ricollegandosi così ad alcuni aspetti della Riforma primitiva, il metodismo ne conservò l'ortodossia teologica, tanto sottolineando, come Whitefield, la dottrina calvinistica della predestinazione, quanto accentuando, come Wesley (che rifiutava la predestinazione), la misericordia divina (che si estende a tutti) e la possibilità della completa purificazione dell'uomo che, per mezzo della preghiera, è in grado di adempiere ai due precetti fondamentali del Vangelo di amare Dio e amare il prossimo. Qui notiamo come tre amici partono con le stesse idee bibliche e strada facendo uno (Wesley) cambia idea sulla teoria della predestinazione. Si nota, anche, che prima erano anglicani, poi misteriosamente sentendosi “guidati” cambiano alcune interpretazioni e fondano il metodismo. Sarò forse fazioso, ma a me viene il sospetto che tutte queste ispirazioni erano (e sono) mirate al comando, l‘uomo ha sempre avuto in se la sete di comando, e un predicatore che vede al suo seguito molti fedeli gode e si esalta, auto-convincendosi che solo lui e il suo gruppo è nella verità. Ma è mai possibile che esistano tante verità riguardo agli insegnamenti di Gesù? E‘ mai possibile che esistano tanti spiriti santi, ognuno dei quali ispiri e guidi a modo proprio i suoi seguaci? No, fratelli lo Spirito di Dio è uno solo, ed esso guida una sola ed unica Chiesa, la Chiesa di Gesù Cristo.

“Gli avventisti si formarono a seguito della predicazione dello statunitense William Miller, avvenuta intorno al 1830-40, si costituirono i primi gruppi, mentre la fondazione delle prime chiese risale al 1844. Le chiese avventiste sono presenti in più di 200 paesi e contano circa 12 milioni di battezzati. Tra le chiese cristiane avventiste, gli avventisti del settimo giorno [sabbatisti], le cui prime comunità sorsero intorno al 1844 e che furono condotte dall'attività di James ed Helen White a una notevole diffusione, praticano tra l'altro una stretta osservanza del sabato (il settimo giorno secondo il V.T.), non mangiano pesci senza squame, cioè tutti i molluschi, gamberi, cozze, calamari, ecc., e nemmeno la carne di maiale, ritenuti animali impuri, come da prescrizioni della Legge. Sia Miller che White erano liberi discepoli che sentendosi nelle giuste condizioni per interpretare la Bibbia, diedero i loro pareri, convincendo moltissima gente che loro e solo loro avevano ragione.”

La componente avventista - che sottolinea l'imminenza della fine di questo mondo - percorre, trasversalmente, tutto il protestantesimo. Dai romanzi ai trattati di teologia, testi che annunciano la fine imminente diventano spesso best seller, specie nei paesi di lingua inglese. I loro lettori provengono da tutte le correnti del protestantesimo, in particolare da quelle evangeliche. Esistono tuttavia anche denominazioni di tipo "avventista" che si sono costituite come Chiese o comunità separate. Esse affondano le loro radici nelle speculazioni sulla fine di questo mondo e sulla sua data possibile o probabile, ricavate soprattutto dal Libro di Daniele e dall'Apocalisse. I brani più spesso scrutati per il loro significato numerologico sono:

Apocalisse 11:3, che menziona 1.260 "giorni" (interpretati come "anni" nelle speculazioni numerologiche sulla base di Numeri 14, 34 ed Ezechiele 4, 6), tempo della testimonianza di "due profeti vestiti di sacco", con cui sono fatti coincidere anche testi di Daniele dove di parla di "un tempo, più tempi e metà di un tempo";

Daniele 12:11, che parla di un periodo di 1.290 "giorni" a partire dalla "abolizione del sacrificio"; - Daniele 12, 12, che contiene un riferimento a 1.335 "giorni";

Apocalisse 11:2, che si riferisce a quarantadue "mesi" (quindi 2.260 "giorni", cioè anni), durante i quali "i Gentili calpesteranno la Città Santa", periodo messo in relazione con i "tempi dei Gentili" di Luca 21, 24;

Daniele 8:14, che menziona un periodo di 2.300 "giorni" tra la "desolazione" e la "purificazione" del santuario;

Daniele 4: il resoconto del sogno di Nabucodonosor (630-561 a.C.), in cui un albero gigantesco abbattuto resta a terra, prima di venire rialzato, per sette "tempi" (interpretati come "anni" di 360 "giorni" ciascuno, per un totale di 2.520 "giorni" simbolici, cioè 2.520 anni).

Questi e altri brani offrono dei periodi (in anni) al termine dei quali si attendono avvenimenti straordinari. Naturalmente, per poter applicare profeticamente questi testi, è necessario reperire un termine da cui fare partire il calcolo, e anche su questo punto le interpretazioni dei testi biblici divergono.

Movimenti di tipo lato sensu avventista si sono sviluppati nel mondo protestante (e occasionalmente - ma meno spesso - in quello cattolico) a partire, almeno, dalla Rivoluzione francese, un avvenimento dalla portata così straordinaria da essere spesso messo in relazione con le profezie bibliche. Il maggiore movimento avventista - il predecessore immediato delle attuali denominazioni di questa corrente - è tuttavia l'avventismo millerita, o millerismo, che prende il nome da un predicatore laico battista, William Miller (1782-1849). Nel 1834 Miller abbandona la sua attività di agricoltore per dedicarsi alla predicazione a tempo pieno. Sulla base dei diversi calcoli convergenti, egli ritiene che i 2.300 "giorni" (anni) di Daniele 8:14 termineranno nel 1843. L'annuncio profetico di avvenimenti apocalittici per questa data suscita uno dei più spettacolari movimenti di risveglio dell'intera storia religiosa americana, coinvolgendo centinaia di migliaia (forse milioni) di persone, e raggiungendo dagli Stati Uniti anche l'Inghilterra, l'Europa continentale e persino l'India e l'Africa.

Quando l'anno 1843 trascorre senza che nulla sia accaduto, Miller corregge i calcoli, fissando la fine del presente ordine di cose dapprima alla primavera del 1844, quindi - sotto l'influenza di Samuel Snow (1806-1870) - alla data esatta del 22 ottobre 1844. L'attesa della fine per quest'ultima data è stata spesso esagerata da storici forse troppo attenti alle frange più estreme, ma è certamente contrassegnata da notevole fervore. La storiografia religiosa statunitense parla di una "Grande Delusione" con riferimento all'alba del 23 ottobre 1844, quando il sole si leva senza che nulla di visibile sia accaduto.

La sociologia contemporanea insegna che, "quando la profezia fallisce", difficilmente un movimento si disperde. Se qualcuno ammetterà di essersi semplicemente sbagliato (come fece, dopo il 1844, lo stesso Miller), i più cercheranno di razionalizzare la delusione (cosiddetta "sindrome di Festinger", dal nome del sociologo Leon Festinger [1919-1990] che per primo studiò il fenomeno nel 1956) convincendosi che si era attesa o la cosa giusta per la data sbagliata, o qualche cosa di sbagliato per la data giusta. Dopo la Grande Delusione la prima spiegazione - che incita a ricalcolare le date - si diffonde intorno a due gruppi milleriti, l'Unione della Vita e dell'Avvento fondata nel 1863 da George Storrs (1796-1879), e l'Associazione Cristiana Avventista. Queste due denominazioni si sono fuse nel 1964 nella Chiesa Cristiana Avventista, che ha una teologia di tipo battista e non è presente in Italia. L'Associazione Cristiana Avventista è oggi principalmente nota perché da una sua dissidenza è nato il movimento degli Studenti Biblici, che - particolarmente nel gruppo maggiore che ne è derivato, i Testimoni di Geova - ha adottato una teologia che esce decisamente dall'ambito protestante.

Quanto alla seconda reazione - ritenere che per la data giusta (1844) si fosse attesa la cosa sbagliata -, la si ritrova nell'avventismo sabatista, il cui filone principale è stato organizzato nella Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, alla cui origine si trova il ministero profetico di Ellen G. White (1827-1915). Nella sua storia, questa grande denominazione ha patito un certo numero di scismi, alcuni dei quali sono collegati al "Movimento di Riforma" sorto all'epoca della Prima guerra mondiale intorno alla questione del servizio militare. Tutte le denominazioni di questo filone sono sabatiste, cioè considerano "giorno del Signore" il sabato e non la domenica, secondo una dottrina di origine antica con cui i primi avventisti erano venuti in contatto tramite una minoranza battista, i Battisti del Settimo Giorno.

La maggioranza delle denominazioni avventiste sono anche condizionaliste, cioè accettano la teoria dell'immortalità condizionata nell'anima, secondo cui al momento della morte l'anima entra in uno stato di "sonno" da cui si "risveglia" solo al giudizio finale, in cui l'immortalità è garantita alle sole anime dei giusti. Questa teoria ha una lunga serie di predecessori, ma è stata accolta dall'ambiente avventista soprattutto sulla base di un best seller teologico del 1842, I Sei Sermoni del già citato George Storrs.

Per contro, non tutte le denominazioni avventiste sabatiste accettano il ministero profetico di Ellen G. White. Gilbert Cranmer (1814-1904) fonda nel 1860 una Chiesa di Dio (Settimo Giorno) che, pur essendo sabatista, non accetta il messaggio profetico di Ellen G. White. Adotta inoltre tutta una serie di pratiche "giudaizzanti", ispirate all'Antico Testamento, che costituiscono il segno distintivo delle numerose denominazioni che derivano, direttamente o indirettamente, dal ministero di Cranmer. Le Chiese di Dio (Settimo Giorno), la più antica delle quali - che ha oggi sede a Denver - è presente anche in Italia, hanno una complicata storia di scismi, da cui emerge nel 1937 come gruppo di dimensioni maggiori la Chiesa Radiofonica di Dio, poi denominata Chiesa di Dio Universale, fondata da Herbert W. Armstrong (1892-1986).

Tralasciando molti altri gruppi eretici che si sono opposti alla Chiesa cattolica attraverso i secoli arriviamo a quelli moderni caratterizzati dalla forte personalità dei loro creatori come ad esempio:

Russel (Charles Taze il fondatore dei testimoni di Geova), predicatore religioso americano (Pittsburgh, Pennsylvania, 1852 - Pampa, Texas, 1916). Dapprima congregazionalista, si avvicinò in seguito alle dottrine avventiste fondando a Pittsburgh (1872) una setta la cui predicazione fu incentrata sulla previsione profetica di un prossimo ritorno di Cristo sulla terra e di un imminente regno millenario di giusti. Ebbe seguaci anche in Europa, dove formarono l'Associazione internazionale degli studiosi biblici (International Bible Students Association) anch‘egli fu un privato discepolo che sentendosi nelle condizioni spirituali adatte ad interpretare la Bibbia, la stravolse a modo suo.

Uno dei moderni eretici è il Reverendo Moon, pseudonimo di san myung mun (Shang-sa-ri, od. Corea del Nord, 1920), fondatore della Chiesa della Unificazione. Fin dai tempi della sua adesione alla Chiesa Presbiteriana, sostenne di aver ricevuto direttamente da Gesù l‘incarico di diffondere il messaggio biblico e di realizzare sulla Terra il regno di Dio. Nel 1954 si recò a Seul, dove il suo movimento attirò molti seguaci dalle principali religioni della zona. L‘anno dopo si separò dalla prima moglie e nel 1960 sposò la sua quarta moglie Hak Ja Han, allora diciottenne. Questo matrimonio venne presentato dal Reverendo Moon come la realizzazione delle Nozze Sante dell’Agnello preannunciate nel libro dell‘Apocalisse (7,2-4) e la coppia si presentò come i Veri Genitori che hanno portato a compimento l‘armonia universale voluta da Dio, progetto fallito con Adamo ed Eva. In parole semplici il reverendo Moon afferma che il vero messia è lui, e che Gesù nacque da un rapporto adulterino tra Maria e Zaccaria (il padre di Giovanni Battista); questo produce il libero esame e a questo arriva chi si distacca dalla vera Chiesa di Cristo. Ovviamente questi sono casi estremi, ma esistono tanti casi intermedi e tante dottrine intermedie che confondono molto di più i fedeli perché le differenze dalla Verità sono più sottili e meno accentuate. Facendo leva sull‘amore fraterno e sull‘armonia della comunità inducono i fedeli a credere ciecamente in queste dottrine errate, o parzialmente errate. Questa è democrazia, dove ognuno può dire quello che meglio crede, e può attaccare chiunque, permettendosi anche di bestemmiare il Creatore!

Parecchio successo riscuotono anche i Bambini di Dio (Children of God), movimento religioso americano di ispirazione cristiana, conosciuto anche come Famiglia dell‘Amore (Family of Love), fondato nel 1969 a Huntington Beach (California) dal pastore metodista David Brandt Berg. Il movimento ha la sua sede principale a Montréal (Canada) e conta più di 70.000 fedeli. Lo scopo dei Bambini di Dio è quello di attuare la "rivoluzione di Gesù" per ottenere la salvezza dall‘imminente fine del mondo. Anche il pastore Berg si riteneva divinamente ispirato, e anche lui purtroppo ebbe moltissimi fedeli, e ci sono tuttora dei nostalgici nascosti che vivono in clandestinità, ma sono gruppi sporadici, isolati e insignificanti.

Negli anni 1960 un movimento chiamato Jesus Revolution cerca di avvicinare gli hippies, particolarmente in California, al protestantesimo evangelico. Alcuni pastori assumono un atteggiamento intransigente verso la cultura del "sex, drugs, and rock'n'roll", mentre altri limitano la loro ostilità alla droga, assumendo un atteggiamento più comprensivo sulla musica e la libertà sessuale. Questa seconda prospettiva è adottata da David Berg (1919-1994), che era stato pastore dell'Alleanza Cristiana e Missionaria prima di dirigere il Light Club, un caffè evangelico di Huntington Beach, California, affiliato alla parachiesa Teen Challenge. Nel 1968 i seguaci di Berg formano l'associazione Teens for Christ (il nome Children of God, "Bambini di Dio", sarà coniato più tardi da un giornalista, e accettato con gioia dal movimento). Berg comincia a ricevere visioni e rivelazioni; lo stesso avviene per altri membri del gruppo, alcuni dei quali profetizzano per il 1969 un grande terremoto in California.

Il movimento - anche in risposta a opposizioni - si divide in tre gruppi che percorrono gli Stati Uniti e il Canada come missionari. Berg assume in quegli anni il nome profetico di Moses David. Nel 1970 i Bambini di Dio si stabiliscono in un ranch presso Thurber (Texas) che appartiene a Fred Jordan (1909-1988), predicatore dell'organizzazione Soul Clinic per la quale Berg aveva lavorato dal 1953 al 1965. La propaganda missionaria ha successo, principalmente fra gli hippie e altri giovani, e a partire dal 1971 l'organizzazione di Berg si diffonde in tutti gli Stati Uniti. La maggior parte dei membri si impegnano a tempo pieno, spesso suscitando l'opposizione delle loro famiglie che si organizzano nel gruppo FREECOG (Free Our Children from the Children of God, "Liberate i nostri bambini dai Bambini di Dio"), il nucleo storico dell'intero movimento anti-sette negli Stati Uniti. Originariamente le polemiche riguardano soprattutto lo stile di vita comunitario e la contestazione del "sistema" da parte dei Bambini di Dio. Nella seconda parte degli anni 1970 i Bambini di Dio introducono una notevole libertà sessuale (da cui è esclusa solo l'omosessualità maschile), un tema che insieme all'enfasi sul ruolo profetico di Berg e ai suoi contatti con il mondo degli spiriti suscita nuove furibonde controversie, cui seguono anche indagini di polizia. Dalla fine degli anni 1970 e fino agli anni 1990, i Bambini di Dio operano nella maggior parte dei paesi in semi-clandestinità.

Le controversie aumentano quando - prima, nel 1974, su piccola scala e quindi nel 1976 per l'intero movimento - Berg introduce il flirty fishing ("pesca amorosa"), un paradossale metodo di apostolato in cui giovani adepte sono invitate a servirsi del loro fascino come strumento di missione per sedurre uomini "bisognosi d'amore" (arrivando spesso - non sempre - fino al rapporto sessuale) e indurli a convertirsi (o anche, in alcuni paesi e periodi, semplicemente a contribuire con offerte in denaro o a spendere la loro eventuale autorevolezza a favore del movimento). Per i critici si tratta semplicemente di prostituzione: ma la situazione è più complessa, perché la lettura di numerose testimonianze mostra che le discepole di Moses David sono davvero convinte di vivere una genuina esperienza di sacrificio "spirituale" per la loro causa. Non mancano anche problemi interni: un certo numero di leader locali sono criticati per il loro autoritarismo.

Berg risponde nel 1978 con la "Reorganization, Nationalization, Revolution" (RNR), che decentralizza radicalmente il movimento. Ne segue una situazione di semi-anarchia, e di sperimentazione ancora più radicale. Nel 1981 con la Fellowship Revolution una struttura gerarchica comincia a essere restaurata. Il ritorno alla struttura delle "case" rende però ancora più frequenti gli esperimenti di "rivoluzione sessuale", che raggiungono il loro apice intorno al 1982. In alcune delle "case" (non in tutte, e - secondo sentenze di tribunali che esamineranno queste vicende negli anni 1990 - neppure nella maggioranza) si verificano agli inizi degli anni 1980 episodi di molestie su minori, in relazione ai quali più tardi la dirigenza del movimento ammetterà di non avere sempre fissato regole sufficientemente chiare. Le accuse coinvolgono lo stesso fondatore e la sua famiglia.

Negli anni 1980 il movimento comincia inoltre ad avere problemi con una seconda generazione nata all'interno dei Bambini di Dio: due terzi della sua intera popolazione sono ormai composti da bambini e adolescenti. Alcuni degli adolescenti si rivelano "problematici" e sviluppano atteggiamenti che vanno da una generica ribellione a veri e propri casi di delinquenza minorile. In risposta, i cosiddetti "Victor Programs" sono avviati in varie località del mondo. La ricostruzione di questa esperienza è naturalmente diversa a seconda che provenga da ex-membri critici nei riguardi del movimento o da chi invece ancora ne fa parte. Risulta comunque da istruzioni scritte ai responsabili dei programmi che la rieducazione comprendeva periodi di isolamento e di silenzio forzato; in alcuni casi questi periodi si sono protratti oltre i limiti suggeriti dalle istruzioni e sono stati accompagnati da altre aspre misure disciplinari, tanto che in anni successivi la dirigenza di The Family ha ritenuto opportuno scusarsi pubblicamente per questi episodi, dopo avere posto fine all'intera esperienza dei Victor Programs negli anni 1990.

Nel marzo 1983 Berg pubblica Ban the Bomb! ("Metti al bando la bomba!"), un documento che mette fine alla fase più radicale della sperimentazione sessuale. Anche a causa della diffusione dell'herpes, la libertà sessuale è limitata ai rapporti fra membri adulti del gruppo, esclusi rapporti con minori e con persone esterne al gruppo. Alla fine degli anni 1980 - e ancor più dopo la morte di Berg nel 1994 e l'adozione nel 1995 del Love Charter ("Statuto d'Amore"), che fissa i diritti e i doveri dei membri e detta norme precise sulla sessualità - il gruppo (che ha nel frattempo assunto il nome prima di Family of Love, e quindi di The Family) ritiene che l'abbandono delle pratiche più controverse (flirty fishing compreso) permetta di uscire dalla clandestinità e di presentarsi nuovamente al pubblico. I movimenti anti-sette e, in alcuni paesi, la polizia riprendono però i loro vecchi fascicoli sui Bambini di Dio e procedono a un'ondata di arresti (in Argentina, in Spagna, in Francia, in Australia), a seguito dei quali i bambini - considerati vittime di abusi sessuali - sono spesso separati dai loro genitori. Benché i movimenti anti-sette e alcuni ex-membri mantengano le loro accuse, nel corso degli anni 1990 i tribunali, pressoché ovunque, dichiarano che i bambini non presentano segni di abuso sessuale e li riaffidano ai genitori.

Dopo la morte di Berg il movimento è guidato dalla sua seconda moglie, Maria, che ha sposato il braccio destro del fondatore, Peter Amsterdam. Nel 1996 nuove controversie circondano la Loving Jesus Revelation, pubblicata in sette parti, dove si prospetta una relazione personale con Gesù Cristo con caratteri marcatamente erotici. All'interno, The Family - che conta nel mondo circa diecimila membri a tempo pieno (charter members), residenti in oltre ottocento comunità, quasi tremila membri aggregati (fellow members), residenti in 554 abitazioni, e oltre 33.000 "associati" (other members) - ha piuttosto il problema di un affievolirsi dell'entusiasmo originario, cui nel 1999 cerca di porre rimedio con un movimento di risveglio chiamato Shakeup 2000.

Eliminato il flirty fishing e stabilite norme che vietano la sessualità intergenerazionale fra adulti e minori - nel corso di una causa che si è svolta in Inghilterra, l'attuale dirigenza di The Family ha ammesso che, su questo punto, il fondatore stesso aveva commesso l'errore di non fissare regole rigorose - rimangono la considerazione favorevole della masturbazione, il principio dello sharing (che permette rapporti all'interno del gruppo fra persone che non sono marito e moglie), e in genere una visione ampiamente positiva della sessualità all'interno ma anche all'esterno del matrimonio. In The Family, peraltro, una percentuale sempre più ampia dei circa diecimila membri è composta da membri di seconda generazione, già nati nel movimento, il cui atteggiamento è spesso sorprendentemente lontano dal ribellismo antinomico e tipicamente hippie dei loro genitori.

Come sempre avviene, le profonde modifiche introdotte nel corso degli anni non sono state accolte da tutti i membri con favore, e si sono determinati diversi scismi, alcuni dei quali si proclamano fedeli a un "messaggio originario" di David Berg che sarebbe stato tradito dallo stesso fondatore negli ultimi anni di vita e comunque dai suoi successori dopo la sua morte.

Ma da chi sarebbe ispirato? (ndr)

Anche gli evangelici pentecostali riscuotono successo, forse più degli altri gruppi protestanti. Il primo gruppo di pentecostali ebbe origine in California nel 1896 da Hardin Wallace, il secondo a Cincinnati nel 1897 a opera di M. W. Knapp; il terzo sorto ad Anderson nel 1898, si costituì come Chiesa della santità pentecostale. Pur avendo conservato come base la dottrina metodista, i tre gruppi si differenziano su punti essenziali della teologia, sul valore della Sacra Scrittura e sull'uso del battesimo e della Santa Cena. Si dovrebbe notare come ognuno di essi affermi con tutte le proprie forze di trovarsi nella verità, e che per ispirazione divina capiscono e interpretano correttamente le S. Scritture. I gruppi protestanti sono una miriade, ognuno con le proprie dottrine, tutte “rigorosamente” ispirate e tutte “rigorosamente” diverse.

Brevi cenni sui mormoni

L'originalità della teologia mormone parte dalla nozione di Dio Padre che "ha un corpo di carne ed ossa" ed era un tempo un uomo, progredito fino a diventare Dio. Dio coesisteva "da sempre" con l'intelligenza o spirito e con gli "elementi" materiali, così che ha creato il mondo, ma non dal nulla. Distinte dall’ "intelligenza" come sostanza generale sono le singole "intelligenze", letteralmente generate da un Padre e da una Madre celesti, il cui primogenito è Gesù Cristo. A queste "intelligenze" il Padre ha proposto un piano che prevede l'incarnazione sulla Terra, la sofferenza, la morte e la possibilità di progredire verso una perfezione più alta. La maggioranza delle intelligenze, guidate da Gesù Cristo, ha accettato il piano di Dio; una minoranza, guidata da Satana, vi si è opposta. Gesù Cristo ha così organizzato il mondo dalla materia preesistente, inviandovi a incarnarsi Adamo (che in Cielo era l'arcangelo Michele) ed Eva.

La colpa di Adamo è una felix culpa: egli "trasgredì perché gli uomini fossero; e gli uomini sono per conoscere la gioia", come insegna il Libro di Mormon (2 Nefi 2, 25). La missione di Gesù Cristo sulla Terra rimane necessaria a causa dei peccati degli uomini, e ha come frutto l'instaurazione sulla Terra del potere del sacerdozio: il potere stesso di Dio delegato alle persone umane. La "grande apostasia", avvenuta in una data imprecisata subito dopo i tempi apostolici, induce però Dio a rimuovere il sacerdozio dalla Terra e a restaurarlo soltanto nel 1829, quando è conferito a Joseph Smith e al suo compagno Oliver Cowdery (1806 -1850), così che oggi è aperto a tutti i fedeli mormoni maschi.

A tutti i fedeli si chiede il rispetto di alcuni precetti fra cui la "parola di saggezza" (un tempo considerata un semplice consiglio, ma oggi obbligatoria), che impone di rinunciare agli alcolici, al tabacco, al caffè e al tè, e il pagamento della decima (il dieci per cento delle proprie entrate) alla Chiesa. Il matrimonio celebrato nel Tempio (un edificio in cui ci si reca solo per le occasioni più solenni, e nel quale possono entrare solo i membri degni della Chiesa) dura anche dopo la morte, mentre il matrimonio celebrato fuori del Tempio (o il secondo matrimonio di un coniuge vedovo) non è illecito, ma non è eterno e durerà soltanto per la vita temporale. Nel Tempio si svolge pure il "battesimo per i morti", in cui anche ai defunti - rappresentati dai loro discendenti - è offerta la possibilità di partecipare ai benefici della redenzione, purché accettino nell'aldilà il gesto compiuto sulla Terra per procura.

Nell'aldilà solo gli spiriti dei giusti battezzati nella vera Chiesa vanno direttamente in Paradiso; gli altri rimangono in una sorta di "prigione" temporanea da cui potranno passare in Paradiso accettando i riti vicari che dovranno essere compiuti per loro dai discendenti. La parte più bassa della "prigione", chiamata Inferno, è riservata a coloro che rifiutano esplicitamente la verità. Alla seconda venuta di Cristo, i giusti risorgeranno e regneranno con Lui sulla Terra per mille anni. Alla fine del Millennio, Satana tenterà ancora gli uomini, e alcuni lo seguiranno. Quindi tutti risorgeranno per il giudizio finale, che dividerà gli uomini in quattro categorie: i malvagi assoluti, cui sarà riservata una "seconda morte" in un "lago di fuoco e di zolfo"; gli uomini colpevoli - ma non irrimediabilmente malvagi - che avranno una loro modesta gloria "teleste"; gli uomini "onorevoli", ma che non hanno accettato pienamente la verità (né da vivi né da morti) che erediteranno la gloria "terrestre"; e infine coloro che avranno accettato pienamente la verità ai quali soli è riservata la gloria "celeste". Anche all'interno di quest'ultima esistono gradi e gerarchie: i mormoni credono alla "progressione eterna" per cui in Cielo si continuerà a progredire, e solo i fedeli battezzati e sposati in un Tempio (da cui la svalutazione del celibato) avranno la possibilità suprema di generare figli spirituali in Cielo e "diventare dèi".



Nessun commento:

Posta un commento

.

TRATTO DAL FILM: "BEN HUR" CHE INCONTRA GESU' CHE LO DISSETA (LA SUA STRAORDINARIA MISERICORDIA)

ARTICOLI PIU' VECCHI IN ORDINE CASUALE

COMMENTI RECENTI

Profezie della Madonna a Baron Renato sull'invasione dei rifugiati ai giorni nostri

ADESSO VUOL MODIFICARE PURE IL PADRE NOSTRO, COI COMPLIMENTI DI "SAN" LUTERO...