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martedì 10 aprile 2018

Papa Francesco abbraccia la figlia di Asia Bibi e ascolta il dolore di una vittima di Boko Haram


Aasiyah Naurīn Bibi
Vi ricordate di Asia Bibi? La donna cristiana cattolica pakistana (foto a destra) incarcerata dal 2009 per presunta blasfemia? La donna cristiana avrebbe osato attingere acqua in un pozzo dove si recano anche delle donne musulmane che considerano i cristiani come gente impura e appestata. Ella è stata accusata da quelle vipere di aver insultato il loro prezioso "profeta" solo perché non possono vedere i cristiani e quindi non tollerano che attingano acqua alla stessa fonte per non rimanere contaminati - secondo le loro regole da medioevo - allo stesso pozzo. Questo è l'Islam. Vi riporto un aggiornamento del 24 febbraio 2018 sul caso Asia Bibi (più correttamente Aasiyah Naurīn Bibi) e sullo strano silenzio di papa Francesco che di facciata accoglie i parenti della donna, ma che non sembra scomporsi più di tanto... (DeepMoon Amministratore)

Tratto dal Messaggero.it

Città del Vaticano - Con i suoi ospiti arrivati da tanto lontano, dal Pakistan e dalla Nigeria, non ha voluto parlare dei cristiani perseguitati. Papa Francesco ha preferito ascoltare in silenzio l'agghiacciante storia di Rebecca, una giovane sfuggita al rapimento dei Boko Haram, e recitare con tutti quanti un Padre Nostro, ognuno nella propria lingua. Tuttavia, stamattina, era chiaro a tutti quanti che al centro dell'udienza a questa giovane della Nigeria e ai parenti di Asia Bibi – la donna cristiana condannata a morte in Pakistan per blasfemia, in carcere dal 2009 con la falsa accusa di avere insultato Maometto – c'era proprio il grande tema della crescita delle persecuzioni anticristiane nel mondo. Argomento delicato e da maneggiare con cura. Una udienza organizzata da Aiuto alla Chiesa che Soffre alla vigilia dell'illuminazione del Colosseo che, alle ore 18 di stasera, per qualche minuto si tingerà totalmente rosso, il colore del martirio.

Rebecca ha raccontato al Papa di come i cristiani vivono in Nigeria, dei rischi che corrono, di come si sentano indifesi. Parlava piano e un interprete traduceva, di quando è stata rapita, di come è riuscita a fuggire, del figlio che ha visto morire. Papa Francesco sembrava molto informato della situazione, ha commentato il rapimento di altre ragazze, avvenuto alcuni giorni fa. Poi si è rivolto ai famigliari di Asia Bibi, il marito Ashiq Masih e la figlia Esham.

La figlia di Asia Bibi, prima di partire per Roma, ha fatto visita in carcere alla mamma, che le ha affidato il compito di abbracciare e baciare il Papa. Così Eisham ha fatto non appena è entrata nella stanza. Il Papa, ha ricambiato subito con un affetto. Il marito di Asia invece ha spiegato che prosegue la battaglia legale: è stato presentato appello alla Corte suprema del Pakistan. Questo è il terzo e definitivo grado di giudizio dopo la condanna in tribunale confermata in appello. «Speriamo che presto possa esserci un'udienza, anche se c'è un continuo rimando». I legali temono che i tempi giuridici possano diventare molto lunghi e al tempo stesso sperano che la prossima udienza possa essere fissata prima di Pasqua.

Il caso di Asia Bibi è diventato simbolico in Pakistan: i gruppi estremisti islamici chiedono che venga giustiziata, come è accaduto a Mumtaz Qadri, ex guardia del corpo e omicida reo confesso del governatore Salmaan Taseer, un uomo politico musulmano che aveva difeso Asia. Il suo caso è stato tirato in ballo anche durante le manifestazioni di piazza antigovernative organizzate a Islamabad nei mesi scorsi da gruppi integralisti islamici. Visto che le elezioni anche in Pakistan sono alle porte, c'è chi pensa che il caso possa subire un nuovo rinvio. 

Papa Francesco sinora non ha ancora fatto appelli pubblici per la sua liberazione anche se non è la prima volta che riceve i familiari della donna condannata a morte. 


Fonte: ilMessaggero.it
https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_asia_bibi_nigeria_boko_haram_cristiani_perseguitati_aiuto_chiesa_soffre-3569271.html


1 commento:

  1. Questa volta faccio io un appello a tutti i cristiani che cozzano in questo sito dell'antipatico amministratore DeepMoon. Metto da parte le divisioni tra cattolici, protestanti, metodisti, battisti, calvinisti, valdesi, ortodossi ecc e chiedo a voi una semplice preghiera per questa donna. Non lo fate per me, io non comando a bacchetta nessuno e non sono nessuno, fatelo per la donna e per il rispetto della sofferenza dei familiari della vittima che soffrono dal 2009 della mancanza e dell’ingiusta incarcerazione della moglie e madre Asia Bibi.

    Gesù diceva attraverso la lettera di Giacomo (5,16) di pregare gli uni per gli altri e da una sola cosa ci avrebbero riconosciuto come Suoi discepoli, "Se avremmo dimostrato amore gli uni per gli altri" (Gv 13,34-35) e non nel settarismo o nelle cricche come spesso si formano, ma in senso universale, con la cognizione di causa di appartenenza alla fratellanza cristiana, anche con una semplice preghiera di soccorso ai fratelli.

    Purtroppo, e parlo negli ambienti cattolici, molti difettiamo in questo. Ci si riempie la bocca nelle omelie della domenica e nelle ore di catechismo, con il concetto che "l'amor di Dio è grande", "Dio è Amore" come lo è la "Sua misericordia", ma tra di noi palesiamo un odio, diffidenza, spietatezza, indifferenza, egoismo, amore interessato e un'insofferenza nei rapporti tra i fratelli che la si riuscirebbe a tagliare con un coltello. Non pratichiamo ciò che la catechesi insegna perché è diventato solo un grande spot pubblicitario bergogliano da ripetere come dei rimbambiti di massa da un fenomeno mediatico, ma non come dei praticanti convinti che Cristo è presente. Che Egli è.

    Ma figuriamoci quanto ce ne può fregare a noi di Asia Bibi e di tutti quei cristiani perseguitati nel mondo a causa della loro fede in Cristo!? Questa è la nuova dottrina moderna che vige tra i fedeli, si chiama “indifferentismo”. Facciamo una semplice elemosina credendo di salvarci l'anima o di metterci la coscienza a posto. Andiamo a messa la domenica o nei giorni feriali per chiedere una grazia personale o partecipare all’Eucaristia e poi ci dimentichiamo di pregare per queste persone perseguitate.

    Ricalco invece il vangelo di Luca 18,1-8 dove la vedova persistente chiede al giudice iniquo ogni giorno di fare giustizia sul suo avversario. Quà nella preghiera costante si chiede non "vendetta", ma GIUSTIZIA.

    "E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18,1-8)

    Pregate per queste persone. Che ognuno di voi faccia la sua parte, e quando pregate non chiedete sempre cose stupide come “fammi diventare più mansueto, paziente o più buono” e cose del genere, perché chi prega con costanza prima o poi riceve queste virtù (Galati 5,22), ma chi ama altri fratelli e ne considera la propria causa, e ha cognizione della loro sofferenza, chiede sollievo e giustizia a Dio per loro.



    La vedova persistente e il giudice iniquo
    http://iodifendoilcattolicesimo.blogspot.it/2016/10/il-giudice-iniquo-e-la-vedova.html

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