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giovedì 9 novembre 2017

Urgente: l'Italia ha bisogno della potenza del rosario


Introduzione. Questo è un articolo che è stato pubblicato sul sito EffeDiEffe.com da Maurizio Blondet qualche anno fa, dove viene riportato della situazione attuale della nostra società che, abbagliata dai fumi del liberalismo, della rivoluzione culturale e sessuale, dal luccichio del politically correct, e dalle promesse zuccherose dell'Unione Europea che prevedeva l'abbattimento delle frontiere, l'uguaglianza delle culture, delle razze e dei gender, sotto il segno della falsa pace che solo il mondo sa dare, e dell'unità monetaria, che non ha fatto altro invece che portare tirannia di pochi e povertà di molti. Oppressione fiscale e disoccupazione. Ladrocini e debiti sulla pelle dei contribuenti. Ha generato animi depressi e diffidenti e perdita della fede specialmente nei giovani. Quei giovani che dovrebbero essere dei soldati di Maria sotto il vessillo di Cristo, sono divenuti invece degli idealisti di sinistra, bestemmiatori, fornicatori, atei e con la mente rivolta solo ai piaceri, amanti di se stessi ecc. Questo articolo è un elogio al rosario, quel noioso ritornello di Ave Maria che a molti giovani non piace o attira sorrisetti di scherno, specie a molte ragazze, eppure, è proprio quel ritornello da anzianotto ripetitivo bigotto che ha in realtà un grande potere, il potere di Maria incaricata da Cristo, per combattere il male presente negli ultimi tempi (Apo. 12,6) e schiacciarlo dalla sua testa. Non per niente Padre Pio (San Pio da Pietrelcina) chiamava il rosario: "l'arma". Una vera  e propria arma contro ogni male.

Ricordiamoci il passo del libro di Genesi cap 3 dove dice:

«...Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen. 3,15)
Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. (Apo. 12,15-17) [E' qui che Satana le insidia il calcagno ndr].

Faccio poi un appello a tutti quelli che capitano in questo mio sito, e cioè, EVITATE come la peste tutti quei blog, video youtube e quei cialtroni di profeti improvvisati che vengono in nome di Cristo e in veste di pecora, con una bibbia in mano e vi dicono di NON pregare la Madonna o il Santo Rosario. State alla larga da loro perché sono soggetti eretici, arroganti, lupi rapaci che interpretano le scritture a modo loro e non riconoscono, anzi rigettano il magistero tradizionale della Chiesa e vogliono solo sfruttarvi mentalmente e imporre la loro autorità pseudo religiosa su di Voi attraverso l'uso distorto di Sacre Scritture protestanti, creando delle vere e proprie sette. (Ci sono passato anch'io! ndr) Esistono solo delle guide spirituali che Cristo ha istituito in terra attraverso la Chiesa come intercessori e amministratori dei sacramenti ai fedeli, i suoi consacrati, i sacerdoti. Senza entrare nello specifico di quelli apostatici, se cercate bene ci sono ancora ottimi sacerdoti fedeli a Cristo. Il problema che dovete mettervi in mente non è la Parola di Dio predicata, quella serve invece come base potente per il fedele cattolico per rinforzare la propria fede fino a diventare una colonna irremovibile come dei veri apostoli. Il problema è l'interpretazione della Parola e la dottrina che ne deriva che solo la Chiesa ne possiede il magistero, e lo spirito di errore di Lutero aleggia tutt'oggi indisturbato in questi soggetti che vanno a caccia di anime instabili, specialmente sul web. Li riconoscerete dai loro veri frutti, non basta solamente una visione o una locuzione per credere di aver raggiunto la beatitudine. il detto: "una volta salvato, sempre salvato" è falsità ed eresia. 

DeepMoon Amministratore  - IoDifendoilCattolicesimo.blogspot.it - 


Così iniziava l'articolo del 27 Novembre 2013 EffeDiEffe.com in merito al praticare il rosario:

Giorni fa nella mia parrocchia (periferia di Milano, un tempo operaia) una bambina di 12 anni ha tentato il suicidio. L’ha detto il giovane parroco in una Messa feriale, a quattro vecchi gatti. Come mai ha voluto ammazzarsi?, gli ho chiesto poi. E lui: «La prendevano in giro»

Casi del genere avvengono con più frequenza di quanto si creda. Solo una parte infinitesima giungono alle pagine di cronaca, quando la vittima muore e quando i genitori sono in grado di denunciare effettivamente qualcuno, cosa rara. 

Il parroco mi dice anche che adesso la piccola ha tutto il sostegno psicologico, immagino dell’ASL. Risibile pretesa, che le tecniche di psicologi comunali possano colmare il pozzo nero morale a cui sono ridotte tante scuole, e in cui le ragazzine cadono senza più sapere rialzarsi. Un pozzo nero di cattiveria nativa esercitata da scolari su scolari, che – non più tenuti a freno da alcun controllo – riproducono la crudeltà primigenia dei branchi animali, la gerarchia spietata dove il primo è il più bruto, l’ordine di beccata dei gallinacei, l’abuso senza limite dei deboli e indifesi. Qui manca però l’innocenza della lotta di natura, delle gerarchie fra sciacalli o tacchini in branco: qui agisce la malizia della sensualità malata, appresa dai pornovideo.

So di bambine che «devono» fare fellationes al compagno, o ai compagni di classe, perché così si fa nel gruppo (che impone le sue norme d’acciaio), e perché è la condizione che il dodicenne bruto pone per «fidanzarti». Poi spesso le loro immagini, diciamo, compromettenti, passano da cellulare a cellulare dei ragazzini, e cominciano le derisioni, l’orrore di veder propalato il proprio debole «io» dall’intimità proibita alla piazza dei pari, la coscienza improvvisa della propria dignità perduta – o più precisamente, del fatto per il branco (che è il «tuo» mondo) non sei più degna, sei solo un oggetto da schernire dovunque. Tutto congiura a questo inferno: smartphone e Facebook, twitters e pedagogia permissiva, pubblicità e incuria degli insegnanti in piena bancarotta etica per primi, retorica pubblica della felicità sessuale e dell’io da «esprimere» narcisisticamente...

E non c’è niente da fare. Provatevi a proporre, che so, il divieto dei telefonini in classe, la punizione scolastica per il possesso di immagini porno, la severità, magari la raccomandazione di fuggire il peccato carnale, se non perché dà la dannazione, perché rovina il carattere per sempre a quell’età... Avrete tutti contro: scuola, pubblicitari, pedagoghi, giornalisti, persino le mamme delle bambine che soffrono e che, a volte, s’impiccano. La libertà sessuale, la felicità dal sesso, resta un viscido caposaldo della mentalità corrente; cieca alla vista di come quella promessa di felicità, portata dal progresso a bambini dalle anime informi, si tramuta in schiavitù sessale, dolore inconfessabile e vergogna di cui non si può, a quell’età, parlare nemmeno con se stessi, non essendoci le parole per dirlo.

E il mondo degli italiani adulti non è diverso. Ogni giorno dobbiamo registrare enormi corruzioni pubbliche e privati, scandali, parassitismi senza vergogna, lotte per Mammona: dai grand commis avariati fino al superiore generale dei Camilliani che fa sequestrare due religiosi che non volevano riconfermarlo nella carica, ed anche qui affiorano «violente lotte di potere, milioni di euro sottratti alle casse, proprietà intestate ad amanti, affarismo e clientelismo», leggo dai giornali.

E questo tra i successori di san Camillo de Lellis, figuratevi cos’è il resto dell’Italia – quella «laica» che si sente finalmente liberata dell’antiquato, cattolico timor di Dio. Senza più Dio, senza più giudice finale, non c’è più limite al malfare, all’arraffare, al godere: olgettine e travestiti, coca e cibo ingozzato, tutto un porcaio dove sgavazza chi se lo può permettere, a danno di chi è povero e senza potere.

Perché questo è il punto, fateci caso: tutte le promesse della società «liberata» si stanno rovesciando nel loro contrario. La strombazzata liberazione sessuale in miseria sessuale masturbatoria, solitudine, odio fra i sessi, fino alla schiavitù sessuale e violenza sulle donne. La democrazia l’hanno tramutata in oligarchia plutocratica inamovibile, in mostro freddo burocratico. La «società del benessere» sta cambiando velocemente in miseria provocata di massa; la proclamata «eguaglianza» dei cittadini in disparità scandalose fra milioni di poverissimi, e pochi ricchissimi; la «legalità» si traduce in abusi impuniti e continui dei principi del diritto, da parte del Fisco, lei «legislatori» che legiferano a solo loro vantaggio e dei loro compari, del magistrato ideologico e intoccabile: sicché ormai è l’imputato che deve provare la propria innocenza, non l’accusatore. La «cultura alla portata di tutti» è risultata in crassa ignoranza presuntuosa di una massa che crede di aver diritto alle sue opinioni (e non ha che quelle orecchiate dalle centrali di dominio), in analfabetismo di ritorno persino dei laureati. L’euro doveva metterci le ali ai piedi, ed è diventato la macina da mulino al collo. L’Europa che doveva essere la fine dei nazionalismi bellicisti, è l’arena dei più furbeschi egoismi e, soprattutto, dove regna incontrastabile la volontà del più forte.

Le promesse di felicità che si rovesciano nel loro contrario sono – per chi non ha la conformistica paura di nominarlo – il più antico trucco di Satana. «Sarete come dèi», promise, e quelli che ci credettero dovettero strappare alla terra, con fatica inumana, il magro cibo, partorire con dolore che gli animali conoscono, e spesso morire di parto o di fratricidio.

Ma questa volta, il ritiro delle promesse false a cui l’intera umanità crede, ha qualcosa di terminale. Vuol dire che il demonio non ha più bisogno di sedurci, ed ora può mostrarci la sua vera faccia, le zanne maciullatrici. Forse, le seduzioni del benessere e dell’abbondanza, in cui ci siamo compiaciuti come fossero merito nostro, ci sono state date solo il tempo necessario per toglierci le risorse spirituali che ci necessiteranno nel presente-futuro di privazioni, dove pietà è morta, uccisa dal «mercato». È forse il tempo in cui si scatenano i lividi cavalieri da cui una preghiera invocava la salvezza: «A peste, fame et bello libera nos, Domine», da pestilenze, da fame e da guerra liberaci, Signore.

Vedo, e la vedete anche voi, un’Italia che ha perso la strada, che non sa più trovare, smarrita, che sente di essere a un capolinea fatale. Ed anche qui, non c’è niente da fare: provatevi a proporre le necessarie «riforme» (che tutti vogliono, a parole), ed avrete contro tutto il progressismo, le potenti cosche dei mantenuti dal denaro pubblico, i partiti e i grandi giornali: fascismo!, ci gridano. Volete la disciplina, l’educazione al sacrificio fin dalle scuole, la preparazione gioiosa e nobile alla solidarietà e condivisione nella privazione; volete una rivalutazione dei valori della Cavalleria in una società che ha come sport il calcio, ossia il teppismo in campo; volete il fascismo, peggio – il clerico-fascismo, imporre con la forza i dieci comandamenti, decenza sessuale compresa perché nell’uomo tout se tient, e l’esibizione del vizio in un aspetto, rende possibile l’esibizione della malversazione, della irresponsabilità, dell’abuso dei potere, e della parassiticità pubblica dall’altro, l’arbitrio dei giudici dall’altro ancora, l’esazione strangolatrice che porta alla disperazione e al suicidio anime (deboli) di imprenditori.

Insomma, provatevi a delineare le «riforme» di cui questa massa di amebe ha bisogno, e le avrete tutte contro – anche le vittime. Sono le amebe che da un secolo credono di sapere qual'è «la direzione della storia», e che questa direzione non passa più per Dio, il destino eterno dell’uomo, e quindi non occorrono più fede, né rispetto di sé in vista dell’Eterno destino.

L’Italia è smarrita, sa di essere perduta, ma è irriformabile. Non ha le risorse mentali nè morali per cambiare; il peggio, temo, è che non ha più le schiere di santi viventi che intercedano per lei, come in qualche modo è sempre stato. 

C’è una sola cosa che resta da fare, ed è la grande campagna del Rosario. Il Rosario per l’Italia. Il Rosario per ottenere la liberazione dai nostri oppressori interni e internazionali, interiori ed esteriori. Ne ho già parlato, ma stavolta richiamo all’urgenza; il pericolo è già su di noi e ci travolge. Cominciamo dunque col ripetere a noi stessi la promessa che la Vergine fece a suo Lucia di Fatima: «Per il potere che il Padre ha dato al Rosario in questi ultimi tempi, non c’è problema né personale né familiare, né nazionale né internazionale, che non si possa risolvere con il Rosario»

Inutile perdere tempo a dubitare, sottilizzare; abbiamo forse un’alternativa? Si rafforzi invece la fede. Il nostro modello ideale dovrebbe essere la Crociata Riparatrice del Rosario nell’Austria occupata dai sovietici. Nel 1946 nel Santuario di Maiazell, il cappuccino Petrus Pavlicek, ex prigioniero di guerra, ebbe una voce interiore; da allora girò per la patria per convincere quanti più austriaci possibile a recitare il Rosario per la liberazione dall’Armata Rossa. La sua idea era un Rosario perpetuo: 24 ore su 24 dovevano esserci austriaci che pregavano la Vergine. Portava con sé una statua della Vergine di Fatima donatagli dal vescovo di Leira. Nel ’55, c’erano mezzo milione di austriaci – che erano allora 5 milioni in tutto – che partecipava alla preghiera, nessuna ora del giorno e della notte era senza invocazione a Maria. E nel 1955, fra maggio e ottobre, l’Armata Rossa si ritirò. Spontaneamente e senza un chiaro motivo. La Mosca sovietica non lasciò mai la presa su nessun altro Paese occupato. Non se n’è andata dalla Polonia, né dalla Romania né dall’Ungheria, né tantomeno dal lacerto di Germania che aveva strappato per sé; ma dall’Austria sì...

Maurizio Blondet

Titolo originale: Il rosario per l'Italia: è urgente


A cura di: IoDifendoilCattolicesimo.blogspot.it


2 commenti:

  1. Deep, perfetto il tuo commento introduttivo al magistrale "resoconto" di Blondet.

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    1. Grazie Gigi, ma complimenti a parte, tutte le nazioni occupate dai sovietici sono rimasti sotto la morsa dell'armata rossa, l'Austria invece è stata liberata. Ci sono certi calvinisti che asseriscono che il rosario sia satanico, io asserisco invece che loro abbiano uno spirito di errore e tante volte nelle loro predicazioni ho sentito uno spirito maligno ridere in sottofondo. Beh, contenti loro!

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