TRANSLATE THIS BLOG

La Vera Chiesa di Cristo (12/20)

LE ACCUSE DEI PENTECOSTALI

Secondo il parroco di una comunità greco-cattolica, padre Igor, non sono state le opinioni di fede dei pentecostali a dare inizio al conflitto, ma le accuse che questi ultimi hanno rivolto ai greco-cattolici:

"Essi spingono la gente contro la Chiesa, contro i preti, contro le campane, contro la liturgia, contro le icone, contro i crocifissi. Ci hanno accusato di idolatria.Il loro proselitismo soffoca e induce a perdere la pazienza. Ai bambini cattolici dicono che sono dannati se non si convertiranno. I nostri figli intristiscono, la semina della zizzania è divampante, si infuocano i litigi, si porta ad insegnare uno spirito diverso, uno Spirito Santo contro Gesù Cristo che anima le nostre Chiese".

Pensavo ad un fattore allarmante, la Chiesa Ucraina è sempre stata abbastanza tranquilla, limitata insomma ai suoi problemi quotidiani, e qualche scaramuccia fra noi e gli Ortodossi Russi, si avverte da queste parole che attenzione, non sono di un prete della Chiesa di Roma, un allarmismo inquietante dove l'intolleranza avanza, e dove la minaccia della dannazione se non sei un pentecostale, è chiarissima. A tal proposito, mi ricordo benissimo il viso triste di Emanuela, quando non si voleva rassegnare alla mia “dannazione” perché mi vedeva fermamente cattolico. Leggete attentamente le sopracitate parole del prete Ortodosso di rito Greco, e analizzate la situazione di Paolo con la Chiesa di Corinto, dove Paolo viene accusato, e dove la sua autorità viene messa in dubbio, e vi renderete conto di come certe forme di pentecostalismo sono veramente pericolose.

Questa è la Chiesa di Cristo? Davvero i Pentecostali possono definirsi i veri cristiani?

Infine sembra proprio che questo sia un primo testo che riguarda direttamente una Chiesa non propriamente "Romana", ma in Comunione con noi e Ortodossa dunque di rito Greco; questa lamentela che è veramente un campanello d'allarme, fa dubitare sull'autenticità di certi ministeri illecitamente usati, e fa pensare ai riferimenti apostolici sui falsi profeti. “Ai bambini cattolici dicono che sono dannati se non si convertiranno. I nostri figli intristiscono, la semina della zizzania è divampante, si infuocano i litigi, si porta ad insegnare uno spirito diverso, uno Spirito Santo contro Gesù Cristo che anima le nostre Chiese". E' questo il fuoco di cui Gesù parla nel Vangelo? Non credo proprio, qui si avverte una guerra, cristiani contro cristiani o che tali si presentano, i litigi, la zizzania, la sensazione di percepire uno spirito diverso, l'invito alla divisione ed alla diserzione dalla Chiesa, no, non possono essere opera di Dio.

PROBLEMI NELLE CHIESE ESTERE

Vediamo pure quali sono le problematiche che affliggono la Chiesa cattolica, fuori dall‘Italia, valutiamo se i mulini a vento si trovano solo nella realtà da me conosciuta.

“Secondo «Keston News Service» dell‘8 giugno 1999, don Vadim Shaikevich, segretario dell‘arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, amministratore apostolico dei cattolici di rito latino nella Russia europea, ha affermato: «Noi non possediamo alcun edificio; tutte le nostre chiese appartengono alla Federazione Russa, inclusa la terra su cui esse sorgono. Per questa ragione soltanto un numero molto limitato di chiese – come la chiesa dell‘Immacolata Concezione a Mosca – ci sono ritornate, o meglio, le autorità ci hanno concesso il permesso di usarle». Diversa è la situazione invece dei Protestanti ai quali singoli privati comprano gli edifici dei quali poi diventano proprietari. "Con alcune Chiese della Riforma riusciamo a lavorare insieme, purtroppo il problema è legato ai moderni movimenti evangelici i quali non hanno nessuna intenzione di collaborare, delle volte assistiamo ad una invasione vera e propria come le cavallette che si gettano dove c'è da mangiare". Le prospettive per il futuro dell‘antica cattedrale cattolica di Mosca, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, sembrerebbero migliori, considerate le promesse del sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, in una sua visita al Vaticano. Ma il parroco Antoni Gei è di tutt‘altro avviso: «Non ci sono stati molti cambiamenti nella situazione. Recentemente ci era stato promesso che la chiesa sarebbe stata resa disponibile per il culto, ma subito dopo ci è stato detto che ciò era impossibile»; infatti, soltanto il 38 per cento dell‘edificio appartiene allo Stato, e il resto è di proprietà di azionisti privati. In altre parti, la situazione è ancora peggiore: per esempio, la chiesa cattolica di Vologda adesso è stata privatizzata ed è un ristorante, mentre un altra più piccola è stata dataad un privato che poi si è scoperto essere un pastore evangelico: dopo molti ed inutili tentativi per riottenerla, la comunità locale si è arresa e ha deciso di iniziare i lavori per la costruzione di una nuova chiesa.”

Come apprendiamo i maggiori problemi si hanno con i movimenti evangelici moderni. Pastori che diventano proprietari di un edificio, che poi trasformano in chiesa. Chi non condivide i suoi insegnamenti è pregato di accomodarsi altrove. Non c‘è controllo, non esiste supervisione. Ma quando mai nelle lettere degli apostoli leggiamo atteggiamenti di questa portata? Guardate che la similitudine con l'invasione delle cavallette, non è poi tanto sballata, è biblica. Ora, senza nulla togliere alla buona fede di chi si sente ispirato a questo compito chiariamo subito il concetto che non è la vocazione che stiamo discutendo, e che neppure tentiamo di rinchiuderla nella Chiesa Cattolica, la vocazione appartiene a tutti, ma come dice l'apostolo Paolo non a tutti è dato lo stesso ruolo. Oppure, come dice Gesù non a tutti è dato di comprendere Mt.19 10-12 Quindi già evidenziamo due diversità: il "sacerdozio dei fedeli" e il Sacerdozio vero e proprio, ma ne parleremo avanti.

Un pastore evangelico è indipendente dunque non esiste qualcuno sopra di lui che possa correggerlo, questo avviene solo nel caso che tale pastore provenga da un gruppo di chiese unite fra loro, ma sorge un dubbio, a quale titolo un altro può riprendere un pastore? chi sono questi vescovi evangelici che hanno l'autorità per farlo?

Questa riflessione mi ricorda pure l‘attacco dottrinale che uno studioso della Nuova Via, faceva al pastore coreano Paul Yong Cho, dedicandogli uno studio dal titolo “guardatevi dal lievito di Yong Cho”, eppure sono entrambi pentecostali, eppure si chiamano fratelli.

IL SACERDOZIO FU ANNULLATO DA CRISTO?

Sempre in merito alla Tradizione cattolica, e della successione apostolica i fratelli evangelici ribattono in particolare sul tema sacerdotale: “Sacerdozio universale significa che tutti i cristiani sono sacerdoti 1 Pietro 2,9 (Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa). I cristiani appartengono, quindi, tutti allo stato ecclesiastico, ogni cristiano può comparire, per mezzo di Gesù Cristo, al cospetto di Dio ed intercedere per gli altri. Una grande conseguenza del sacerdozio universale è che non c’è più bisogno di mediatori.

Completamente d'accordo, ciò su cui non possiamo concordare è quanto segue: “Una grande conseguenza del sacerdozio universale è che non c’è più bisogno di mediatori.”

Dove sta scritto?

“Fra l'altro questa frase si contraddice con quanto loro stessi avevano concluso prima dicendo: ogni cristiano può comparire, per mezzo di Gesù Cristo, al cospetto di Dio ed intercedere per gli altri...”

“Possiamo intercedere per gli altri”, ma poi dicono: “non c‘è più bisogno di mediatori”.

Allora facciamo una premessa, un evangelico parlando del Canone Biblico ha detto che gli evangelici hanno scelto il Canone Ebraico perché gli Ebrei sono i nostri fratelli Maggiori, senza nulla contestare sul fatto che ci sono fratelli maggiori, non possiamo però accettarla come motivazione valida per il Canone, ma al di là di questo mi chiedo: come si fa ad accettare un Canone Ebraico come Scrittura Sacra e rinnegarne il sacerdozio? Qui abbiamo una prima contraddizione. Se i Testi ebraici sono sacri (e così riteniamo anche noi) ciò quindi l'Antico Testamento non è stato annullato, ma portato a compimento appunto con il sacerdozio dei fedeli che non annulla però il sacerdozio dei consacrati!

Qual’è la completezza portata da Cristo?

Non è stata di togliere il sacerdozio, ma di allargarlo, i sacerdoti Ebrei provenivano da una casta, i leviti. Il sacerdozio era ereditario nelle famiglie, i fedeli non potevano partecipare, non potevano entrare presso l'altare, e se erano poveri o magari di altri luoghi, non potevano nemmeno essere iniziati. Siccome Gesù ha detto che nulla è venuto a togliere né ad abolire, ma a completare, ne deduciamo che il sacerdozio non fu abolito, ma allargato a tutti. Cioè,chiunque battezzato e seguace di Cristo ha la possibilità di diventare sacerdote (Sacerdozio dei fedeli). Il Sacerdote invece che deve avere cura delle chiese, degli altari e delle offerte, non proviene più da una casta ma dal popolo, cosa che per gli Ebrei non è fattibile. Inoltre Gesù ne sceglie 12, li chiama per nome e sono tutti uomini, non c‘erano donne fra gli apostoli; nell'ultima cena quando istituisce la santa cena, chiama solo i 12, comandando loro questo servizio "fate questo", mentre avrebbe potuto farlo all'aperto in mezzo alla folla ed insieme alle Donne che lo seguivano se avesse avuto intenzione di allargare a TUTTI questo servizio specifico già esistente nell'A.T., il sacerdozio è innanzi tutto servizio.

"E nessuno si prende l'onore da sé stesso, ma quando è chiamato da Dio così come anche Aronne. Così anche Cristo non glorificò se stesso nel divenire gran sacerdote, ma lo fece sacerdote Colui che gli disse..." (Eb. 5:5)

Vorrei farvi notare le due sottolineature a questo verso di Paolo: così come anche Aronne; così anche Cristo, non dice solo cristo, ma anche Cristo. Dunque l'uomo non si fa sacerdote da sé stesso, mentre tanti sono i pastori protestanti che si proclamano da soli senza ricevere alcun mandato, in più nella Chiesa il sacerdote che esprime di diventare tale non si nomina da sé stesso, così come "anche Cristo non divenne sacerdote da sè stesso"....e come avviene allora che Dio consacri un sacerdote?

L'ordine Sacro, che mantiene ancora oggi un valore spirituale uguale al popolo Ebraico, anche se il loro è incompleto perché manca quella perfezione che solo l'Eucarestia può dare, è un sacramento.

Ma apprendiamo ancora altre interessanti osservazioni protestanti:

“Un‘altra conseguenza del sacerdozio universale è la distinzione fra autorità e funzioni. Il diritto di decidere in materia di dottrina, il diritto di scegliere chi amministra i sacramenti e predica è di tutti i cristiani. Le funzioni sono diverse ma l’autorità è di tutta la chiesa.”

Concordo, anche se facendo molta attenzione ai tranelli, che si nascondono nella frase. Si continua a confondere il sacerdozio comune a tutti i fedeli qualimembra attive della Chiesa, con il Sacerdozio mediante la Consacrazione vera e propria..."A voi ho dato ogni potere…”. La Chiesa che non è solo fatta di fedeli che fanno numero, ha in sé la parte gerarchica che è posta al servizio delle membra, e del mondo intero, poiché Cristo non è venuto solo per i cristiani. Cristo ha affidato ai Dodici il potere di salvare a nome della Chiesa corpo di Cristo il cui capo e' Lui, e suo tramite si attua la salvezza At 3,6 “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”. L'autorità certamente è della Chiesa, ma specifichiamolo bene, un conto sono i fedeli, un conto i presbiteri, un conto gli apostoli (oggi chiamati vescovi da 2000 anni). Perciò la scelta di un ministro non può ricadere sul popolo.

I pentecostali continuano dicendo: “Il nome di fratelli e la comunione non permettono che uno sia superiore a un altro o abbia più diritti. Il battesimo, il vangelo e la fede ci fanno tutti religiosi e tutti cristiani.”

Concordo, il sacerdote non ha più diritti di un laico, è soltanto un sacerdote consacrato per mezzo di un sacramento a Dio, e si differenzia da noi perché amministra i sacramenti della salvezza: battesimo ed Eucarestia primo fra tutti. Qui scatta non tanto la superiorità in termini a noi limitati, quanto in termini di consacrazione, servizio, in questo senso egli è più di un laico, e come dice Paolo in 1Cor. 4,1 abbiamo il dovere di non giudicare, ma di considerare i chiamati quali ministri dispensatori dei misteri di Dio.

Apocalisse 5,10 leggiamo: “…e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra.” Questo nulla toglie al sacerdozio della persona in Cristo che è il Sacerdote...."regno di sacerdoti" certo che lo siamo tutti perché i fedeli che non sono semplici statuine, ma partecipano di questo sacerdozio con colui che per mezzo di Cristo offre il sacrificio perfetto al Padre, in Cristo, con Cristo e per Cristo, Ogni credente ha poi il suo ufficio particolare con cui essere utile agli altri.

1 Corinzi 12:28 “E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi ci sono miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue” Infatti sono i carismi, quel "in primo luogo degli apostoli" sta a significare, appunto, i vescovi, i quali devono vigilare su tutti gli altri, in comunione fra loro come è la Trinità, diversi e distinti, ma una cosa sola nell'esercitare il Progetto della salvezza, quindi non sta affatto parlando del sacerdozio, né sta alludendo alla sua abolizione, ma dei carismi presenti nella Chiesa.

Scrivono ancora i fratelli pentecostali:

“Riguardo poi alla chiamata al ministerio, vale a dire alla vocazione, oltre al diretto interessato c‘è la chiesa (cioè tutti gli altri credenti) che stabilisce se un individuo possa esercitare il ministerio. Tutti i credenti sono in grado di valutare se quello che il pastore, l‘anziano o un altro predicatore, dice è una sua interpretazione personale.

1 Corinzi 14:29-31 “Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino; se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente taccia. Infatti tutti potete profetare a uno a uno, perché tutti imparino e tutti siano incoraggiati.‘ Come vedi l‘autorità di giudicare in materia di dottrina è di tutti i credenti.”

Qui si fa confusione tra i carismi e il sacerdozio, che è un altra cosa, la vocazione sacerdotale è un altra cosa, san Francesco d'Assisi, ad esempio che ha avuto il suo Carisma ed è stato anche un profeta, non era sacerdote! I profeti di cui parla Paolo non sono i sacerdoti, in quanto ogni battezzato può profetare, cioè proclamare la Parola di Dio. Sì, sta scritto “ogni battezzato è sacerdote, re e profeta” ma attenzione, questo non significa che fu abolito il sacerdozio ministeriale, altrimenti Gesù non avrebbe scelto i dodici apostoli. In secondo luogo non bisogna prendere ogni insegnamento nel senso strettamente letterale, perché non mi risulta -ad esempio- che i credenti siano tutti dei Re. Bisogna saper distinguere, e capire, noi cristiani siamo unti dallo Spirito Santo, per questo veniamo chiamati, Re, gli unti per eccellenza, sacerdoti perché partecipiamo del sacerdozio di Cristo, e profeti perché possiamo proclamare la Parola di Dio. In tutto questo bisogna sempre distinguere i compiti di ministero, Timoteo, Tito ecc., non erano semplici discepoli, ma sacerdoti, vescovi, per la precisione. Riguardo ai consigli che San Paolo da nella sua 1 lettera ai Corinti, 14,26-40 bisogna considerare che spesso coloro che si ergono ai maestri biblici, o comunque buoni cristiani, indubbiamente “superiori” ai cattolici romani, in quanto a osservanza e interpretazione della Parola di Dio, sbagliano. Mi è capitato diverse volte di assistere alle loro assemblee, culti, studi, e metodicamente si mettevano a pregare ognuno per i fatti suoi, generando una enorme confusione, non capivo nulla di quanto dicevano in lingue, e nessuno me lo spiegava. Non parlavano solo in due o tre come consiglia San Paolo, ma tutti assieme, pregavano, non a bassa voce, non intimamente, ma usando un tono di voce alto, che si mischiava a quello degli altri. Non credo si possa parlare che di decoro e ordine, perché aldilà delle buone intenzioni, la confusione regnava sovrana. Ogni tanto qualcuno si alzava, e interpretava, riferendo un paio di versetti, sinceramente mi restava il dubbio che mezz‘ora di parole in lingue potesse essere riassunto in due righe lette dalla Bibbia. Può darsi che mi sbagliassi, ma in me rimaneva il dubbio, la confusione, piuttosto che l‘edificazione. Comunque sia, non credo proprio che quei fratelli così volenterosi di lodare Dio, stessero seguendo i consigli di s.Paolo.

Leggiamo ancora altre citazioni pentecostali di versetti sull‘argomento:

“L‘autorità di giudicare spetta a tutti i cristiani i credenti possono giudicare perché conoscono Cristo, conoscono la sua voce, e questo vale per tutti i credenti.

Giovanni 10:27-28: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.”

E poi aggiungono: le pecore del Signore, cioè tutti i credenti sono in grado di giudicare e discernere se quello che viene loro insegnato viene da Gesù Cristo oppure No. Quindi i conduttori sono dei servi preposti a portare la Parola del Signore. Questa parola può essere compresa da tutti i credenti.

Risposta cattolica:

Un conto è avere una certa intuizione circa la direzione giusta da prendere, altro conto è quello di penetrare con acume, precisione e discernimento le cose di Dio. Se tutti fossero capaci di capire tutto non vi sarebbe neanche il bisogno di nessuna guida o pastore. Basterebbe leggersi direttamente la Bibbia e, tutto dovrebbe essere chiaro a tutti. Ma non è affatto così come dimostra la realtà dei fatti: la Bibbia contiene una infinità di passi vaghi e indefiniti, difficili da capire che gli instabili storcono, trascinandosi tante anime spesso in buona fede e sinceramente alla ricerca della verità.

Basti pensare che Paolo rimprovera i Galati che non riuscivano, nonostante tutti gli aiuti ricevuti a distinguere più il vero dal falso.

Gal 3,1: “O stolti Galati, chi mai vi ha ammaliati, proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso? Questo solo io vorrei sapere da voi: è per le opere della legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver creduto alla predicazione? Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver incominciato con lo Spirito, ora volete finire con la carne? Tante esperienze le avete fatte invano?”

Se l’autorità di giudicare le cose compete a tutti i credenti, allora quei Galati come mai vengono rimproverati da Paolo, il quale gli fa notare che stavano deragliando dalla via giusta e stavano cominciando a seguire falsi insegnamenti? E pensare che questi avevano appreso la Parola da un grande predicatore quale fu Paolo. Eppure, in mancanza di una guida permanente cominciarono a sbagliare strada. Se avevano ricevuto pure lo Spirito di Dio, che li avrebbe aiutati sicuramente a capire la Parola in maniera corretta, come mai sbagliarono via? Bisogna innanzitutto intendere bene cosa significa ricevere lo Spirito di Dio, e capire le Scritture con il Suo aiuto. Dio può aiutare i credenti in tanti modi, ma non significa che i cristiani che pregano al fine di intendere correttamente la Bibbia, ricevano tutti un uguale grado di intelligenza e di sapienza. Non esistono due uomini di uguale intelligenza, il genere umano trova la sua forza proprio nella diversità e nella cooperazione. Per cui se io con la mia intelligenza o con la mia cultura non arrivo a comprendere dei versetti a cui tengo molto, e con preghiera sincera lo chiedo a Dio, quest‘ultimo magari mi farà incontrare qualcuno più sapiente di me che me li spiegherà. Ma come si può avere la certezza che questo qualcuno me li spiegherà correttamente, secondo i dettami della sana dottrina cristiana? Beh, innanzitutto per avere certezze nella vita, bisogna cominciare col mettere da parte la pigrizia, che ci limita in ogni campo, ma nella fattispecie nel campo storico-biblico. Bisogna capire che c‘è differenza tra il chiedere una grazia riguardo ad una malattia, un problema economico e così via, e il chiedere sapienza per saper discernere la giusta dottrina da quelle sbagliate. Mentre per la prima tipologia di richieste fatte al Signore, basta la semplice fede e la preghiera, per la sapienza oltre a questo bisogna pure rimboccarsi le maniche e studiare. Ma c‘è per il credente una colonna a sostegno della Verità, che è identificabile nella Chiesa di Roma che può dimostrare la sua successione apostolica, assieme alla chiesa ortodossa. La sapienza non cade dal cielo come la manna, tranne in casi particolari in cui si riceve questo grande carisma direttamente da Dio, come nel caso di Paolo, nella stragrande maggioranza dei casi bisogna aver fede, pregare e studiare parecchio. Non bisogna immaginare la sapienza come una iniezione di cultura generale o biblica, per cui dopo la puntura ci si ritrova maestri, non funziona così! Teniamo presente che anche l‘intelligenza è un dono di Dio, e bisogna saperla sfruttare aumentare la nostra sapienza. La pigrizia spesso ce lo impedisce, è più facile e comodo prendere il telecomando a guardare la televisione, che leggere un libro.

La pigrizia ci porta ad accettare delle spiegazioni preconfezionate, relegando ad altri l‘onere dello studio. Per cui si finisce con lo scegliere ed accettare una dottrina, senza alcuna verifica, prendendo per buone le spiegazioni che ci vengono date. La verifica spesso è troppo lunga e faticosa, “chi si accontenta gode…” se poi la comunità che ci accoglie, ci rispetta e ci tratta bene, beh, la scelta diventa irreversibile. Il senso di appagamento che si prova in una comunità che ci mostra rispetto e fraternità, spesso inibisce i nostri sensi, e viene a mancare lo stimolo per l‘approfondimento e il confronto. Se i Galati non avessero avuto in Paolo un chiaro punto di riferimento, nonostante avessero già ricevuto lo Spirito Santo, come pensate che sarebbero finiti? Dobbiamo capire che noi cristiani siamo delle cellule del Corpo di Cristo, ognuno abbiamo bisogno dell‘altro, senza l‘aiuto delle altre cellule non potremmo sopravvivere. Il credere che pregando ognuno di noi possa capire la Bibbia privatamente e correttamente è sbagliato. Ci sono cellule del Corpo, che hanno il compito di istruire le altre, ma senza una perfetta simbiosi cooperativa nessuna cellula, tranne il Capo, potrebbe sopravvivere. In definitiva l‘autorità non è dei conduttori ma della Parola del Signore a cui tutti, anche i pastori, sono sottoposti. Il concilio insegna chiaramente che i pastori non sono superiori alla Parola ma la SERVONO, quindi questo principio è assodato; il problema che rimane è: chi interpreta la Scrittura nel modo giusto?

Dice la Dei Verbum 2,10:

“L'ufficio poi d'interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa, è affidato al solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla Parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio. È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.‖ (cfr, s.Ireneo) Per Ireneo il vescovo è subordinato alla regula fidei, ed è proprio questa regula fidei l‘elemento che precede e sovrasta il vescovo; la regula fidei è dunque costitutiva della successione dei vescovi e la condiziona.

La regola di fede e una delle condizioni. L'altra condizione necessaria è quella di ricevere l'ordinazione episcopale da chi è preposto a poterlo fare in ordine di successione. Tutte e due le cose insieme. Questo è quanto emerge anche dai suoi scritti.



Nessun commento:

Posta un commento

.

TRATTO DAL FILM: "BEN HUR" CHE INCONTRA GESU' CHE LO DISSETA (LA SUA STRAORDINARIA MISERICORDIA)

ARTICOLI PIU' VECCHI IN ORDINE CASUALE

COMMENTI RECENTI

Profezie della Madonna a Baron Renato sull'invasione dei rifugiati ai giorni nostri

ADESSO VUOL MODIFICARE PURE IL PADRE NOSTRO, COI COMPLIMENTI DI "SAN" LUTERO...