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mercoledì 14 novembre 2018

Non occorre essere credenti (di Maurizio Blondet)


Il terremoto è avvenuto perché sono state approvate le nozze gay”. No, padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano, non ha mai detto una cosa simile quando, l’ottobre 2016, ne parlò a Radio Maria. Quella frase gliela attribuirono l’Espresso e Repubblica: distorcono regolarmente frasi e intenzioni di quelli che considerano ideologicamente nemici. Ovviamente il sottosegretario di Stato monsignor Becciu rilascia immediata dichiarazione tramite ANSA: “Sono affermazioni offensive per i credenti a scandalose per chi non crede. Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco“. Il che la dice lunga sul rapporto di arroccamento autoritario ed ostile che la giunta vaticana ha verso il resto dei fedeli: Becciu nemmeno ha, prima, alzato il telefono per chiedere a Cavalcoli se avesse detto tale sciocchezza. Subito ha creduto a Repubblica (il giornale che legge) e subito ha sparato contro un teologo rispettato a mezzo stampa i suoi ordini ai subordinati.



Così sappiamo che è meglio non toccare la dolorosa domanda che ci prende tutti davanti agli incendi indomabili di California, alle piogge torrenziali che fanno morti e devastazioni, ai terremoti, alle eruzioni, alle violenze-menzogne, al tripudio dei trionfi gay sulle rovine di chiese sconsacrate: se il calice dell’ira di Dio non stia per essere colmo e riversarsi in castigo.

Domande che i non credenti irridono come ridicole e superstiziose, “scandalo” da cui la gerarchia vaticana li difende. Io mi ripeto spesso una sentenza del grande storico dell’arte Hans Sedlmayr:

“Il peccato significa, in ogni tempo, un estraniarsi dalla vita divina. Oggi, nella migliore delle ipotesi, l’uomo del ventesimo secolo riesce ancora a concepire il peccato in maniera grettamente morale; ma non riesce a considerarlo come un turbamento del cosmo umano, dell’intera vita e delle fonti di essa”.

Non occorre essere credenti per ricostruire la deriva per cui l’umanità occidentale ha modificato il mondo attorno, avvicinandolo alla catastrofe, partendo dall’interno verso l’esterno. Proprio Sedlmayr lo insegna, facendo cominciare il processo dal teismo della Rivoluzione. E’ allora che ai nostri occhi collettivi “Il mondo si raffredda, e tutto ciò che viene attaccato da questo raffreddamento si trasforma: il mondo diviene un mondo-macchina, l’uomo in uomo-macchina, lo Stato in stato-macchina”. La tendenza a capire profondamente il mondo inorganico, quasi che l’uomo avesse acquisito nuovi sensi, lo rendono capace degli avanzamenti scientifici e delle mega-costruzioni, come degli stati totalitari, le fredde architetture razionaliste…. L’importante è capire che queste conquiste, che rendono l’uomo immensamente più autonomo, vengono da “un turbamento primario: l’uomo puro e il Dio puro, con l’eliminazione nell’uomo di ciò che è soprannaturale e in Dio di ciò che è personale”.

Perché, come dice Franz Von Baader, “come l’uomo sta di fronte a Dio così egli sta di fronte a se stesso, al prossimo, alla natura e al mondo spirituale”. Dunque le conquiste nella materia inorganica, hanno raggiunto “una potenza cosmogonica. Basta pensare alla quantità di metalli e di elementi, a tutte le energie [petrolio, uranio..] che l’uomo ha strappato negli ultimi decenni dalla terra, per comprendere la totale trasformazione avvenuta nel mondo”.

Bisogna capire che la conquista di questa potenza è, non metaforicamente, una discesa. Sono regali che ci danno le forze ctonie ed infere, con cui cambiamo il mondo – e ciò mentre a tal punto siamo ormai “autonomi” da porci certe ansie ed angosce, che un tempo, gli uomini lasciavano alla Provvidenza: c’è il riscaldamento climatico, ed è colpa dell’uomo! Bisogna stabilire un controllo mondiale e totalitario per far abbassare la temperatura terrestre di 2 gradi entro il 2030… e poi questo dio che c’immaginiamo di esser diventato, scopre che ha creato un’isola di plastica nel Pacifico, che occupa un della superficie del più grande degli oceani, fra California e le Hawaii, ed ha ucciso i pesci – e bisogna provvedere – anche a questo.


“Il secolo che più degli altri domina gli elementi inorganici – chiosa Sedlmayr – è impotente di fronte a ciò che è veramente organico, lo annienta e lo distrugge in continuazione”.

Georges Bernanos, che scrisse un libro “contro i robots” nel 1947, profetò:

“L’uomo non potrà vivere in questo mondo; ci potrà vivere soltanto se saprà essere sempre meno uomo”.

 Cosa che ci riesce sempre meglio.

Ma oggi l’Occidente ha superato anche quella fase. Il mondo freddo o rovente dell’uomo di Junger che credeva di poter vivere nelle tempeste d’acciaio, è ulteriormente superato; nel mondo s’è introdotto in qualche modo ridiventato caldo. Con le sfilate gay, i “diritti” LGBT, l’insegnamento per legge della sodomia nelle scuole, è portato a livello di massa, sulla scena pubblica, come conformismo, luogo comune e “normalità”, qualcosa che fu di ambienti squisiti e ristretti, artistici e ideologici. Paul Klee, che trascorse dal surrealismo all’astrattismo al cubismo, scrisse: “Il nostro cuore pulsante ci spinge verso il basso, sempre più in basso, verso il fondo originario”. 


E’ “la fuga dalla vita terrena non verso l’al di là, ma l’al di qua, il mondo sub-naturale, l’infraumano”. Una parte sempre più numerosa di nostri simili che “odia fondamentalmente tutto ciò che ha carattere religioso” si è insediata in un mondo di sua creazione, come un suo paradiso (artificiale) preternaturale. Quel mondo fu prima creato su tavola e pittura da Hieronymus Bosch: “l’antinaturale, l’antiragionevole, l’anti-organizzato”, che “dalla profondità con l’impeto ammaliatore dell’esperienza di un mondo che ha rinunciato a Dio”. “Questo inferno passa i limiti della sua giurisdizione e irrompe sulla terra”. Non è un caso che Bosch sia stato riscoperto negli anni 1920-30: dai surrealisti che ne hanno fatto il loro padre: Dalì e Max Ernst hanno creato i loro mondi assurdi e più che reali.

“Oggi non è più necessario ricorrere a procedimenti metafisici per avere un’idea di questo mondo del caos: i ‘capolavori’ della guerra” senza fine “per la democrazia” lo svelano; come la riduzione della Grecia alla fame, gli uteri in affitto, la dittatura della dissoluzione che toglie diritti sociali mentre è larga dei diritti sessuali, la violazione dell’innocenza “questa sfera è divenuta immanente al mondo”, e noi ci viviamo dentro. Per alcuni è il paradiso interra. Il suo futuro è il transumano, una specie di immortalità conseguita a forza di nanotecnologie, genetica e robotica – per chi se la può permettere.

Solo, ci si può domandare come nelle sfilate del gay pride ancora tanti sentano l’impulso incoercibile a irridere ad una religione e ad una chiesa che ormai non li condanna più, anzi nemmeno esiste; come mai si sente ancora come piccante e trasgressivo fare festini in una chiesa, quando ormai non c’è nulla da profanare che non sia già stato profanato,ma secolarizzato; come mai si senta sempre il bisogno di sputare e insultare un cattolicesimo ormai in disarmo, ormai di pochi. Il sintomo è inequivocabile: questi agitati, spropositati, disperati gaudenti vivono “in quella sfera, ormai immanente al mondo, che sente il Cristo come “inferno”.


Mi guardo bene dall’ipotizzare se gli incendi indomabili che sconvolgono la California e inceneriscono le ville di Lady Gaga, e Cher, dei grandi finocchi dello spettacolo e della nuova estetica, siano in qualche modo una anticipazione della Geenna già qui. Sedlmayr offre una opportuna citazione di Gustave Le Bon: questo antropologo e medico, autore del saggio La Psicologia delle Folle (1895), ateo, ha scritto: “La storia ci insegna che i popoli non sopravvivono a lungo al tramonto della loro fede”. Non c’è bisogno di esser credenti.


Per noi credenti, l’intima consonanza fra uomo e cosmo, e la nostra responsabilità del riscatto del mondo materiale è evocata da San Paolo:

“ Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio” (Romani, 8, 19-23)

Di Maurizio Blondet

Fonte: MaurizioBlondet.it
https://www.maurizioblondet.it/non-occorre-essere-credenti/





3 commenti:

  1. Vi dico quello che, non che penso, ma che vedo io: QUESTE SONO PUNIZIONI. L'uomo è abbandonato a se stesso e preso a sberle da mani divine. Se sia un’anticipazione della Geenna o delle punizione eterne non lo posso dire con certezza, ma posso dire una cosa, è per il ravvedimento dell’uomo. Sia chiaro poi che solo i più riflessivi ammettono questo. Come faccio a dire queste cose? Per presunzione? Perché sono un nato di nuovo? Perché ho ricevuto carismi alla faccia di tutti i profani? No. Lo dico per FEDE, per esperienza personale e letteraria, perché anch’io, come sicuramente molti di voi avete fatto, mi son fatto una piccola cultura nel privato leggendo i testi sacri, specie il Vecchio Testamento. In tanti racconti biblici si evince che Dio puniva le popolazioni pagane per i loro peccati, quando uccidevano i loro figli agli idoli muti, per le pratiche magiche, per le immoralità sessuali, per le bestialità ecc e faceva lo stesso anche verso Israele quando spesse volte si allontanava dal Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe che li aveva condotti fuori dall'Egitto. Quando gli israeliti si prostituivano spiritualmente adorando gli idoli pagani e praticavano la corruzione (il filtrare un inezia e inghiottire il cammello come diceva Gesù) Dio interveniva con varie punizioni e maledizioni. Quando però si ravvedevano Egli si pentiva del male che mandava a loro e li ribenediceva. Dopo l'avvento del Messia è successa la stessa cosa coi cristiani nel corso dei secoli, se si allontanavano, se peccavano in massa, arriavano pestilenze, carestie, invasioni islamiche, scoppiavano guerre ecc. E oggi, che stiamo raggiungendo il culmine del male grazie al modernismo, al socialismo, ai costumi sconvenienti, alla tecnologia, al satanismo dilagante, alle false religioni e alle nuove filosofie politiche e sociali di liberazione dalle presunte "superstizioni cattoliche" e dai "mali del secolo scorso", che tanto cianciano i massoni che pretenderebbero di liberare la società dai condizionamenti cristiani e "dall'oscurantismo cattolico", oggi rivediamo le stesse cose gli stessi cataclismi. Sono solo il principio dei dolori. Cercate nel web le visioni date da Gesù a suor Lucia dos Santos, l'ultima pastorella che parlò con la Madonna di Fatima. Vedrete che belle punizioni sono in arrivo per il mondo intero. Il vaticano e quegli attuali osso-buchi progressistie marxisti che governano i vertici della Chiesa apostolica Romana la smettano di fare mobbing ai teologi che hanno ancora il fegato di metterci sotto il naso la realtà delle cose che stanno avvenendo oggi a causa del peccato. Loro che hanno la grande responsabiità del ministerio pastorale e di pascolare il gregge di anime, riceveranno più battiture se non raddrizzano le loro idee presunte “socialmente corrette” a favore dei malcostumi. Diciamolo una volta per tutte, questi fenomeni sono a causa dei nostri peccati, altro che misericordia! Hai capito Bergoglio? Le condizioni per potersi manifestare la “misericordia” le spiega l’oracolo stesso del Signore in Geremia 18:

    https://iodifendoilcattolicesimo.blogspot.com/2018/11/dio-e-come-un-vasaio-geremia-ci-da-un.html#more

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  2. Articolo perfetto di Blondet, commento impeccabile DEEP ! I nostri guai sono qui riassunti. I profeti di oggi ci annunciano che l' AVVERTIMENTO è prossimo, l'ultimo atto di amore di DIO verso la nostra civiltà ribelle, prima del grande castigo.

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    1. Eh ma non far sapere a el papa progressista che "vien dalla fine del mondo" di questi commenti apocalittici! A lui non piacciono molto i "profeti di sventura". Lo disse pure in un angelus di qualche mese fa. Fa come ai tempi di Ezechiele, i profeti che annunciavano sventure e punizioni lui perseguita,li smembra, li manda in esilio e li confina in piccole diocesi di qualche isola..

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