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domenica 15 ottobre 2017

Il caso padre Gabriele, il vescovo scomunicato che intercede per le guarigioni e le possessioni


Padre Gabriele, ex vescovo ortodosso e oggi vescovo cattolico scomunicato dalla diocesi di Asti. Personaggio controverso, dice di condurre la gente a Cristo e alla chiesa cattolica. Nei suoi gruppi di preghiera avvengono guarigioni e liberazioni dal demonio e il fenomeno dello “slain in the spirit” cioè il riposo nello Spirito Santo. Siamo di fronte al solito truffatore in abiti sacri, giovane, bello, arrogante, dalla parlantina facile che vuole gestire a modo suo una comunità religiosa per interessi personali, o è il tipico santo ministro di Dio messo al bando e perseguitato dalla chiesa cattolica post-conciliare?

LE ACCUSE E LA SCOMUNICA

La diocesi di Asti l’avrebbe scomunicato con l’accusa di essere un “finto vescovo”, Domenico Fiume, alias monsignor Gabriele, che si sarebbe reso responsabile del “delitto di scisma” previsto dalla disciplina ecclesiastica ed è incorso nella pena della scomunica latae sententiae. Ovviamente Domenico Fiume sostiene con forza il contrario, asserendo di avere tutte le carte in regola per poter esercitare le sue funzioni sacerdotali e vescovili. 

Questa invece è la versione ufficiale della diocesi astigiana: 

«Con grave afflizione» la Chiesa astigiana, «ha preso atto che Domenico Fiume si fa chiamare `padre Gabriele´ e veste l’abito proprio del clero diocesano della Chiesa cattolica romana facendosi passare per presbitero diocesano senza aver validamente ricevuto il sacramento dell’ordine né, tantomeno, essere incardinato nel presbiterio diocesano di Asti. Gestisce presso la sua residenza in Ferrere un’attività denominata `Santuario di Maria Rosa Mistica Madre della Chiesa/Monastero di San Bartolomeo Apostolo´, senza le autorizzazioni prescritte dalla vigente disciplina ecclesiastica per l’erezione dei luoghi di culto». Continau al diocesi asserendo che: «risulta essere aderente all’Organizzazione scismatica `Società Papa Leone XIII´; attenta reiteratamente al sacrificio eucaristico e compie altri atti di culto riservati ai ministri ordinati; si fa passare per vescovo della Chiesa cattolica, indossando le relative insegne pontificali senza essere stato validamente elevato all’ordine dell’episcopato nell’ambito di comunità unite nella successione apostolica e munite del prescritto mandato pontificio». Fonte: http://www.lastampa.it/2017/10/05/edizioni/asti/scomunicato-padre-gabriele-si-faceva-passare-per-un-vescovo-ApNOLxutS8cTJ0MqZOvjhK/pagina.html

PASSATO E ATTIVITA' SPIRITUALI DI DOMENICO FIUME ALIAS "PADRE GABRIELE" 

Riporto la sintesi di una breve intervista tratta dal sito online Secolo XIX: 

"(Asti) Lei è Monsignor Gabriele? 
«Sì». 

Ed è davvero un vescovo? «Certamente. Ho le carte che lo dimostrano. E sono tutte autenticate dalla Procura della Repubblica di Torino. Io non ho usurpato il titolo di nessuno. E compio ministeri che sono nelle mie prerogative». 

Anche dopo la bolla di scomunica che le hanno mandato? 
«Guardi, questa storia è tutta da ridere».

Eccolo qui il vescovo scomunicato di Ferrere: una manciata di case e di abitanti in provincia di Asti. Tuta nera di chi non ha in programma di incontrare nessuno, ciabatte e caffè sorseggiato nei bicchieri di plastica, Monsignor Gabriele - al secolo Domenico Fiume, 38 anni - impiega due ore a raccontare la sua storia di ragazzo calabrese sbarcato nell’oltrepo Pavese da bambino e diventato Vescovo della chiesa Ortodossa dopo aver inseguito per vent’anni, o giù di lì, il suo sogno. E se è vero che l’abito non fa il monaco e quindi la tuta indossata adesso non trae in inganno, allora bisogna prendere per veri i suoi racconti di bambino che piange a dirotto, per l’emozione, il giorno della Prima Comunione, o che nella chiesa del Santo Spirito in Saxia, a Roma, ha una rivelazione su ciò che sarà di lui: «Prete».  

Non nella Chiesa cattolica apostolica romana, ma nella chiesa Ortodossa. Dove scala in poco tempo i vertici e diventa vescovo. «Ma io non mi riconoscevo nell’ortodossia. Sono di animo cattolico. E ho chiesto di andarmene» racconta. Quindi è diventato un laico? «Ma assolutamente no. In piena continuità apostolica sono e resto un monsignore che lavora per il bene della sua gente. Che prega e fa tutto ciò che può fare un vescovo». Ovvero celebra la messa. Impartisce le benedizioni. Dà la comunione: «Ma non nelle mani: è un sacrilegio». E la gente sale fin quassù, su una strada che quasi è sentiero in mezzo ai boschi, inseguendo il carisma di questo ragazzone che prega per le guarigioni, che scaccia il diavolo, «il maligno» e racconta di aver visto malati uscire sani dal suo monastero dedicato a san Bartolomeo Apostolo: «Anche tossicodipendenti che sono guariti dopo le mie preghiere». 

Ora, che il monastero non sia propriamente una chiesa come la si immagina, è chiaro, perchè questo posto un tempo era una casa di contadini. E la chiesa è stata ricavata in quelle che un secolo fa dovevano essere le stalle, ed oggi è un locale lungo e stretto, come un garage. E domenica - nonostante la scomunica - alla funzione c’erano cinquanta e più persone. Venerdì alla processione rischiano di essercene ancora di più, se non la bloccheranno i carabinieri. Il monsignore un po’ si arrabbia con «il signor Ravinale» che poi è il vescovo di Asti. Un po’ sorride. 

Il più del tempo spera. Cosa? «Che Papa Francesco ci accolga nella chiesa cattolica». Ma visti i presupposti è dura. E vista la scomunica ancora di più: «Contro di noi si sono mosse le gerarchie ecclesiastiche. Ci sono interessi e c’è ostracismo» dice. Perchè monsignor Gabriele? «Guardi, molti religiosi sono stati criticati dalla Chiesa ufficiale. Ma poi il tempo ha dimostrato il loro valore». A chi si paragona? «A nessuno». E con le medagliette benedette, e le immagini ed i braccialettini di Santa Teresa in mano se ne va, a indossare l’abito talare per la funzione che celebra da solo, nel monastero - garage." 

Tratto da: 

Il sito Articolotre.com lo descrive così: 

"Padre Gabriele, al secolo Domenico Fiume, persona devota e dedita ad una profonda vita spirituale già da prima di essere sacerdote guidava incontri di preghiera e attraverso la sua testimonianza di vita molte persone hanno ritrovato la fede in Cristo e si sono riavvicinati alla Chiesa Cattolica.

Numerose le testimonianze di persone che attribuiscono alla preghiera di questo sacerdote guarigioni da gravissime malattie. Non solo, persone possedute dal demonio sarebbero state liberate grazie alla preghiere di liberazione di padre Gabriele. Ultima di queste è la liberazione di un giovane che da anni era stato seguito dai più noti esorcisti tra i quali padre Amorth.

Dopo anni di sofferenze questo giovane è stato liberato dai demoni che lo possedevano dopo poco tempo di frequentazione al Santuario di Maria Rosa Mistica Madre della Chiesa al quale è aggregato il Monastero di San Bartolomeo Apostolo a Ferrere d'Asti dove vive ed opera padre Gabriele Fiume. Nonostante l'attività di padre Gabriele si risolva in benefici, la sua attività ha suscitato numerose polemiche e ostilità che ancora oggi non trovano epilogo.

In particolare, tale ostilità ha già portato, in passato, a vere e proprie campagne di stampa diffamatorie culminate in altrettanti processi civili e penali tutti quanti conclusisi in senso favorevole al sacerdote. Anche la Chiesa e le sue gerarchie interne hanno sempre tenuto un atteggiamento ostile nei confronti del sacerdote e del suo ministero.

Ultimo episodio in questa serie di attacchi si è avuto nei giorni scorsi laddove un giornalista televisivo appartenente a un'emittente televisiva, TV 2000, riconducibile alla CEI (Conferenza Episcopale Italiana ndr), Davide Murgia, si è recato presso il Monastero di San Bartolomeo per realizzare un'intervista denigratoria modellata su esempi di trasmissioni di satira televisiva.

Il giornalista riferiva, in tale occasione, frasi e accuse, alcune delle quali attribuite al vescovo di Asti, monsignor Francesco Ravinale, che confermano l'inspiegabile ostilità delle gerarchie nei confronti del sacerdote. In particolare, le accuse verso padre Gabriele vanno dall'insinuazione di essere un falso sacerdote a quella di pretendere offerte in denaro nei suoi incontri e di tenere un atteggiamento settario verso i suoi fedeli impedendone l'allontanamento della comunità e, più in generale, cercando di controllarne le vite.

Accuse tutte quante smentite e prive del benché minimo fondamento dal momento che il sacerdote risulta validamente ordinato e che, a detta dei suoi numerosi fedeli, svolge la sua attività in maniera del tutto gratuita contrastando in modo palese l'attività delle sette del satanismo e della massoneria deviata. Al contrario la diocesi astigiana, nella persona del suo vescovo, ha sempre negato tale circostanza giocando con l'equivoco e attribuendo l'ordinazione del sacerdote ora a un vescovo ora a un altro e sempre tenendo nascosto il fatto che Padre Gabriele ha regolarmente chiesto l'incardinazione alla diocesi.

Ad ogni modo, l'atteggiamento di persecuzione di monsignor Ravinale si colloca in una scia di continuità rispetto ad anni ed anni di abusi di potere di varie autorità ecclesiastiche di Torino, del Friuli e le cui origini erano e restano del tutto ignote. E’ curioso che per l'intervista alla rete televisiva di proprietà della Cei, si sia scelto un intervistatore il cui zio, padre Stefano Manelli, fondatore della Congregazione dei Francescani dell'Immacolata, è stato, dopo indagine della Commissione Apostolica della Santa Sede, rimosso, privato della potestà di fondatore del suo ordine e sospeso a divinis per immoralità, autoritarismo e abusi sessuali. Nonostante ciò, Padre Gabriele continua a professarsi fedele alla Chiesa Cattolica e al Papa." 

Tratto da: 

CONCLUSIONI 

Personalmente e come amministratore di questo semplice blog, non faccio pubblicità e non ho il compito di riabilitare l’immagine di nessuno, chiesa cattolica compresa, malgrado ne riconosco e ne difendo le dottrine perché è vero che la chiesa cattolica romana detiene tutta la verità storica, biblica e dottrinale e riconosco solo il suo magistero, ma non faccio nemmeno da boia esecutore e persecutore di cristiani cattolici. Secondo l'articolo 21 della costituzione italiana ho tutto il diritto di scrivere la mia opinione nel rispetto delle condizioni legislative, ma senza però fare compromessi, permettetemi quindi di esprimere il mio semplice punto di vista attraverso il vangelo sul caso di questo sacerdote, senza però essere additato come un protestante. 

Sappiamo che Gesù Cristo ha detto, e viene ripetuto in tre dei quattro evangeli canonici nella sezione escatologica (Mt 24, Lc 21, Mc 13), che agli ultimi tempi molti sarebbero venuti nel suo nome facendo opere potenti e miracoli e che molti li avrebbero seguiti, raccomandando al gregge cattolico di stare alla larga da questi soggetti. Ma è vero anche che Gesù, non avendo molta simpatia per i falsi profeti, ed esortando spesso nello stare in guardia da essi, fece un accenno sul modo in cui li avremmo riconosciuti. In Matteo 7,15-19 afferma che di solito i “falsi profeti” vengono a noi in veste d’agnello, cioè sembrano gentili, pacifici, amorevoli col prossimo (usano il love bombing tanto per capirci, come nelle sette ndr), ma dentro sono lupi rapaci che vogliono solo attingere al nostro portafogli, abusare di noi psicologicamente, economicamente o sessualmente per il gusto di controllare gli altri e farli dei propri sudditi o muoverli alla propria causa. Gesù però esortò che per smascherarli si doveva riconoscere i loro “frutti”, cioè le loro opere e le intenzioni materiali e spirituali. I frutti sono i derivati dalle opere e le conseguenze che esse portano. Tali frutti, rimangono a lungo termine nella memoria delle persone generando fama o infamia. 

Come facciamo al giorno d’oggi a riconoscere un vero profeta da uno falso in questi tempi confusi, ricchi di eresie, di false religioni e falsi predicatori autoproclamati profeti con doni taumaturgici? 

San Paolo apostolo cita la differenza tra i frutti della carne e quelli dello spirito, nella sua lettera ai Galati al cap 5 versi dal 19 al 23, ma non basta prendere solo questi versi per poter descrivere i frutti dello spirito, perché solo di spirito si tratta ed è molto generico. Un vero ministro di Dio opera sia per lo spirito che per i beni materiali di tutto il gregge, ma per non sbagliare, il primo punto di riferimento saldo per non naufragare di solito in eresia è il magistero della chiesa cattolica con le sue dottrine tradizionali immutabili, la liturgia della messa, i sacramenti, l’Eucaristia ecc. perfettamente in linea con gli insegnamenti di Nostro Signore, comprese le tradizioni orali e l’autorità sull’esegesi scritturale. Qualcuno direbbe: “Ma la chiesa oggi sembra essere apostatica e non riconosce più i poteri dello spirito santo come un dono del cielo per il gregge, anzi sembra che il clero si schieri contro lo spirito di Verita e contro questi mistici!” Questo è verissimo e molti sacerdoti sembrano onorare lo spirito santo solo a parole nelle loro omelie, ma in pratica, quando si viene a sapere di singoli individui carismatici che lo effondono, suggeriscono chiaramente di dubitarne perché “potrebbe” essere uno “Spirito” di fonte sospetta e non divino. Spesso si muove una feroce campagna screditatoria contro questi mistici o apostoli "ribelli" ad opera degli stessi ecclesiastici per mezzo di un‘inquisizione mediatica composta da esperti di chiesa e da uomini di scienza e dalla tv. Questa è la regola che vige nella disciplina della chiesa cattolica e spesso ci azzeccano, perché di falsi mistici e di falsi profeti impostori ce ne sono agli osa, ma non trascuriamo un margine di errore. Vedasi il caso di Padre Pio (San Pio) da Pietrelcina. Il problema della Chiesa di oggi, la chiesa post-moderna che ha incorporato ideologie progressiste, sembra mancare proprio nell’effusione dello Spirito Santo come avveniva tra i primi apostoli descritti nel libro degli Atti Degli Apostoli, e appena si presentano questi mistici veggenti, grandi santi evangelizzatori, seppur poco ortodossi o poco "politicamente corretti", scatta subito l’indagine inquisitoria che sembra più a scopo di soppressione che di accertamento atto a riconoscerli come tali. 

Io non voglio mancare di rispetto ai consacrati di Dio e mettere in dubbio il modus operandi della Chiesa, che sicuramente ne sanno molto più di me in materia di fede e di inchieste, ma se guardiamo ai numerosi casi di presunti santi e stigmatizzati che poi sono stati riconosciuti come tali solo molto tempo dopo, spesso la Chiesa sembra mostrare all’inizio un atteggiamento ostile e non di benevolenza contro questi soggetti. La chiesa mostra al gregge cattolico un atteggiamento di pietà ma poi sembra rinnegarne la forza interiore come dice san Paolo (2 Tim. 3,5). La domanda che mi pongo è: e se questi individui cattolici e carismatici (non protestanti), fossero veramente inviati da Dio e stessero avvisando, con il loro modello di vita, non solo il gregge ma anche i vertici della Chiesa in questi ultimi tempi apostatici? Ricordiamo che l'apostasia guiderà alla manifestazione dell'anticristo e si siederà sul seggio di Pietro ingannando molti con una nuova catechesi universale volta a una falsa pace mondiale e a un cristianesimo annacquato. Lo afferma San Paolo e la Madonna a La Salette e altri consacrati nel mondo che hanno profetizzato gli stessi moniti. 

Ricordiamoci inoltre che una parte del vaticano, da dopo il concilio vaticano secondo, è caduta in mano al controllo della massoneria ecclesiastica che non è mossa da volontà divina. Vedasi anche le dichiarazioni di Papa Paolo VI e le visioni di papa Leone XIII riguardo alla chiesa e le rivelazioni di San Pio da Pietrelcina che ha parlato di massoneria nei suoi libri.

Usando invece un po' la logica in campo evangelico e andando a ritroso coi detti di Cristo, Gesù disse ai suoi apostoli, i suoi primi ministri, che chiunque avrebbe creduto nel suo nome e sarebbe stato battezzato, avrebbe parlato lingue nuove, avrebbe scacciato demoni, avrebbe operato guarigioni (Marco 16:17-20), avrebbe avuto il potere di camminare sui serpenti e sugli scorpioni (Luca 10,19). Per amore del suo nome, chi avrebbe creduto e lo avrebbe pronunciato con fede, avrebbe operato opere potenti. Per il particolare dono delle lingue invece, oggi sarebbe cessato. Sarebbe stato transitorio solo per evangelizzare le popolazioni dell’epoca. Lo dice san Paolo apostolo nella prima lettera ai Corinzi cap 13, ma tra tutti i doni e le manifestazioni che sarebbero state donate come segno di fede, tre sono le virtù teologali fondamentali che sarebbero sempre rimaste, i frutti della fede come punti di riferimento nelle opere di questi soggetti e sono: la fede, che è sta alla base di ogni credente attraverso la preghiera; la speranza, che è complementare alla fede perché è mossa dalla fiducia in qualcuno e porta alla costanza; e l’amore, la via più eccelsa è l’ingrediente fondamentale dell’essenza divina, conciò che tiene in vita le persone, le creature e muove tutte le cose come la terra, il mare, le nazioni, il cielo, le stelle, l’universo, tutto il creato insomma e rende manifesta la bontà divina, che porta alle conversioni, alle vocazioni, guarigioni comprese. 

Gesù disse: 

"Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore." (Gv 14,23-27) 

Andato in onda anche su pomeriggio cinque dalla sacerdotessa del “politicamente corretto” e regina della tv (spazzatura) Barbara D’Urso, presunta cattolica che scambia lo Spirito Santo per energia positiva in stile New Age, ha messo il sacerdote quasi in ridicolo.

Padre Gabriele è un usurpatore o un eretico? Ha diritto ad esercitare il suo ministero cristiano cattolico o deve togliersi l’abito e occuparsi d’altro? E’ giusta la sua condanna da parte degli ecclesiastici e la repressione mediatica che sta subendo, oppure, se ha veramente una qualche speciale unzione, deve tenere duro e fare fronte senza paura dei suoi detrattori per portare avanti la sua missione apostolica? 

A tutte queste domande inquietanti io direi di lasciarlo fare, perché il tempo darà risposta e lo riconoscerete dai suoi frutti. Ricordate? L’albero buono non può produrre frutti cattivi, e i frutti marci o velenosi non provengono da alberi sani, ma da quelli corrotti.

Vi lascio come riflessione, anche se fuori contesto, un passo del maestro Gamaliele, maestro di Saulo, l’ex fariseo che poi divenne il grande san Paolo apostolo e servo di Gesù Cristo. Gamaliele, durante una riunione nel sinedrio per giudicare gli apostoli arrestati per aver violato l’ordine di non predicare pubblicamente il Cristo crocifisso nel tempio di Gerusalemme, si alzò e affermò quanto segue:

“Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati, disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'erano lasciati persuadere da lui furono dispersi. Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!».” (Atti 5,34-39)

Di: IoDifendoilCattolicesimo.blogspot.it



4 commenti:

  1. Di Padre Gabriele la rivista il Segno ne ha parlato diffusamente anni fa , non ho mai approfondito il suo caso, quindi non mi sento in grado di fare commenti : però ,come te, sono propenso di tenere tutto il bene che da lui può provenire.

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    1. Io dico solo di lasciarlo fare e farlo crescere come un albero. Se l'albero col tempo della sua crescita produce frutti buoni allora capiremo se è un vero apostolo o al contrario, un operaio fraudolento. Mettere in croce le persone senza prima vedere i risultati delle loro opere è da insensati. Poi se vogliamo applicare il metodo della logica del "prevenire è meglio che curare" non si farebbe altro che perdere una possibile occasione. Diamo tempo al tempo.

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  2. Scusate, ma c'è solo una do.anda da farsi. Per essere sacerdote cattolico ci vogliono anni di seminario. Conosco Domenico da qua do era poco più di un bambino e vi assicuro che non ha mai frequentato un seminario, non ha mai studiato oltre le scuole dell'ordine e tanto meno ha lavorato. Da sempre i fanatici l'hanno mantenuto e osannato. Un po' di sano rispetto e obbedienza alla Chiesa rappresentata dal Vescovo, dissiperebbe ogni dubbio. Domenico Ciume non è un sacerdote cattolico e quello che fa é soprattutto sacrilego per la sua anima che ha venduto al nemi o. Altro che liberare dal demonio. Aprite umilmente gli occhi. Che lo spirito santo ci illumini.

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    1. Salve quello che ho riportato quì no è inconfutabile ma è solo una notizia giornalistica soggetta a discussione. Se lei ritiene giusto darci informazioni in merito o il suo punto di vista, o meglio la sua testimonianza diretta o esperienza con i soggetti citati, non si faccia scrupolo a contattarci attraverso il modulo di contatto a lato destro del blog. Sia chiaro però che verificheremo se le informazioni fornite siano veritiere o mendaci. Distinti saluti.

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