TRANSLATE THIS BLOG

La Vera Chiesa di Cristo (11/20)

LA CHIESA CORPO DI CRISTO

Cito questo interessante studio ortodosso, sempre per fare un‘ampia panoramica dei diversi punti di vista delle varie chiese. Oltretutto quanto segue serve a far meglio comprendere cosa intendiamo per Chiesa.

I.2. La Chiesa è un organismo divino-umano. Essendo il corpo di Cristo, essa unisce in sé due nature – divina e umana – con le azioni e le volontà che sono loro proprie. La Chiesa si rapporta al mondo secondo la propria natura umana e creaturale. E tuttavia essa interagisce con il mondo non come un organismo propriamente terreno, ma in tutta la sua comunione mistica e sacramentale. Proprio la natura divino-umana della Chiesa rende possibile la divinizzazione e la purificazione del mondo, che si attua nella storia attraverso la collaborazione creativa – la «sinergia» – fra le membra e il capo del corpo della Chiesa.

La Chiesa non è di questo mondo, allo stesso modo in cui il suo Signore, Cristo, non è di questo mondo. Ma egli è venuto in questo mondo, avendo «umiliato» se stesso fino ad adeguarsi alla condizione del mondo, il mondo che egli doveva salvare e reintegrare. La Chiesa deve passare attraverso un processo di kenosi storica, realizzando così la propria missione redentrice. Il suo fine è non solo la salvezza degli uomini in questo mondo, ma anche la salvezza e il rinnovamento del mondo stesso. La Chiesa è chiamata a operare nel mondo secondo il modello di Cristo, a rendere testimonianza a lui e al suo regno. I membri della Chiesa sono chiamati a diventare partecipi della missione di Cristo, del suo servizio al mondo, che per la Chiesa è possibile solo come servizio comunitario, «perché il mondo creda» (Gv 17,21). La Chiesa è chiamata a essere al servizio della salvezza del mondo, perché anche il Figlio dell'uomo stesso «non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45).

Il Salvatore di sé dice: «Io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Lc 22,27). Il servizio per la salvezza del mondo e dell'uomo non può essere ridotto a un ambito nazionale o religioso, come afferma con chiarezza il Signore stesso nella parabola del Buon samaritano. La Chiesa, essendo il corpo di Cristo Dio-uomo, è divino-umana. Ma se Cristo è il Dio-uomo perfetto, la Chiesa invece non è ancora una divino-umanità perfetta, perché sulla terra combatte col peccato, e la sua umanità, anche se intrinsecamente unita a Dio, è ben lontana dall'essere sua piena espressione, a lui conforme in tutto (Lc 22,31). La Chiesa chiama i suoi figli fedeli a partecipare alla vita sociale, partecipazione che deve fondarsi sui principi della morale cristiana. Nella solenne preghiera sacerdotale, Cristo chiese al Padre celeste per i suoi seguaci: «Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno... Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo» (Gv 17,15.18). È inammissibile il disprezzo manicheo per il mondo. La Chiesa è una sola quand'anche esistono in Essa dolorose lacerazioni. La Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica, sono entrambe consapevoli di vivere l'Unità attraverso molti Sacramenti ma più di tutto, consapevoli che in noi non vi sono due fondazioni separate, ma che entrambe proveniamo dall'unica Istituzione voluta dal Nostro Signore Gesù Cristo. Quando parliamo di Chiesa, Ortodossi e Cattolici sanno bene che parliamo di una sola Chiesa, di una sola immensa Famiglia che per il momento vive delle incomprensioni al suo interno.

III. La Chiesa infallibilmente predica la verità di Cristo e insegna agli uomini i precetti morali che provengono da Dio stesso, e per questo non ha il potere di cambiare alcunché nella sua dottrina. Non ha il potere neppure di tacere, di interrompere la predicazione della verità, quali che siano gli insegnamenti imposti o diffusi dalle autorità statali. A questo riguardo la Chiesa è assolutamente libera dallo stato. A motivo della predicazione della verità senza remore e limitazioni, la Chiesa intera, fin dal suo sorgere, ed anche dopo le sofferenti lacerazioni, più volte nella storia ha subito persecuzioni per mano dei nemici di Cristo. Ma, anche se perseguitata, la Chiesa è chiamata a sopportare con pazienza le persecuzioni, senza rifiutare la propria lealtà allo stato che la perseguita. Da questa verità fondamentalmente storica e spirituale, si può comprendere che la Chiesa è un Mistero. Se il potere costringe i credenti ortodossi ad abbandonare Cristo e la sua Chiesa, come pure a commettere azioni peccaminose e dannose per l'anima, la Chiesa ha il dovere di rifiutare l‘obbedienza allo stato. Il cristiano, seguendo il dettame della coscienza, può non eseguire gli ordini dell'autorità statale, ove questi lo inducessero a un peccato grave. La Chiesa e le sue autorità, qualora ravvisassero l‘impossibilità di obbedire alle leggi e agli ordinamenti dello stato, dopo aver debitamente esaminato la questione, possono intraprendere le seguenti azioni: iniziare un dialogo diretto con l'autorità sul problema sorto; invitare il popolo a impiegare meccanismi democratici per cambiare le leggi o rivedere le deliberazioni dell'autorità statale; appellarsi agli organi internazionali e all'opinione pubblica mondiale; invitare i propri fedeli alla disobbedienza civile pacifica. La Riforma Protestante portò gravissimi danni alla Chiesa Cattolica di Roma, questa lotta di potere da entrambe le fazioni portò la Chiesa Ortodossa ad isolarsi ancor di più in quegli anni tristi che sconvolsero e misero in dubbio l'autorità della Chiesa a causa di abusi perpetrati in nome di una autorità che non sarebbe dovuta uscire dall'insegnamento del Suo Fondatore. Occorre rendere giustizia all'ispirazione del Concilio Vaticano II se vogliamo veramente comprendere il valore dell'autorità della Chiesa che nessun peccato dell'uomo può offuscare.

III.11. Onde evitare qualsiasi commistione tra affari ecclesiastici e statali e affinché l'autorità ecclesiastica non venga ad acquisire un carattere secolare, le leggi canoniche vietano agli ecclesiastici di partecipare agli affari dell'amministrazione statale. L'81a Costituzione apostolica recita: «Non si addice a un vescovo o a un presbitero occuparsi dell'amministrazione del popolo, ma essere sollecito per le cose della Chiesa». Lo stesso argomento è oggetto della 6a Costituzione apostolica e del 10° canone del VII Concilio ecumenico. Nel contesto moderno queste regole riguardano non solo l'adempimento dei mandati delle autorità amministrative, ma anche la partecipazione agli organi rappresentativi del potere (v. V.2.). L‘uomo, a causa della sua natura corrotta che ne ha deformato la coscienza, non è in grado di accogliere la legge di Dio in tutta la sua pienezza. Nelle diverse epoche si è preso coscienza solo in parte di questa legge. Questo è dimostrato molto bene nel discorso del Salvatore sul divorzio. Mosè aveva permesso agli israeliti di sciogliere il matrimonio «per la durezza del loro cuore», ma «da principio» non fu così, perché nel matrimonio l'uomo diventa «una sola carne» con sua moglie, e per questo il matrimonio è indissolubile (Mt 19,3-6). Tuttavia nei casi in cui la legge degli uomini respinge in maniera totale il precetto divino assoluto, sostituendolo con uno opposto, essa cessa di essere una legge, e diventa atto illecito, qualunque sia la veste giuridica con cui si camuffa. Per esempio, nel decalogo è detto chiaramente: «Onora tuo padre e tua madre» (Es 20,12). Qualsiasi legge laica che contrasta con questo comandamento rende criminale non tanto colui che lo vìola, ma lo stesso legislatore. In altri termini, la legge degli uomini non contiene mai la perfezione della legge divina, ma perché possa restare legge, essa è tenuta a essere conforme ai principi stabiliti da Dio, e non a sopprimerli. Per questo esiste la Chiesa, perché la Bibbia da sola non basta.” Sappiamo come la Chiesa sia maturata attraverso i secoli, ma anche come Dio ha scelto gli uomini santi per guidarla, ed erano questi uomini a decidere dottrinalmente, ovviamente in tutti quei casi che non stravolgevano l‘insegnamento divino. Dio, da perfetto, si adattava agli uomini imperfetti, e li prendeva per mano per far maturare la loro mentalità. Avrebbe potuto cancellare le loro menti con un dito, ma Dio non forza mai le scelte dell‘uomo, con infinito amore lo guida, usandogli infinita pazienza. Ecco perché vediamo Mosè acconsentire al divorzio, non perché Dio lo ammettesse, ma perché ancora le mentalità, i cuori non erano maturi. Gesù poi rivela l‘intero insegnamento sul matrimonio e lo dichiara indissolubile, perché in principio lo era.

Quindi sono gli uomini scelti da Dio, a decidere, a detenere le chiavi del regno dei cieli, qui su questa terra. Non si può parlare in senso astratto di Chiesa invisibile, accomunandola con i fedeli che credono in Cristo. Sì, i credenti costituiscono Chiesa, ma non la sua guida, non spetta a loro decidere in materia di fede, come accadeva al tempo degli apostoli, come accadeva al tempo di Timoteo, Tito, Filemone e loro successori. La Bibbia ci spiega che erano i vescovi a scegliere tra i credenti coloro che avrebbero guidato Chiesa per i posteri.

IL MINISTERO PASTORALE NELLE CHIESE PROTESTANTI

Come si trasmette invece il ministerio pastorale nelle chiese protestanti? Leggiamo cosa scrive la sorella Lisa, ex pentecostale, in un forum del sito MSN Difendere la vera fede.

Come si diventa pastori?

A questo proposito posso raccontare quello che so per esperienza...

Dunque, nelle chiese libere, (cioè in quelle che non fanno parte di nessuna denominazione, ad esempio ADI o altro), si diventa pastori perché si dice (io direi si crede) di aver ricevuto questa chiamata da Dio, non c'è una nomina particolare, in genere si raccolgono dei credenti che vedono in questa persona una guida, un pastore per l'appunto, e si forma una comunità. Frequenti sono pure i casi di gruppi di persone che si distaccano da una comunità esistente, in genere per divergenze su opinioni dottrinali, e si riuniscono a formare una nuova comunità, in questi casi c'è sempre una persona che riveste più autorità delle altre, di solito colui che è biblicamente più preparato, e mostri un carattere più forte, questi diviene il pastore. Per quanto riguarda le chiese che fanno parte di associazioni, io porto come esempio, sempre le ADI perché sono quelle che conosco, credo che li ci sia una specie di controllo sull'attività dei pastori, nel senso che se una comunità fa parte di una denominazione, ne deve seguire i lineamenti dottrinali, e per diventare pastori bisogna avere l'approvazione da chi è preposto. So che esiste per esempio un consiglio delle ADI, il presidente è Francesco Toppi. I pentecostali possono anche decidere se lo ritengono opportuno la destituzione di un pastore, lo potete capire leggendo questo stralcio tratto dalla biografia di un ex pastore ADI che per diversità di vedute dottrinali fu estromesso:

"I membri dei vari organi delle Assemblee di Dio in Italia, i quali per ben ventidue anni avevano comportato cristianamente, per affetto fraterno e profondo rispetto verso il suo ministerio, le sue personali opinioni ecclesiologiche, dinanzi a questa pubblicazione di aperta sfida nei confronti delle ADI di cui era stato uno dei promotori, sostenitori e membri fondatori, ritennero di non poter rimanere indifferenti ed il Consiglio Generale si riunì in seduta plenaria con tutti i membri dei Comitati di Zona. In quella sede furono presentate due proposte, una del Consiglio Generale che era quella di attuare la sanzione disciplinare della sospensione temporanea dall'attività del ministerio fino alla prossima Assemblea Generale che si sarebbe tenuta a breve scadenza e dove il caso sarebbe stato ampiamente trattato e l'altra presentata da alcuni Comitati di Zona, quella cioè di immediata esclusione dal Ruolo Generale dei Ministeri, proprio in conseguenza della netta posizione assunta. La decisione fu dolorosa, ma quest'ultima proposta fu approvata a stragrande maggioranza e così Roberto Bracco si trovò escluso dalle ADI. C'è però da rimarcare un'altra cosa che si evince da questa biografia, e cioè l'elezione di un pastore, che assomiglia molto a una elezione politica e pochissimo ad una scelta di Dio.”

Nel 1960 Roberto Bracco si dimise da pastore della Comunità. Le ragioni furono le seguenti. C'erano state le votazioni per il pastore nella comunità e il fratello Roberto Bracco, allora pastore, aveva ricevuto l'87 per cento dei voti, mentre Luigi Arcangeli, allora vice pastore, aveva ricevuto il restante 13 per cento dei voti. L'esito di questa votazione, nonostante fosse stato favorevole a Roberto Bracco, non soddisfò il medesimo il quale riteneva che per potere continuare ad essere il pastore della comunità avrebbe dovuto ricevere il 100 per cento dei voti, Quindi come vedete l'elezione di un pastore è una cosa molto poco spirituale e, tanto tanto terrena!!! Una votazione dove giocano molto sicuramente, simpatie e antipatie, dove sta l'elezione divina proprio non lo so!!!”

Lisa

Ho riportato questo testo scritto dalla sorella Lisa, anche lei ex pentecostale, e quindi buona conoscitrice di quegli ambienti, per dare al lettore un quadro il più completo possibile, su ciò che è la Chiesa, e ciò che è solo presunto tale. Nelle chiese pentecostali libere, non appartenenti alle A.D.I. si diventa pastori perché qualcuno, comincia a sentirlo nel cuore, in se stesso sente di dovere intraprendere il ministero pastorale, ci prega sopra, poi magari chiede ad qualche pastore più anziano di pregare anche lui, per conoscere e capire la volontà di Dio in merito. Dopo aver pregato diverse volte, capiscono che è secondo il volere di Dio, che “tizio” diventi pastore, e così colui che sentiva nel cuore di dover fare il pastore lo diventa. E‘ sempre da apprezzare chi si dedica anima e corpo alla predicazione della Parola di Dio, ma spesso purtroppo non la predica correttamente, accusando la Madre, cioè la chiesa di Roma. In 2 Tm 4,3-4 leggiamo:

“Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.”

Conoscere meglio le vedute, i punti di vista, le riflessioni, e le usanze delle Chiese alternative, che si contrappongono alla Chiesa cattolica, è fondamentale. Guardiamo anche al caso, che l'unico documento ufficiale dal quale si capisce un po‘ di base dottrinale evangelica è stato redatto con i cattolici, però attenzione, mentre per i Cattolici ha valore universale perché porta la firma dei vescovi che a nome della chiesa si sono espressi, per le Chiese evangeliche questo documento non è valido ed è lasciato a libera interpretazione, è facoltativo il suo uso, il testo è quello che segue:

LA CHIAMATA AL MINISTERO

Scrive Abele un pastore pentecostale che scriveva nel sito MSN Cristiani Evangelici, “Il seguente messaggio mi fu dato dal Signore, nel Maggio del 1980, quando Egli mi chiamò al ministerio evangelistico. 

Leggasi intanto Gal.1,8....che viene regolarmente usato per rinnegare l'insegnamento della Chiesa, mentre notate la differenza, Paolo quando riceverà una rivelazione, non agisce isolatamente, ma CHIEDE CONFERMA ai notabili del Vangelo, Gal.2 ora, chi sono i "notabili del Vangelo" e chi sono dentro le comunità evangeliche? Il pastore Abele non chiederà conferma a nessuno ma agirà fin anche lasciando la moglie (non dunque per adulterio, ma in seguito a questa rivelazione) con 5 figli‘ leggiamo il motivo: “...e dato che avevo moglie e cinque figli da sistemare e da provvedergli un avvenire, volli una conferma a quella chiamata, perché non volevo che fosse soltanto un forte desiderio del mio cuore e basta. Così chiesi al Signore di parlarmi chiaramente sull'argomento, ma di farlo subito in modo da essere certo che era lui a parlarmi.

All'istante il Signore iniziò a parlare dicendo: "così dice il signore: di al mio popolo: se vi dicessi che tra due settimane verrei a prendere la mia chiesa, continuereste voi a vivere la stessa vita che state vivendo ora? Non correreste dai vostri famigliari più intimi per cercare di farli convertire al più presto, dato che hanno soltanto due settimane di tempo? Non vendereste tutti i vostri beni e spendereste tutto il ricavato per spandere il vangelo in tutto il mondo al più presto possibile? E non tremereste voi di paura, dato che fino ad ora non siete stati dei buoni e fedeli servitori? Perciò, vegliate e siate pronti, perché io tornerò presto, molto presto, dice il signore!" Naturalmente, come il Signore ha detto, questo messaggio era per tutto il suo popolo (chi ha orecchio da udire, oda), ma io so che in quel momento riguardava anche e sopratutto me e la mia famiglia. Così, visto che a causa di certe regole umane, le "porte" sembravano tutte chiuse, nel Giugno del 1985 decidemmo di vendere la nostra casa, e di usare il ricavato per iniziare il ministerio in Italia. Gloria a Dio!

Dunque ragioniamo, per il pastore Abele il Matrimonio è regolato da regole umane e non divine, quindi Mt.19 per Abele è reso nullo da questa rivelazione, c'è altro da commentare?? Paolo dice e parla di "visioni in cui si annuncia un vangelo diverso", e questo amici, è un Vangelo diverso perché Paolo non ha mai detto che un matrimonio diventa nullo se una apparizione ti dice di divorziare. Inoltre, fermandoci sulle parole dell'apparizione, dove sta scritto che avrebbe dovuto lasciare la famiglia?

Giusto per tornare in Italia e lavorare a Frosinone, benissimo, ma perché in Italia si è risposato lasciando la moglie divorziata in America, senza che la povera abbia commesso adulterio?? Oltretutto Gesù ci dice che nemmeno in caso di adulterio si può lasciare la propria moglie. In definitiva è stata abbandonata, e le VERE motivazioni le può conoscere solo lui, ma spacciarle per motivazioni divine, assume veramente un raccapricciante allarme diabolico. Le visioni possono anche essere diaboliche, specialmente quando portano divisioni.

Infine, ciliegina sulla torta, il pastore Abele si chiede:

“Cosa farebbe Gesù al mio posto? La risposta mi pare ovvia".

Ovvia? E si AUTOPROCLAMA PASTORE, e fonda una associazione esentasse naturalmente, quindi ogni cosa che fa viene scalata dal reddito, da qui lui lascia la moglie, vende la casa per lasciarle un sostentamento. Periodicamente ritorna in America per stare con i suoi figli, e in Italia si è risposato, mi sorge un dubbio, alla luce del Vangelo, la risposta di Gesù non è affatto ovvia! Forse è anche per questo che a molti protestanti conviene rigettare la Tradizione, perché in essa non vi troviamo questo tipo di comportamenti arbitrari, e poco biblici, la libera interpretazione porta a qualsiasi conclusione, e ne abbiamo appena visto un esempio.

Molti lettori ex pentecostali, si riconoscono in quanto scrivo, citando i modi di fare e di comportarsi dei pentecostali. Non voglio scrivere un trattato teorico, che mostri solo i punti di vista cattolici, ma voglio citare puntigliosamente anche pareri e punti di vista di altre Chiese cristiane, anche se protestanti, per mettere il lettore nella condizione di avere un quadro il più ampio e dettagliato possibile.

Ritornando alle leggi che governano la chiesa di Roma, la domanda da porsi è: “nella Chiesa cattolica funziona alla stesso identico modo?” Prendiamo ad esempio un parroco, per quanto può farla da padrone nella sua parrocchia, di fatto però dipende dal Vescovo, da quest‘ultimo riceve le istruzioni per il programma pastorale da attuare nel corso dell'anno. Liberamente magari poi lui sceglie i modi del come realizzarlo. Quindi dal vescovo (e non dal Papa direttamente) dipendono tutti i sacerdoti della relativa diocesi, e tutte le Parrocchie. Quando ci fu il caso di don Barbero a Pinerolo che nelle sue prediche metteva in dubbio la Trinità, benediceva l'atto sodomitico e lesbico ecc., il vescovo ha agito, e dopo diversi incontri e richiami, a nome della chiesa l'ha ridotto allo stato laico togliendogli il mandato. Abbiamo letto, dalla Bibbia, di Paolo, che viene accusato dalla comunità di Corinto e di come dubitassero della sua autorità. Anche in questo caso Paolo interviene, manda Tito da lui ordinato ad esercitare il mandato pastorale e scrive spiegando fra i termini della questione, da anche indicazioni sul comportamento da seguire.

Ma nelle chiese protestanti non c‘è un supervisore supremo, né un collegio che controlli la totalità delle chiese protestanti. Succede poi che uno delle A.D.I. riconosce l'Incarnazione di Dio, uno crede che non bisogna divorziare né commettere aborto, l'altro dice che si può fare perché lo dice la Bibbia; addirittura un pastore teologo valdese dice che “la sodomia è benedetta da Dio”, altri la condannano duramente. Unitariani Pentecostali negano la Trinità e Battezzano solo nel Nome di Gesù perché “così si capisce dalla Bibbia”. Ragazzi qui non si sta parlando di bazzecole, qui si parla di diversi modi di concepire la dottrina di DIO!” A proposito delle private e soggettive interpretazioni che contraddistinguono tutti i movimenti protestanti, posso citare una annotazione che ho trovato tra gli appunti di mia moglie, li ha scritti quando era ancora pentecostale, durante un loro studio biblico. In questa annotazione c‘era citata la II lettera di Pietro cap. 1 v.20 dove secondo quanto gli spiegava il pastore (chiesa evangelica internazionale, non appartenente alle A.D.I.) ci sarebbe scritto che, la Scrittura non ha bisogno di interpretazione, ma si capisce in modo semplice e chiaro.

Beh, è evidente che quel versetto non dice questo, bensì che nessuna Scrittura è soggetta a privata interpretazione, quindi l‘interpretazione c‘entra ma il significato della frase cambia.

Paolo e gli altri parlano di unanimità e non di individualismo. L‘apostolo delle genti si reca due volte a Gerusalemme per parlare con Cefa, perché sente questa necessità? Paolo riceve una rivelazione, ma non agisce, attende che i "notabili del Vangelo" gli diano una conferma. Oggi invece assistiamo a scene dove il primo che si alza, magari anche santamente infervorato, si apre una chiesa, poi si mette in contatto con qualcuna più grande e via, l'autorizzazione è avvenuta. Mi spiace ma non è questo che ci hanno tramandato gli Apostoli. In 1Gv.2,18 vediamo che il testo parla chiaro, non tanto per farci soffermare sul considerare "gli ultimi tempi", quanto nello stare attenti ai falsi profeti, già ai tempi degli Apostoli c'erano le divisioni, parlavano del loro tempo come se fosse finito e sono trascorsi 2000 anni, mentivano loro? No di certo!! vv.21 "Non vi scrivo perché non conoscete la verità, ma perché avete conoscenza di essa e perché nessuna menzogna è dalla verità." La domanda nodale rimane però questa: che cosa è accaduto dopo la morte degli apostoli? Perché insisto? Perché se non si risponde si ammetterà che dopo la morte degli Apostoli la chiesa si è arenata, e che nessun successore è venuto dopo di loro.


Nessun commento:

Posta un commento

.

TRATTO DAL FILM: "BEN HUR" CHE INCONTRA GESU' CHE LO DISSETA (LA SUA STRAORDINARIA MISERICORDIA)

ARTICOLI PIU' VECCHI IN ORDINE CASUALE

COMMENTI RECENTI

Profezie della Madonna a Baron Renato sull'invasione dei rifugiati ai giorni nostri

ADESSO VUOL MODIFICARE PURE IL PADRE NOSTRO, COI COMPLIMENTI DI "SAN" LUTERO...