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mercoledì 18 aprile 2018

Le apparizioni della Madonna di Gimigliano. Una piccola Fatima marchigiana "rifiutata"...

18 APRILE 2018, SETTANTENNIO DELL'APPARIZIONE DELLA  MADONNA ADDOLORATA A GIMIGLIANO DI VENAROTTA (ASCOLI PICENO) (1948 - 1985)

Accesso al Santuario della Madonna di Gimigliano (AP)
Primo periodo di apparizioni: Dal 18 Aprile al 23 Maggio 1948

Il 18 aprile 1948 la Santa Vergine apparve per la prima volta ad Anita Federici, una contadina tredicenne afflitta da una malattia agli occhi, presso una rupe tufacea di Gimigliano di Venarotta in provincia di Ascoli Piceno. La Madonna invitò Anita, che stava raccogliendo legna nel bosco, a pregare per la conversione dei peccatori, parlandole nel dialetto locale. Maria le riapparve altre 25 volte, sino a quando, il 23 maggio 1948, le diede la corona della penitenza e del dolore.

Le apparizioni della Madonna furono precedute da quelle di un angelo nei giorni 3,4,9,10 e 11 aprile 1948. L'angelo aveva 5 o 6 anni, era molto bello e pieno di luce; raccomandò alla veggente di pregare molto e di recarsi da Padre Pio.

La sera del 18 aprile 1948 Anita si trovava sul luogo dove le era apparso l'angelo, quando la Madonna, circondata da quattro angeli, le si mostrò all'improvviso. Tutti le sorridevano, mentre la veggente si impaurì. Maria le fece cenno di avvicinarsi, poi la accarezzò e le mise a posto i capelli. Quindi le diede tre segreti ed altrettanti l'angelo. Ella, inoltre, le dettò i nomi dei bambini da invitare sul luogo a pregare. Anita tentò di farsi suora, ma la sua salute glielo impedì. Frequentò le magistrali, diplomandosi nel 1961. L'anno successivo si sposò con l'insegnante elementare Ruggeri Fiero, trasferendosi definitivamente a Pescarolo di Cremona.

Anita non fu la sola ad avere apparizioni mariane, da come risulta dai dossier dell’archivio della curia vescovile di Ascoli e della parrocchia di Gimigliano. Con lei numerose altre persone videro la Madonna: se ne contano 564 (261 uomini e 303 donne), di età compresa tra gli 8 ed i 70 anni, appartenenti alle più disparate categorie sociali. Le loro testimonianze furono quanto mai varie per la forma e il luogo delle apparizioni avvenute negli stessi giorni e nelle stesse ore. A due di questi, il maresciallo di marina Nicola Santacroce ed a suor Ida, Maria disse di pregare per la conversione della Russia, preannunciando la caduta del comunismo ed il Suo trionfo. Il vescovo di Ascoli Piceno nominò una Commissione diocesana d'inchiesta. 

Migliaia poi furono i pellegrini che videro segni particolari nella rupe e nel cielo, soprattutto il grande segno della roteazione del sole preannunciata dalla veggente protagonista per il 18 maggio alle ore 5,30, e ripetuta il 19 e 23 maggio, ultimo giorno delle apparizioni. La mancata apparizione del 19 settembre 1948, come preannunciato da Anita, fu giudicata come elemento a suffragio della non veridicità delle apparizioni. 

Malgrado il parere negativo dell’autorità ecclesiastica, un comitato autonomo della curia raccolse dei fondi per la costruzione di una cappella sul luogo delle apparizioni. I lavori iniziarono il 19 novembre 1950 e terminarono nel giugno del 1955. Tuttavia solo nel marzo del 1959 il nuovo vescovo autorizzò il parroco a benedire la chiesa.  Col terremoto del 1972 la chiesetta (foto a destra) fu dichiarata inagibile e fu lasciata nel più squallido abbandono.

Secondo periodo di apparizioni: dal 2/9/1985 a data indefinita

Le apparizioni mariane a Gimigliano ripresero il 2 settembre 1985 con altri veggenti, pure essi numerosi. E’ da notare, che la Madonna stessa, generalmente, non chiama veggenti le persone scelte, perché non tutti la vedono; ma li chiama "Strumenti Suoi" perché ad ognuno è stato affidato un compito particolare ed è Lei stessa e Gesù a guidarli. In vari messaggi, la Madonna e Gesù, definiscono la Grotta di Gimigliano, un "Luogo Sacro" dal quale Dio vuole realizzare un progetto di salvezza, e gli strumenti scelti sono chiamati a collaborare a tale progetto divino anche con le loro sofferenze.

Qui parliamo di Rosina, per via dei suoi messaggi, ma le veggenti e gli strumenti sono diversi. Qualcuno "vedeva" già prima di Rosina, anche se non lo manifestava per umiltà o per timore di non essere creduto. Altri strumenti sono stati scelti in seguito dalla Mamma Celeste. Ciascun veggente o strumento, pur con tanti aspetti comuni, presenta un carisma particolare. C’è chi "vede", parla con la visione e riceve messaggi, sia particolari che rivolti a tutti. C’è chi ha ricevuto il dono di "conoscere", anche a distanza, le infermità o altre difficoltà morali e fisiche di chi si rivolge per essere aiutati dalla Mamma Celeste. C’è chi ha ricevuto il dono di percepire l’infermità della persona che si avvicina e viene guidata a compiere il gesto di porre la mano sull’infermità o donare qualche fiore ecc...

Rosina Messi

Tra di loro Rosina Messi, una casalinga di 47 anni madre di cinque figli, da 19 anni ammalata di flebite e di ulcera varicosa alle gambe, che guarì prodigiosamente il 3 agosto 1986 pregando nella cappella. La veggente è una donna di cultura elementare; essa ha ricevuto messaggi anche da Gesù, oltre che da Maria.

Rosina è nata nel 1938 a Montecassiano (MC) ed ora vive in Ascoli Piceno. Casalinga e madre di cinque figli, alla semplicità e laboriosità, ha sempre unito la disponibilità verso tutti, nonostante le difficoltà di salute. I suoi solidi principi religiosi, morali e umani le infondono tanta fiducia anche nei momenti più difficili.

Fu proprio nell’acuirsi della sua infermità che ebbe le prime manifestazioni del soprannaturale. Sofferente di una brutta flebite purulenta, aveva per tanto tempo desiderato recarsi a Lourdes per invocare sollievo dalla Celeste Madre. La lontananza e le difficoltà economiche e di salute ne avevano impedito finora il viaggio; intanto le condizioni fisiche peggioravano fino a renderle difficoltosa anche la normale attività casalinga; e questo, per una madre con tanti uomini in famiglia, era motivo di grande preoccupazione. Tuttavia, fiduciosa nell’aiuto celeste, stava progettando di recarsi in un santuario più vicino, nei pressi di Salerno.

Durante la notte venne a visitarla una "bella Signora biancovestita" che le disse:

Figlia mia, perché vuoi andare tanto lontano? Io da 38 anni mi trovo a Gimigliano; ma loro si ricordano di Me solo quando hanno bisogno" (12-6-1986).

Rosina non sapeva ancora nulla delle apparizioni del 1948 e ignorava perfino l’esistenza di Gimigliano, essendo originaria di Macerata. Dietro invito della Vergine si recò a testimoniare la Visione e il Messaggio presso un ecclesiastico; ma non dovette essere stata creduta perché ne uscì piuttosto delusa. La Madonna la incoraggiò ad andare avanti e la invitò ad accettare di divenire suo "strumento".

"Figlia mia, hai visto cosa ti hanno detto? Vuoi essere mio strumento? Vai nella Chiesa dell'Adorazione e troverai un sacerdote anziano in ginocchio, che sta recitando il Rosario, riferisci che prendano i documenti del 1948" (13-6-1986).

Recatasi poi alla Grotta, alla quale si accedeva attraverso un viottolo ostruito da sterpaglie, spine e ortiche, la trovò simile ad una legnaia; tuttavia, né le ortiche offesero le sue ferite alle gambe né lo stato della Grotta le impedì di pregare con amore e riconoscenza. La Mamma Celeste però non poteva gioire di tale abbandono: 

"Figlia mia, vedi in che stato è ridotta la mia Casa? Loro si ricordano di Me solo quando chiedono grazie" (14-6-1986) e si definì "Addolorata" per tale atteggiamento dei suoi figli.

In quell'occasione la Madonna si definì "Addolorata" per tale atteggiamento dei suoi figli. 

Pochi mesi dopo, il 10 agosto 1986, Maria confidò a Rosina: "La Russia, tra il 1988 e gli inizi del 1989 si convertirà; ma per la conversione occorre digiuno e preghiera".


"Figlia mia, fai fare un quadro con tela di sacco: tre montagne, l’arcobaleno, il sole oscuro e la mia immagine che hai sopra il tuo letto. 

Sono ADDOLORATA perché questi figli hanno avuto grazie, hanno visto e dimenticato "  (15-6-1986).

La Madonna si riferiva naturalmente a tutti i segni e miracoli del 1948, che sono stati ben presto dimenticati, lasciando Lei e il suo Luogo in desolante e ingrato abbandono. Le mostrò intanto anche tutti gli altri "strumenti" che sarebbero stati scelti (oltre trenta): 

"Cara figlia, ti ho scelta per una grande missione. Presto tutte queste (sorelle e fratelli ) che vedi sotto il mio Manto saranno anche esse miei strumenti; poiché Dio le ha scelte perché hanno il cuore puro" (26-7-1986). 

Una settimana più tardi le ordinò di recarsi nuovamente a Gimigliano e fare testimonianza in Chiesa per incoraggiare altre sorelle che, pur avendo ricevuto il dono di veggenza, si tenevano tutto in segreto per timore di essere derise. In questa occasione Rosina ricevette anche la miracolosa guarigione della sua decennale ed inguaribile flebite ulcerosa.

"Quando parlavo con la Madonna Santa - racconta Rosina - forse mi agitavo nel letto tanto che mio marito al mattino mi disse che al mare sarebbe andato da solo, pensando che non mi sentissi bene. Quel giorno mi feci accompagnare da mio figlio... fino al bivio di Gimigliano; il resto della strada, fino alla Grotta, lo feci a piedi". Durante la preghiera, Rosina chiese con fiducia alla Madonna: "Madonnina mia, non ti chiedo di togliermi le sofferenze, ma che almeno possa camminare per poterti venire a trovare e compiere meglio anche i miei doveri". La Madonna non le rispose ma le sorrideva... e Rosina interpretò tale benevolo atteggiamento come accondiscendenza, e: "…presi la terra che sta sotto l’immagine della Madonna e me la strofinai alle gambe. Poi andai a Messa e parlai in Chiesa... Quel giorno tornai a casa felice, perché il sogno (che altre del paese vedevano la Madonna) si era avverato. Al mattino mi alzai bene... e quando mi guardai ai piedi le ulcere erano completamente scomparse, senza lasciare tracce... " (3-8-1986). In altre visioni la Madonna le ha precisato che il compito sarebbe stato duro e gravoso... ma Lei l’avrebbe protetta e le avrebbe insegnato una preghiera speciale da recitare in ogni necessità: "Figlia mia, il compito che ti ho dato è molto duro e ti costerà sacrifici e lacrime. Vuoi andare avanti o ti vuoi fermare?". "Madonnina Santa, faccio tutto quello che mi dici!", fu la risposta di Rosina (3-7-1986). "Figlia mia, Io ti proteggo! Tutti quelli che credono in questo luogo saranno protetti sotto il mio Manto" (4-7-1986). "Ora, figlia mia, ti insegno una preghiera; non devi rivelarla a nessuno, neanche al tuo confessore. Ogni volta che hai bisogno, che sei delusa, Io ti sarò di aiuto!" (8-7-1986). 

Rosina non si reputava idonea per tale compito, ma la Madonna la prevenne dicendole: "Cara figlia, lo ti ho scelta, non perché fossi migliore delle altre, ma perché porterai avanti la missione... ". Lei stessa infatti confesserà la propria debolezza e la paura di sbagliare: "Grazie, Madonnina... lo so che non sono degna di parlare con Te. A volte non mi sembra neanche vero; ma quando arriva la sera, non vedo l’ora di vederti. Sei tanto bella, Madonnina santa e tanto buona! Hai sempre questa voce come musica. O Madonna, fatti vedere da quelli che non credono! Se un giorno non ti vedessi mi dispiacerebbe tanto; ma vorrei che anche le mie sorelle ti vedessero. Io, Madonna santa, non so scrivere e provo difficoltà a ricordare fedelmente i messaggi e scriverli; tuttavia non voglio essere disubbidiente. Io ho tanta paura di sbagliare, tienimi sempre la tua mano sulla testa; Madonna, aiutami a comprendere sempre di più... Madonna mia, guidami. Mi metto nelle tue mani; ho paura di sbagliare. Se sbaglio, perdonami e guidami. Perché le cose divine non si possono sbagliare. Madonna aiutami. Madonnina mia, io scrivo anche se non so scrivere, perché sono 40 anni che non scrivo più. Chissà quanti errori faccio! Guidami tu a non sbagliare, Madonnina mia, pensaci tu!... " (23-9-1986). Rosina ha cercato di spiegare ciò che vede e come avviene normalmente la visione: 

I - dapprima appare come una nebbia luminosa con delle testoline e volti di angeli.., quindi dalla nebbia luminosa scaturisce la figura della Madonna, attorniata dagli angeli.., vestita di chiaro. Quando però la Madonna è Addolorata, viene senza luce e senza stuolo di angeli, vestita di scuro (grigio, viola, nero, ecc.) e con le lacrime agli occhi… le sue raccomandazioni sono accorate.

II - quando appare Gesù, non è seguito dagli angeli... Di Gesù vede solo il volto... (simile a quello delle statue, ma vivo). Qualche volta lo vede sorridente… il più delle volte è sudato, sofferente e con la corona di spine. Lei lo ha anche abbracciato, ma Lui non le ha parlato. Altre volte ha visto la CROCE, bianca e luminosa che emette raggi di luce, senza il volto di Gesù. Dalla Croce ode scaturire la Voce dolce, ma virilmente risonante, che le dà i Messaggi (cfr, 1-6-1989; 2-6-1989; 3-6-1989; ecc).

Nel sentire la voce senza vedere niente altro che la Croce, alta circa un metro, Rosina ha avuto paura ed ha esclamato: "Madonnina mia, chi è che mi parla?" Aveva paura di essere ingannata dallo spirito menzognero (la Madonna infatti dice di stare molto attenti, perché lui si intrufola facilmente quando ne ha possibilità). La Madonna le rispose: "E’ mio Figlio che ti parla, non temere; perché con la Croce non può venire il maligno". Dunque, quando Rosina vede la Madonna, parla con Lei, ne riceve i Messaggi.., e poi viene invitata a scrivere. Ma come può ricordare tante cose così sublimi e superiori alla sua cultura religiosa e letteraria? Lo spiega la Madonna stessa in un messaggio: "Figlia mia, ti ho guidata sempre: è la Mia mano che ti guida quando scrivi. Concedimi tutta la tua fiducia, figlia mia, con grande umiltà e purezza di coscienza, con grande fede nella mia potenza. Resta sempre giovane nello spirito! Io ti annuncerò e ti suggerirò non soltanto ciò che ti chiedo di dire, ma anche ciò che ti concedo di fare; e allora quello che dirai e farai, sarà veramente fruttuoso. Più c’è umiltà e più c’è comunione nello Spirito Santo. L’amore sarà più forte quando è lo Spirito Santo a generare e guidare il pensiero" (1-1-1989).

Tali eventi hanno fatto rifiorire d’improvviso il Santuario e hanno mosso le folle che, dalla fine di settembre 1986, ancora accorrono non solo da tutte le Marche e dal vicino Abruzzo, ma anche dalle più lontane regioni d’Italia, assicurando la presenza quotidiana di fedeli nel piccolo Santuario. 

Gli elementi di disturbo esterni nel secondo periodo di apparizioni

Durante questo nuovo picco di devozione si inserirono delle figure che arrecarono notevoli danni all'immagine del luogo. La prima figura fu un certo Paolo Trainini, il discusso speaker dei messaggi della Vergine, che autonomamente aveva preso in pugno la situazione e che, il 25 gennaio 1987, portò a Gimigliano Kamm, il veggente australiano di Wollongong, il quale fece persino la radiocronaca in diretta dei suoi colloqui con la Madonna. Ciò ha fatto calare notevolmente il flusso dei credenti nella cappella. Nel 1987 i due, Paolo Trainini ed il presunto veggente Kamm, fondarono addirittura una "Scuola di Veggenti".

Quest'ultimo individuo ed il suo movimento, l'ordine di Saint Charbel, sono stati ufficialmente scomunicati dal Vescovo di Wollongong il 16 giugno 2002, dopo un'indagine partita dall' 8 ottobre 1998 per conto della stessa Arcidiocesi. Negli ultimi anni diffondeva messaggi dove la Madonna gli avrebbe detto che lui sarebbe stato il prossimo Papa...; nel novembre 1997 andò sul canale nazionale australiano TCN Channel 9 a spiegare il suo diritto di poter far sesso con le sue "regine", dicendo che la Vergine Maria aveva sospeso le leggi normali e soprattutto quelle riguardo, come nel suo caso, all'adulterio. Infatti ha avuto dei figli fuori del matrimonio, il cui divorzio era stato consentito proprio nello stesso anno.

Ovviamente, come in tutte le sette di tipo apocalittico, il "capo spirituale" ordina continuamente dei sacerdoti e dei vescovi per darsi una parvenza di ufficialità e poter soggiogare, per ignoranza, altre persone. Nel sito internet della setta (www.shoal.net.au/~mwoa/index.html) vi sono i nomi degli ultimi "consacrati". Nonostante siano stati esclusi, ufficialmente e per motivi eretici e scismatici, dalla Chiesa Cattolica. La setta prolifera nonostante tutto anche in altri paesi del mondo, e si sta espandendo dal Giappone all'America; fatto comprensibile visto che la Chiesa locale imputa a William Kamm di possedere, grazie al plagio degli "eletti", diversi milioni di dollari.

Durante i due cicli di apparizioni più volte il sole prese a roteare vorticosamente attorno a sé, cambiando colore ed avvicinandosi rapidamente alla terra.


L'APPARIZIONE RIFIUTATA 
(L'inchiesta di Maurizio Blondet -17/07/2010-)

Don Francesco Mangani, un giovane prete che Maurizio Blondet incontrò ad Ascoli Piceno, gli raccontò questa strana storia.

Nel 1948, tra l’aprile e maggio, la Vergine apparve nella spaccatura di un dirupo presso il paesino di cui lui è parroco (oggi non più n.d.r), Gimigliano. Apparve ad una contadinella di 13 anni, Anita Federici, nell’aspetto dell’Addolorata, con la spada nel petto, accompagnata da quattro angeli-bambini.

Fu un evento grandioso, ampiamente riportato dai giornali dell’epoca (soprattutto il Messaggero), anche perchè attrasse decine di migliaia di pellegrini da tutta Italia e dall’Europa, fu accompagnato dal fenomeno del Sole già constatato a Fatima (e lo attestano i rapporti dei carabinieri dell’epoca), ma specialmente da un fenomeno inaudito: a vedere la Madonna non fu solo la ragazzina (con cui l’Apparizione parlava in dialetto ascolano), ma migliaia dei presenti, contadini e operai, medici e commercianti, carabinieri e militari, suore e frati. La videro credenti e miscredenti, gente dagli 8 ai 70 anni. La curia raccolse 564 testimonianze giurate, che rendono la stupefazione, la commozione e lo sbalordimento dei testimoni di così diversa qualità.

Esistono anche le relazioni degli interrogatori che la bambina subì.

In uno, il 5 maggio, condotto dal brigadiere dei carabinieri Diana alla presenza di due parroci, don Caioni e don De Angelis, ad Anita viene domandato:

«Perchè non chiedi alla Madonna qualche miracolo, così crediamo meglio a quello che dici?».

Anita risponde:

«Domenica scorsa (era il 2 maggio) ho detto alla Signora: ‘La gente vuol vedere qualcosa’. La Madonna battè il piede destro sulla terra che tremò tutta e disse piangendo: ‘I miracoli, i miracoli!’. E tutta risentita e afflitta: ‘Le vostre offese sono tante in me!’ Nel frattempo mi toccò il petto con tutt’e due le mani che poi ritirò battendole forte sul suo petto, tanto che m’impaurii e mi alzai in piedi. Come era triste questa volta la Madonna! Altre volte quando mi salutava sorrideva, questa volta invece era molto triste e piangeva».

La prima visione l’aveva avuta il 18 aprile, disse, «la sera, quando non c’era nessuno: chi era a votare chi alla benedizione». Si ritenne allora che l’apparizione segnalasse il grave pericolo corso dall’Italia con quelle elezioni, che rischiavano di dare il potere ai comunisti.


L’apparizione dava messaggi come:

«Si commettono troppi peccati, ogni giorno. Pregate per la conversione dei peccatori, pregate per la conversione della Russia. Pregate per il Papa, per il clero. Pregate l’angelo custode».

O anche: «Preghiera, sacrificio, vittima!», «preghiera, riparazione, sacrificio».

Il 7 maggio, con le lacrime agli occhi:

«Il mio nome è troppo offeso. Sono troppi i peccatori nel mondo. Dì ai bambini che preghino molto per i peccatori (e calcando la voce) che non facciano più peccati, che non bestemmino più il mio nome! Mio figlio non ne può più!».

Più volte chiese «riparazione e silenzio». Maria diede alla ragazzina «tre segreti», ordinandole di non rivelarli se non 15 anni dopo.

La Vergine promise che lì sarebbe sorto un grande santuario. Si raccolse denaro, esiste un disegno di un architetto per un santuario più grande e fastoso di Fatima. Ma qualcosa non andò.

Un’apparizione, che la Vergine aveva promesso ad Anita per il 19 settembre, e che aveva radunato una folla immensa, non avvenne; Anita era nervosa, disse poi che la Madonna le aveva fatto sapere che non sarebbe apparsa mai più «se il suo messaggio non fosse stato accolto».

Fu una giornata terribile.

Un cappuccino, Emidio d’Ascoli, sbottò a gridare nel megafono alla folla: «Non c’è nulla di soprannaturale. Anita non ha visto mai la Madonna. Andate a casa, figlioli».

Eppure centinaia avevano visto. Un’uscita dettata dalla delusione, dall’amarezza, e dal comportamento della folla. Sul settimanale della curia vescovile, un sacerdote racconta:

«L’impressione che riportai fu veramente pessima: il popolo era scomposto: pochi biascicavano qualche Ave Maria, ci fu chi proferì imprecazioni e malanni contro le autorità e contro quelli che, vicino alla grotta, impedivano la visuale. Chi rideva, chi fischiava, chi batteva le mani come se stesse assistendo ad una partita di calcio o più propriamente di pugilato. Tra la folla poi si distingueva particolarmente una voce infernale che imprecava e malediceva. Qualche buffone maleducato con frasi sciocche e insulse suscitava l’ilarità di parecchi fra i più sciocchi».

Il discorso fu chiuso da un’autorità ecclesiastica ostile. Al posto del grandioso santuario, con vari sforzi e con l’opposizione del vescovo, alcuni che avevano «visto» riuscirono a far costruire una modestissima cappella votiva. Vi fu messa una statua della Vergine, scolpita da tal Firopanti, commerciante in stoffe e artista dilettante, uno che aveva avuto la visione.

Nella foto vestita di bianco, Anita Federici
Nella cappella si mantenne per anni un culto spontaneo dei «veggenti» di massa, anche con episodi discutibili. Ma la cappelletta fu chiusa, almeno in certe ore, e il culto a poco a poco si spense.

La veggente Anita, che aveva meditato per qualche tempo di entrare in convento (spintavi dai sacerdoti, secondo i quali chi aveva avuto certe visitazioni privilegiate avrebbe dovuto ritirarsi nella vita contemplativa), nel 1962, 14 anni dopo i fatti, si sposò con un insegnante che l’aveva contattata dopo aver letto un articolo della Domenica del Corriere sui fatti di Gimigliano. La donna seguì il marito nel nord Italia.

Fu la pietra tombale sugli strani fatti. O almeno così si credette. Passarono 38 anni.

Nel 1986, una casalinga ascolana di nome Rosina Messi, gravemente malata di flebite e ulcera varicosa tanto da non poter camminare, desiderava andare in pellegrinaggio presso Salerno, a Oliveto Citra, dove avvenivano apparizioni della Vergine, con presunte guarigioni. Ma, con marito e cinque figli, non c’erano i soldi per il viaggio.

Una notte di luglio, in sogno, vide la Madonna in veste bianca, il volto dolcissimo, che le diceva:

«Perchè vuoi andare tanto lontano, dal momento che io sono a Gimigliano, dove non mi hanno voluta?».

Rosina non aveva mai sentito parlare non solo delle apparizioni, ma neppure di Gimigliano; non sapeva nemmeno che esistesse un paese con quel nome. Cercò informazioni, anche dal vescovo, che la congedò freddamente; chiese l’aiuto di un vecchio sacerdote che la Madonna le aveva indicato in un altro sogno, e che non ebbe il coraggio di accompagnarla dal vescovo.

I sogni si susseguirono: in uno, la Madonna le rivelò di essersi mostrata, prima che a lei, a un’altra donna di Ascoli che frequentava la cappellina deserta di Gimigliano.

Il 3 agosto, domenica, Rosina, all’insaputa di suo marito, chiese al figlio maggiore di portarla in macchina fino alla contrada Curti; da qui proseguì, a piedi e recitando il Rosario, fino a Gimigliano. Assistè alla Messa nella chiesa parrocchiale e, all’uscita, parlò coi fedeli delle sue visioni. Raccontò anche di aver saputo che una delle donne lì presenti aveva avuto l’apparizione, ed aveva taciuto.

Una delle donne infatti, quarantenne, si precipitò in sacrestia e davanti al parroco testimoniò in lacrime che il 2 settembre dell’anno prima, 1985, aveva scorto nella cappellina abbandonata l’immagine della Addolorata sopra l’altare, mentre lentamente ascendeva; ma non aveva detto nulla per non aver guai.

La signora Rosina dal canto suo andò nella cappella, raccolse del terriccio e se ne strofinò le gambe malate. Lei dice di essere guarita, il suo medico che è solo migliorata; fatto sta che cammina da allora.

Il culto e la devozione popolari sono risorte. Il fatto è che da allora Rosina Messi ed altre presunte veggenti, nel silenzio assente dell’autorità ecclesiastica, nella cappella accolgono le folle rinnovate – che giungono a piedi da grandi distanze, recitando il Rosario – con riti di loro invenzione: raccontano i loro sogni, visioni e viaggi celesti, vengono baciati sulle mani dai presenti, esse stesse baciano l’immagine della Madonna, carezzano a nome della Madonna le teste dei fedeli, donano fiori e petali che consigliano di mangiare o bere in infuso per ottenere guarigioni (una «cura» che già consigliò Anita nel ‘48, su indicazione, disse, della Madonna).

A volte, fra gruppi di «veggenti», sono scoppiate liti e gelosie. Orazioni guidate, veglie di preghiera, marce di cinque ore su scoscese salite portando pesanti croci, rituali a volte stravaganti, una manifestazione di fede popolare spontanea e «selvaggia» che presenta ovvii pericoli.

I fedeli «rivelano gravi carenze dottrinali e sacramentali», ha scritto don Attilio Galli, un prete che ha studiato il caso; «Non dico che sia un’espressione cosciente di un’opposizione al cattolicesimo sacerdotale o più esattamente clericale, ma l’insoddisfazione dei fedeli per alcune interpretazioni ufficiali».

Nonostante ciò, don Galli è stato convinto fino alla sua recente morte che ci sia più che qualcosa di autentico in queste «liturgie religiose celebrate da laici per semplici laici»: si sarebbero verificate conversioni clamorose, guarigioni, locuzioni interiori e chiaroveggenze attestate da sacerdoti.

Don Galli vi vedeva l’alba di una «religione dell’interiorità» opposta alla «religione dell’autorità» gerarchica; una chiesa carismatica dove i fedeli sono attivi e non passivi recettori di servizi religiosi.

Il vecchio prete giunse ad accusare «l’ignoranza, la disattenzione e l’ostacolo posto da molti consacrati al piano divino della Mamma celeste... forse l’invito alla preghiera per la santificazione del clero non è stato abbastanza raccolto». E a chi obiettava per questa sua mancanza di rispetto verso le gerarchie, ricordava che nel vecchio Diritto Canonico un capitolo si chiamava «De peccato taciturnitatis», ossia «i peccati dei fedeli che stanno zitti davanti a errori o mancanze dei loro superiori».

Non è difficile scorgere i rischi di devianza ereticale di una chiesa «carismatica» affidata al «popolo credente» – anche se ciò era proprio degli inizi della Chiesa, con tutti i relativi eccessi e carenze dottrinali delle cene e del parlar le lingue.

Don Francesco, che si batte per riaprire il caso Gimigliano e spera sia istituita una vera commissione ecclesiastica «finchè la veggente Anita e molti testimoni sono ancora vivi», pensa che la Chiesa d’oggi non sappia più accettare e guidare con mano sapiente questi fenomeni sovrannaturali, con tutto il conseguente vulcano di devozione popolare che producono.

Cita un mariologo da lui interrogato: «Se Lourdes e Fatima fossero avvenute oggi, probabilmente la Chiesa ufficiale non le avrebbe approvate».

Naturalmente, nascono molte obiezioni a questa posizione. La più ovvia è quella del «mancato successo», per così dire, dell’Apparizione. E’ facile dire: «Se la Madonna appare, trova la strada per farsi riconoscere». Ma questa, temo, è una visione troppo deterministica, e magica, della onnipotenza divina. La libertà umana, la terribile libertà che Dio ci ha dato perché vuole che lo amiamo liberamente, può sempre rifiutare, o diventare infedele, alla grazia di una visione, di un così speciale privilegio.

Il giovane ricco del Vangelo sapeva che Gesù era il Cristo, ma non volle seguirne il richiamo nella povertà, «e andò via triste»; chissà quanti videro Gesù, lo ascoltarono, ne constatarono i miracoli, e non cambiarono vita. Persino la venuta di Cristo avrebbe potuto «fallire», se non fosse stato per pochi discepoli coraggiosi abbastanza da testimoniare, decisi anche a dare la vita?

Fa paura pensarlo. Ma forse è così. Nessun miracolo o apparizione obbliga a ben agire chi ne è privilegiato, non ne determina il destino.

«Se non vi pentite e non convertite i vostri cuori cadrete tutti in un baratro», disse la Vergine apparsa a Kibeho in Ruanda nell’agosto 1982, e le giovani veggenti videro immagini spaventose, corpi decapitati, cadaveri abbandonati insepolti, persone che si uccidevano tra loro, fiumi di sangue e incendi. Ciò non trattenne il massacro reciproco di tutsi e hutu un decennio dopo; centinaia di tutsi che s’erano asserragliati nella stessa chiesa dell’apparizione furono bruciati vivi; e poi, nella piazza del santuario stesso, ottomila hutu furono massacrati. Molti preti parteciparono alle stragi.

Nemmeno il comportamento dei veggenti dopo la visione può assicurarci della verità o della falsità del fenomeno; sempre perchè i veggenti restano liberi di non rispondere, di sviare.

Massimino, uno dei due bambini di La Salette, finì come distillatore di grappa (che chiamò «Acquavite Notre Dame») ed ebbe guai con la polizia. La veggente di Gimigliano, Anita Federici, sposandosi, ha deluso molti. Ma ha sofferto molto nel matrimonio in mano ad un uomo violento (le sofferenze le erano state profetizzate dalla Vergine Addolorata), ed ha condotto una vita di fedeltà profonda al messaggio dell’apparizione.

Del resto, persino la ragazzina che nel 1933 vide la Madonna a Banneux in Belgio (apparizione riconosciuta dalla Chiesa nel 1949), fu sposata per pressione delle sue sorelle contro la sua volontà, e da ultimo visse da divorziata – non per sua colpa, e non si risposò.

Anita Federici vive ancora, santamente, ed è estremamente riservata sulla sua vita e sui suoi dolori. Dei tre segreti, che doveva rivelare solo 15 anni dopo, don Francesco che l’ha intervistata è riuscito a farle dire solo questo: che nel 1963 li ha comunicati per iscritto all’autorità ecclesiastica più alta, a cui erano riservati. Non pare abbia avuto risposta, né segno di ricevuta.

Era il 1963, il Concilio Vaticano II era cominciato da qualche mese, e regnava Paolo VI. Don Francesco ha avuto l’impressione che i segreti riguardassero l’apostasia nella Chiesa (2 Tessalonicesi 2,3-4).

Il fatto che a Gimigliano la Vergine sia stata vista da centinaia e forse migliaia di persone non è, come ritenevo, privo di precedenti.

Vittorio Messori mi dice che decine di fedeli videro la Madonna mentre erano riuniti in preghiera nella chiesa di Pont Main in Bretagna, il 17 gennaio 1871: erano le giornate di Sedan, le truppe prussiane avanzavano inarrestabili ed erano a pochi chilometri dal paese. Per tre ore la Vergine ascoltò in silenzio attento il Rosario che i fedeli angosciati recitavano, e gli inni che cantavano. Alla fine apparve sotto la sua figura un gran cartiglio con la scritta: «Se pregate, figli miei, Dio vi esaudirà prestissimo, mio Figlio si lascia commuovere». Il mattino, i prussiani decidono di fermare l’avanzata.

Capisco che tutto questo è terreno fertile ad illusioni, fanatismi, ed anche – nel nostro tempo – a devianze verso forme selvagge di religiosità; posso capire che qualcuno possa dubitare che la visione di Gimigliano sia, magari, satanica in quanto la religiosità che vi si mostra è estranea alla Chiesa.

Ma a me commuove e addolora l’idea che la Vergine sia ancora lì, «dove non mi hanno voluta», decenni dopo, lei sì fedele.

di Maurizio Blondet - (17/07/2010)


IL VOLTO DI GESU' APPARSO NEL SANTUARIO DI GIMIGLIANO

"Il Signore si è affacciato dall’alto del suo Santuario,
dal cielo ha guardato la terra" (salmo 101, 20)
Messaggi e segni premonitori:

Da tempo la Madonna suggeriva di guardare verso il cielo, perché avremmo avuto tanti segni:

"Dio vi manda tanti segni nel cielo ... guardate la luna, le stelle, il sole, e vedrete la Croce, l’Ostia ... e non pensate che siano gli occhi che fanno scherzi. Gli scienziati cercheranno una spiegazione scientifica; ma Dio non è una scienza." (messaggio del 10-8-1986) .

- "... guardate sempre il cielo, ci saranno tanti segni " (messaggio del 1-1-1988)

- " ... guardate attentamente verso il monte dell’Ascensione; è lì che inizieranno i primi segni !" (messaggio del 25-6-1989).

Veramente, dal 1986, molti sono stati i segni nel cielo e presso la Grotta di Gimigliano.

La mattina del 6 maggio 1987, due raggi di luce intensa scaturirono misteriosamente dalla Roccia dell’apparizione. Il fenomeno durò circa un’ora. Il parroco e le altre persone presenti che videro resero testimonianza. (cfr. Carlino Ascoli 7 maggio 1987).

Il primo ottobre 1987, verso il tramonto, per venti minuti circa, il sole apparve rutilante e colorato ai fedeli di Gimigliano: "... pulsava come un cuore, aveva un alone ora giallo ora rosso; ma dentro era tutto bianco, simile ad un’Ostia. La sua grandezza era tre o quattro volte più del normale. Si avvicinava alla terra, poi si fermava, ondeggiava, ci veniva di nuovo incontro" (cfr. Carlino Ascoli 3 ottobre 1987).

La sera del 6 ottobre, sul cielo di Gimigliano, le stelle insieme alla luna: palpitano, si accendono, si spengono, si avvicinano, si allontanano. (cfr. Carlino Ascoli 10 ottobre 1987).

Il 20 e 21 dicembre 1987 la signora Luciana G. di Tolentino dichiarò di aver visto il sole ballare vorticosamente dalle 7,45 alle 9, assumendo vari colori e 16 raggi, simili a quelli dell’ostensorio.

Finalmente la mattina del 4 febbraio 1988, verso le ore 1 1,45, un "veggente" di Gimigliano, consapevole delle esortazioni della Mamma Celeste, di scrutare i segni del cielo, segue un impulso misterioso che lo muove a scattare con una polaroid una foto verso un palpitante punto luminoso sul cielo in direzione della montagna dell’Ascensione. Ne scaturiva l’immagine del Santo Volto di Gesù.

Qualche giorno dopo, un messaggio celeste, dato ad altro "strumento" diceva: "questo Volto è carne, ossa e sangue di Gesù".

MESSAGGI DELLA MADONNA E DI GESU’ SUL SACRO VOLTO:

" .., non abbiate dubbi su questa Immagine! Poi non avrete dubbi: Lui si farà vedere, per darvi coraggio e tanta fede. Questo è il vero Volto del Mio Figlio Gesù, e nessuno deve avere dubbi". (messaggio del 29 giugno 1989).

"Tutto ciò che si trova in questo luogo sacro (Grotta) è degno di rispetto.

Cristo Gesù è vivo nel Quadro ...". (messaggio-grafico del 4 giugno 1988)

La sera del tre giugno, quando il quadro del Sacro Volto fu trafugato dalla Grotta, uno "strumento" ebbe l’estasi nella propria abitazione, col seguente messaggio: "…questa sera Mi hanno profanato, Mi hanno messo via come immondizia, ma poi si sono pentite".

I presenti a tale notizia, volevano avvertire il parroco e fare ricerche; ma il messaggio continuò: "non occorre avvertire il parroco, perché (don ...) Mi troverà; ha già avvertito la Mia presenza ..." (messaggio del 3 giugno 1988)

In quel medesimo istante infatti (don ...) si trovava a pregare alla Grotta e stava per rinvenire il Quadro nascosto.

Nel luglio 1989, lo "strumento" C. rivolta in estasi verso i quadri della Madonna e del Volto Santo di Gesù, ebbe il seguente messaggio: "Lei è scesa ... Lui è sceso! Le prove che volevano … ma ancora si dubita. Tutti dubitano, anche i Miei strumenti. E’ per questo che in questi giorni stò parlando con il Mio cuore addolorato. Pochi sono gli strumenti che vengono a pregare; sono in giro… e questo luogo sacro rimane deserto e solo. Figli miei, non lasciate questo luogo solo! Dobbiamo vincere l’avversario. Gesù ha permesso che voi… è il vero volto di Gesù! Avete avuto più di ogni altro luogo; non è possibile che non vi basti un segno così grande! Voi chiedete, figli miei, ma in cambio non volete dare nulla" (C. 31 luglio 1989). "Gesù e la Mamma vi hanno dato tanti segni, tantissimi. Vi hanno dato Gesù, il Suo volto, il suo vero volto. Tenete, tenete quel Volto nelle vostre case; tenetelo nei posti dove tutti lo potranno vedere! Vi proteggerà, vi aiuterà, vi darà forza e coraggio." (messaggio del 10 ottobre 1989).

IL VOLTO SACRO E LA SINDONE

Il Volto Sacro garantisce l’autenticità della sindone, e da essa ne riceve garanzia. E’ infatti troppo simile alla sindone per dubitare che non sia il Volto appartenente alla medesima Persona. Ma è anche abbastanza diverso per suppone che sia stato ricavato da essa. Anche quando molti dubitavano dell’autenticità della Sacra Sindone a causa delle momentanee ipotesi scientifiche che la collocavano al secolo XII, i messaggi di Gesù e della Mamma Celeste e il confronto col Volto Sacro, ci hanno dato sempre sicurezza nei confronti del Sacro Sudario; "Figlia mia, mi chiedi e già mi hai chiesto se la Sindone sia il vero lenzuolo che ha avvolto il Mio Corpo. Sì, figlia! anche la Mia e tua Madre ha confermato il vero lenzuolo. Ci sono dei falsi; ma quello che si trova a Torino è il mio lenzuolo". (dal messaggio di Gesù del 1 giugno 1989). "… la sindone di Torino è il lenzuolo che ha avvolto il Mio sudore, il Mio sangue e gli spasimi miei più atroci. Mai la scienza potrà spiegare il fenomeno della sindone". (messaggio di Gesù). A fianco vengono riportati i due volti: a sinistra il Volto di Gesù, ricavato dalla Sacra Sindone a Torino, a destra quello apparso nella foto di Gimigliano. Perfettamente uguali.

CIO' CHE AFFERMARONO GLI ESPERTI DI FOTOGRAFIA

prof. Ettore Tavoletti
Il prof. Ettore Tavoletti (foto a destra), ex docente presso l’Istituto Statale d’Arte Osvaldo Licini di Ascoli Piceno, ed esperto in arte fotografica, che all'epoca fu a capo di una equipe tecnica di studi analizzò per oltre un anno l’immagine del volto Santo arrivando alle seguenti conclusioni: 

"Ignoriamo se si tratti di miracolo oppure no, e non spetta a noi stabilirlo. Però escludiamo che si tratti di una riproduzione da qualche precedente immagine. Se fosse stata una qualunque stampa tipografica, i forti ingrandimenti, ai quali abbiamo sottoposto l’immagine, avrebbero rilevato l’esistenza del retino sotto forma di puntini grigi. Invece del classico moirè si nota un fondo sfocato ma pulito, senza grana, tipico di certe fotografie. Ho visto anche colui che ha scattato la foto, persona inesperta di fotomontaggi complicati, e ho visto la macchina usata, una vecchia polaroid con un fuoco fisso. Con quella macchina sarebbe stato impossibile fotografare un santino e cavarne un primo piano come quello che noi abbiamo analizzato. Sinceramente non riusciamo a capire come abbia potuto ricavare una immagine simile. Ci è parso che quell’immagine avesse una forte somiglianza con quella della Sindone; perciò abbiamo controllato bene. In effetti la somiglianza esiste; ma valutando i dati parametrici del viso abbiamo rilevato una differenza di fondo tra il Volto della Sindone e il Volto della foto. Il Volto della sindone è più sfilato, forse perché è l’immagine di un volto senza vita; mentre il Volto "santo" di Gimigliano è vivo. Studiando l’illuminazione del Volto della foto dal punto di vista tecnico si rimane sconcertati, in quanto non si riesce a capirne la tecnica eventualmente adottata che esula da ogni regola. Se tale foto sia la dimostrazione di un miracolo non spetta a noi dirlo; sicuramente possiamo affermare che si tratti di una foto autentica e originale."

PRODIGI SCATURITI DALLA SACRA IMMAGINE

Il quadro del Sacro Volto di Gesù, collocato sopra l’altarino della Grotta, oltre a suscitare devozione nei fedeli, ha rivelato effetti prodigiosi. Verso i primi del mese di dicembre 1988, uno "strumento" di Gimigliano, durante l’estasi nella Grotta, invitava i presenti a guardare il quadro, vi si scorgeva una macchia rossa che si andava formando sul Volto di Gesù, all’altezza del naso. Il 13 dello stesso mese, verso le ore 20, erano ben tre le macchie sanguigne che si delineavano sul Volto divino: una sul sopracciglio sinistro, una sul dorso nasale, l’altra a destra del naso. Il tutto durava circa 15 minuti, sotto lo sguardo meravigliato delle dieci persone circa che firmavano la loro testimonianza. Prima che il S. Volto si macchiasse, il "veggente-strumento" aveva visto l’Immagine congiungersi, muoversi, fluttuare, sfumare e perdere i connotati netti, come quando ci si specchia nell’acqua agitata.

Il 22 dicembre, verso le ore 19, altre due macchie rosse si formavano sulla parte frontale destra della Sacra Immagine. Il fenomeno appariva anche sul vicino quadro del "Gesù Misericordioso" : una macchia rossa sulla parte destra della fronte, una sullo zigomo destro, con una scia che lo congiungeva al sinistro. Questa volta il prodigio durava circa 30 minuti. Oltre ai tredici presenti, che firmavano la testimonianza, è intervenuto anche il parroco, che ha visto e confermato l’evento. 

Infine, il 24 dicembre alla stessa ora, sono apparsi i segni in entrambe le Immagini: una macchia rossa perpendicolare sulla fronte del Gesù Misericordioso, e una grossa lacrima sotto l’occhio destro del Volto Santo. Il fenomeno durava 15 minuti; e le quindici persone presenti hanno visto e testimoniato. Innumerevoli sono le testimonianze dei segni e grazie, sia di ordine spirituale che fisico, ricevute da fedeli che si sono rivolti a Gesù onorandone il Sacro Volto.

Articolo e foto a cura di DeepMoon Amministratore

IoDifendoilCattolicesimo.blogpspot.it

Fonti di ricerca:

http://www.mariadinazareth.it/www2005/Apparizioni/Apparizione%20Gimigliano%20di%20Venarotta/Storia%20apparizione.htm#fine

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=21277&Itemid=100021

http://www.croponline.org/gimigliano.htm


GIMIGLIANO OGGI 2018

Accesso esterno del santuario di Gimigliano con statua della Madonna a lato

Dettaglio Nicchia della Madonna di Gimigliano fuori dal santuario

Altare all'interno del santuario

In alto al centro sopra l'altare, statuetta-riproduzione della Madonna di Gimigliano collocata nella nicchia di tufo, luogo esatto dove apparve ad Anita nel 1948 

Statua della Madonna Addolorata di Gimigliano, restaurata dall'artista Luciano Cordivani nel 2017. Esposta al centro città di Ascoli Piceno in via dei Salvioni nei pressi della bottega di maioliche d'arte del suddetto autore


LEGGERE QUI TUTTO L'ARTICOLO SUL RESTAURO DELL'ARTISTA CORDIVANI

Attualmente, il santuario è chiuso al pubblico a causa del terremoto avvenuto in centro Italia nella notte del 24 agosto 2016. La chiesetta dove si svolgono le funzioni liturgiche è tutt'ora attiva, e i fedeli aspettano tutt'oggi (2018) la riapertura del luogo sacro dove apparve la Madonna ad Anita Federici. Tutt'ora dichiarato inagibile dalle autorità competenti locali e in attesa di verifiche, le lungaggini burocratiche sembrano non finire mai... ma siamo fiduciosi in una prossima riapertura e nelle vostre preghiere, per il bene nostro e di tutti quei fratelli cattolici credenti che verranno a visitare questo santo luogo. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen. (DeepMoon Amministratore)


Foto (scattate a novembre 2017) di DeepMoon Amministratore

Di: IoDifendoilCattolicesimo.blogspot.it


7 commenti:

  1. E' incredibile come questo luogo Benedetto abbia trovato poco terreno fertile nella fede del Popolo. Non sono bastati i tantissimi segni e apparizioni ad oltre 500 persone. Ma il fatto più doloroso è ancora una volta la mancanza di Fede della Chiesa ufficiale, che avrebbe potuto rendere Gimigliano un luogo di risveglio della riscossa Cristiana.

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  2. Qui la Madonna è presente e manterrà le promesse fatte a tutti quelli che crederanno. Ora si tratta di impegnarci a far conoscere il Suo Messaggio.

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    1. Nei luoghi che Lei è apparsa assicura la sua presenza anche se non la si vede : rendiamoci conto di questa realtà e rimaniamo in ascolto....

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  3. Gli IDOLATRI non erediteranno il Regno dei cieli. Voi siete ciechi e insegnate la MENZOGNA.

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    1. Rilassati con le tue massime luterane che già conosco. Buon Natale! Anzi no, per voi Natale è la festa dei druidi. Ma quanto siete colti.

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    2. Salve, se posso dare il mio modesto parere vorrei rispondere ad anonimo che ha scritto il commento sopra. Voi accusate i cattolici di essere "idolatri" e che “non erediteremo il regno di Dio”, ma voi che state sempre ad accusare gli altri credendo di essere cristiani migliori solo perchè leggete una bibbia (tra l'altro protestante e incompleta) dicevo, voi cosa erediterete se state fuori dai sacramenti della chiesa, dalla confessione, dall'eucaristia, dal matrimonio cattolico ecc? Voi mi ricordate un passo nel vangelo di Matteo 7 che dice "Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, abbiamo scacciato demòni nel tuo nome e compiuto miracoli sempre in tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità." Non starà parlando di voi che siete fuori dalla chiesa, vi spacciate per cristiani rinati e dite di aver ricevuto lo spirito santo e poi invece di essere uniti in un solo corpo, una sola chiesa e un solo sirito, avete formato diverse denominazioni, diverse chiese, diverse sette che differiscono l’una dall’altra per le dottrine e siete pure in conflitto fra voi? Io diffido da gente come voi perché non sapete nemmeno interpretare le scritture ma ve le accomodate come meglio credete per avvalere i vostri ragionamenti. Scusate lo sfogo ma io lascerei questa gente nel brodo della loro ignoranza e testardaggine. Tra l’altro è pure presuntuosa.

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    3. Caro anonimo, non ci perdere troppo tempo, tanto non lo vogliono capire. Una volta ero uno di loro che seguivo il profeta di destra, poi di sinistra e poi quello di centro ecc ecc ecc coinvolto in veri confusione dottrinale e scontri continui e snervanti. Capii che queste non potevano essere la vera chiesa di Cristo. Poi mi son messo a ricercare le fonti storiche e a indagare sulla tanto odiata chiesa cattolica e poi ho capito. Ho riportato studi di altri autori che erano come me e che avevano scoperto questo sulla chiesa. E' tutto nel blog e non aggiungo altro nei commenti. Grazie per il tuo contributo.

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