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giovedì 15 novembre 2018

Cei, dopo 16 anni di studi restyling di Gloria e Padre Nostro. “Preghiera più agile”


"Vescovi ed esperti - si legge nel documento finale - hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico, nonché alla messa a punto della presentazione del Messale". E adesso si attende il via libero definitivo della Santa Sede

L’iter è durato ben 16 anni ma alla fine la svolta è arrivata. La più conosciuta preghiera del mondo cristiano, il “Padre Nostro”, cambierà. Ad deciderlo è stata l’Assemblea Generale della Cei, che ha approvato la terza edizione della Messale Romano. Oggetto della storica modifica sarà il versetto “non indurci in tentazione”, che sarà sostituto con “non abbandonarci alla tentazione”. Adesso spetta alla Santa Sede, che dovrà dare il via libera alla decisione. Una modifica che viene incontro anche al pensiero dello stesso Papa Francesco, che solo un anno fa aveva dichiarato che la versione tradizionale della preghiera “non è una buona traduzione”. I cambiamenti non riguardano solo il “Padre Nostro”. Subirà infatti modifiche anche l’inizio del “Gloria”, con il nuovo versetto che reciterà “pace in terra agli uomini, amati dal Signore” anziché “pace in terra agli uomini di buona volontà”. Per il segretario generale delle Cei, monsignor Stefano Russo l’uscita in stampa del nuovo Messale Romano potrà arrivare il prossimo anno.

Per questi cambiamenti sono stati necessari 16 anni di studi in cui “vescovi ed esperti – si legge nel documento finale della Cei – hanno lavorato al miglioramento del testo sotto il profilo teologico, pastorale e stilistico, nonché alla messa a punto della presentazione del Messale, che aiuterà non solo a una sua proficua recezione”. Conferenza episcopale che fa sapere che “nell’intento dei vescovi, la pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per contribuire al rinnovamento della comunità ecclesiale nel solco della riforma liturgica. La formazione è destinata ad abbracciare sia i ministri ordinati che i fedeli. Diventa ancora più decisiva negli itinerari dell’iniziazione cristiana, nei seminari e nelle proposte di formazione permanente del clero”.

Si tratta “di assumere il criterio di ‘nobile semplicità’ per riscoprire quanto la celebrazione sia un dono che afferma il primato di Dio nella vita della Chiesa. In quest’ottica si coglie la stonatura di ogni protagonismo individuale, di una creatività che sconfina nell’improvvisazione, come pure di un freddo ritualismo, improntato a un estetismo fine a se stesso”. Sulla decisione si è espresso il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, secondo cui con la nostra formula “sarà anche più agile la preghiera nelle comunità. È un passo avanti sul Concilio e non è solo una traduzione”.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/15/cei-dopo-16-anni-di-studi-restyling-di-padre-nostro-e-gloria-bassetti-ora-preghiera-piu-agile/4767475/


1 commento:

  1. Veramente, voi non immaginate quanto sono contrariato a questo cambiamento, magari qualche protestantello se la riderebbe perché secondo la loro ottica, la versione corretta è quella proclamata da Lutero. Loro affermerebbero che la “bibbia dice questo o quello”, ma se ne infischiano di teologia e tradizione perché si avvalgono del libero esame scritturale secondo l’eresiarca di Wittemberg, ma è sbagliata. Bergoglio sta trasformando questa nostra amata Chiesa in un cesso, una latrina piena di operai fraudolenti e iniqui che operano cambiamenti su dogmi secolari fissi e stabiliti da 2000 anni. Toccherà poi alla santa Eucaristia trasformandola in un semplice simbolo come dichiarava quel cornuto, si, quello della Sassonia, e poi sarà il colmo dei colmi. Mi trattengo dal dire altri aggettivi perché altrimenti mi rimprovererebbero anche i miei amici cattolici, ben conoscendo il carattere acceso che ho. Faccio uno sforzo, mi fermo qui e chiudo il commento però voglio farvi sapere una cosa, continuerò a recitare il Padre Nostro e il Gloria come ho sempre fatto, nella formula classica, alla faccia di Bergoglio e del suo staff di *ricchioni progressisti (*faggots per chi legge dall'estero) che pretendono di farsi chiamare apostoli, modificare i dogmi e aprir le natiche secondo i loro gusti "tradizionali" e di voler misericordia allo stesso tempo. Ragazzi, qua si fa sul serio eh!

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