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domenica 21 ottobre 2018

Addio al celibato/nubilato?

Immagine di copertina tratta dal film: "Addio al celibato" (1984) con Tom Hanks

Mi stupisco di quanta energia ed entusiasmo vengono spesi per una festa (importata dall'America) degli ultimi momenti di libertà (?!) prima del matrimonio (e mi chiedo: se pensi che sia una prigione, perché ti sposi?) di Benedetta Bondesan

Non avevo mai notato quel piccolo negozio tra via del Corso e piazza di Spagna in cui qualche giorno fa mi ha accompagnato mia mamma: abiti coloratissimi e un po' stravaganti, lunghissimi e femminili, il tutto a prezzi accettabili. E' stato persino divertente provarli e quando la commessa mi ha proposto un meraviglioso vestito double-face non ho avuto dubbi: è il mio. Due abiti in uno è la perfetta soluzione per affrontare i quattro matrimoni ai quali dovrò partecipare nei prossimi tre mesi, rendendo orgoglioso mio marito dell'unico acquisto (e permettendomi di abbinarci quella pochette arancione che ci sta così bene...).

Quattro matrimoni, quattro amici (tra i quali una bellissima cognata) che si sposano. E se per l'abito ho miracolosamente ed in grande anticipo risolto, non posso dire lo stesso per le attività che precedono il matrimonio.

Per una di queste, poi, manifesto una vera e propria allergia: l'addio al nubilato! I potenti mezzi della comunicazione consentono a giovani donne di cimentarsi in un confronto virtuale di mete, italiane o straniere, di attività ludiche o di relax da organizzare per la futura ed ignara sposa. Quel turbinio di email preparatorie all'evento mi infastidisce così tanto che sono stata talmente maleducata da non intervenire mai nella conversazione, nemmeno per rispondere con un anonimo e cortese: "anche no, grazie".

ULTIMI MOMENTI DI LIBERTÀ?
Lo ammetto, sono prevenuta: mi ha sempre dato l'idea di essere una di quelle ridicole rivendicazioni femministe per cui se gli uomini fanno l'addio al celibato, perché non lo possiamo fare anche noi? Ma l'addio al celibato degli uomini non è tradizionalmente una festa in cui vengono celebrati gli ultimi momenti di libertà prima della prigione matrimoniale, con spogliarelliste non d'obbligo, ma ubriacatura garantita? Per tanti uomini che conosco decidersi per questo passo non è stata una passeggiata e l'addio al celibato pare quasi l'ultimo canto del cigno. Invece noi donne quel matrimonio lo abbiamo desiderato così tanto, anche quelle che si dicevano soddisfatte della convivenza, anche quelle che mostravano indifferenza al lancio del bouquet dell'amica, per poi sorridere di vera felicità quando lo riescono furtivamente ad afferrare.

È vero, mi si dice, l'addio al nubilato (così come quello al celibato) è un'occasione di festa, di confidenze tra amiche, di spensieratezza tra i mille impegni e le incombenze, molte delle quali con parenti e affini, che precedono il "grande giorno". Ma allora perché questa festa non può essere condivisa con il proprio futuro sposo, con i propri amici, maschi e femmine senza distinzione?

Ma non è solo questo il motivo di tanto fastidio nei confronti dell'addio al nubilato. Sono stupita nel constatare quanta energia e quanto entusiasmo vengano spesi per organizzare l'evento migliore per l'amica, che di per sé è una cosa bella e buona, e quante aspettative si hanno per quei momenti insieme. È una sensazione che ho spesso provato, dopo aver organizzato o partecipato ad un viaggio o ad una festa tanto desiderati. [...]

NESSUNA FESTA PUÒ RIEMPIRE QUEL VUOTO
Dopo tante email in cui si vagheggiano posti da sogno, Capri, Barcellona o Saint Tropez, dopo averli magari trascorsi questi giorni da sogno, o meglio dopo esserne forse rimaste un po' deluse, si ritorna alla propria scrivania, alla propria routine... E non ci si accorge che nessun luogo, nessun incontro, nessun momento di festa può riempire quel vuoto che percepiamo da sempre. Perché chi ci manca non è altri che Nostro Signore Gesù Cristo, l'unica via possibile per la gioia, l'Unico che vince il vuoto della noia, l'Unico che lenisce le ferite delle nostalgie delle cose e delle persone perdute, l'Unico che non ci fa sprofondare nella malinconia, l'Unico che rende nuove tutte le cose, attimo per attimo, momento per momento.

Per questo, non so se parteciperò a qualche addio al nubilato, ma sono sicura che pregherò per i miei amici futuri sposi, maschi e femmine che siano. Pregherò, come mi ha insegnato il mio padre spirituale, che il giorno del matrimonio non sia il più bello della loro vita, ma che lo sia quello in cui stanno vivendo, senza nostalgie e rimpianti. E perché questo sia possibile, pregherò che chiedano ogni giorno di amare il proprio sposo come Cristo lo ama, che chiedano di amarsi da Dio!

Titolo originale: Addio a che?
Fonte: Blog di Costanza Miriano, 20/04/2018

2 commenti:

  1. Beh, la risposta alla domanda "se pensi che sia una prigione, perché ti sposi?" e' facile... E' una società comunque basata sul matrimonio e sulla famiglia, questa, per cui spesso si puo' avere la propria convenienza. C'e' un condizionamento sociale, di stampo religioso. Ma che sta stancando sempre di piu', e la gente infatti si sposa sempre meno e convive... perche' alla fine la risposta alla domanda "se pensi che sia una prigione, perché ti sposi?" se la sono dati da soli... Già, perche'?

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    1. La religione non condiziona la famiglia, la regola, perché se i coniugi si mettono a fare i libertini, scambio di coppia, adulteri ecc, ripicche, vendette ecc, la famiglia si distrugge a causa di questo, non a causa di "condizionamenti religiosi". E' la religione coi suoi dogmi che tiene unita la famiglia, che insegna l'amore e il rispetto reciproco, queste sono le basi di unità familiare duratura, e non solo quelle di diritto e dovere civico che ha valore legale. Poi se uno pensa di star meglio da solo/a, nessuno glielo vieta. C'è sempre il libero arbitrio. La religione non impone nulla, la religione regola e da un valore più profondo al rapporto tra uomo-donna, che molti pensano non abbia un valore come una volta, in una società odierna nichilista e indifferentista che ha perso il senso di sacrificio, di fedeltà, di lottare per i valori cristiani. Le unioni di comodo o usa e getta, che molti hanno ereditato dal modello anglo-americano, davanti a Dio non hanno nessun valore credimi. Posso sembrare freddo nella mia risposta, duro, ma non è un richiamo per te, è un discorso generico che faccio secondo un'ottica cristiana. Sai, conosco tante coppiem,sposate, e divorziate, molte di loro erano immature, irresponsabili, cattolici solo di battesimo ma non di ideali. Ti lascio immaginare chi non persegue e non mette in pratica certi comandamenti divini cosa può diventare un legame di coppia, una famiglia, il destino dei figli ecc. Avessimo davanti agli occhi l'immagine di Dio che scruta la nostra condotta, i nostri gesti responsabili con senno di poi, agiremmo diversamente nella gestione del unità familiare. Avere famiglia non è mestiere facile, è pieno di ostacoli, buche, incidenti ecc, ma senza Dio una famiglia non regge. Questo è il mio pensiero per esperienza. Saluti

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