giovedì 24 gennaio 2019

Suicidi, il male oscuro dell'epoca post cristiana


Tra le meraviglie apportateci dalla modernità c’è anche questa: uno spaventoso tasso di suicidi. Nel Medioevo, quando la vita era infinitamente più dura, il fenomeno era pressoché sconosciuto. Ma erano i secoli cristianissimi e la Chiesa faceva buona guardia. Oggi, in epoca post-cristiana, la vita terrena è tutto, e non c’è altro dopo. Perciò, se la sua «qualità» non mi soddisfa, la butto via.

Tra le meraviglie apportateci dalla modernità c’è anche questa: uno spaventoso tasso di suicidi. Nel Medioevo, quando la vita era infinitamente più dura, il fenomeno era pressoché sconosciuto. Ma erano i secoli cristianissimi e la Chiesa faceva buona guardia. Solo in Giappone la pratica del suicidio era stimata e considerata onorevole. Nella Cristianità, al contrario, era il peccato più riprovato, tanto da non meritare né funerali né sepoltura in terra consacrata.

E’ cambiato tutto, anche se il cambiamento più significante e vistoso non viene nemmeno preso in considerazione dalle statistiche, neppure dalla sociologia. Scrivo mentre un giovane che conoscevo, fresco di diploma, giace morto dall’obitorio di Milano. Si è buttato dalla finestra, aggiungendosi ai quattromila suicidi annui che si contano nel nostro Paese. E ingrossando l’altra statistica, quella che vede il suicidio come seconda causa di morte tra i giovani dai quindici ai ventinove anni. La prima sono gli incidenti stradali, visto che la giovinezza è il tempo della pienezza delle forze e, dunque, il tempo in cui difficilmente si muore di morte naturale.

E in Italia, si fa per dire, va ancora bene. Tra le nazioni industrializzate ha uno dei tassi suicidari più bassi: «solo» 4mila suicidi l’anno. In Europa uno dei peggio messi è il Belgio che, tra suicidi, aborti e eutanasie, gareggia per svuotarsi di belgi e riempirsi di musulmani. In Inghilterra il governo ha dovuto dotarsi di un quasi-ministero ad hoc, con un sottosegretario alla Salute distaccato alla prevenzione del suicidio britannico, che dal 2010 è cresciuto del 67%: una galoppata mostruosa che colpisce gli uomini al di sotto dei quarantacinque anni. Per questa fascia d’età, nel Regno Unito il suicidio è la prima causa di morte. Addirittura. Quasi che gli inglesi, dopo il calcio e le freccette, abbiano inventato quest’altro hobby. Abbiamo detto uomini, perché sono i maschi quelli che si suicidano di più (la nostra firma Roberto Marchesini potrebbe spiegarci questo arcano), quasi il doppio che le femmine.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo si toglie la vita un persona ogni 40 secondi. E i tentati suicidi sono venti volte più numerosi. Senza contare che, troppo spesso, il tentato sucida di oggi è il suicida-suicida di domani, perché esiste, ahimè, una dannata coazione a ripetere in questo campo. Il fascismo, che ne aveva i mezzi, vietava ai giornali di riportare le notizie di suicidi, in quanto esiste un effetto-imitazione, come ben sanno i cronisti: quando riferiscono di un suicidio, quasi certamente nel giro di una settimana arrivano gli imitatori con le stesse modalità. Lo stesso vale, statisticamente parlando, per chi ha avuto un suicidio in famiglia.

Oggi, in epoca post-cristiana, la vita terrena è tutto, e non c’è altro dopo. Perciò, se la sua «qualità» non mi soddisfa, la butto via. Dopo? La Chiesa ci ripete, oggi, che c’è la «misericordia» (con ciò annullando la deterrenza). Dunque, non più l’Inferno. Sarà vero? Speriamo di sì. Del resto, nell’era degli psicofarmaci non si può neanche dire con certezza se un suicida abbia commesso il suo peccato (perché questo è) con «piena avvertenza e deliberato consenso» come vuole il Catechismo.

Certo che una società in cui una delle principali cause di morte è il suicidio e una delle principali voci farmaceutiche riguarda gli psicofarmaci sarebbe da ripensare di sana pianta, visto che il «progresso», e non solo quello tecnologico, ha portato l’umanità a questo punto. Sarebbe, cioè, da rievangelizzare. Con la «misericordia»? Boh, ai posteri (se ci saranno) l’ardua sentenza.

Fonte: LaNuovaBussolaQuotidiana.it
http://www.lanuovabq.it/it/suicidi-il-male-oscuro-dellepoca-post-cristiana


5 commenti:

  1. Tanto per cominciare chiariamo subito una cosa: un uomo non si suicida, un uomo combatte con ogni mezzo per risolvere un problema. Parliamo di un cristiano, un vero cristiano non si suicida, forse si può scoraggiare ma non si uccide perché è consapevole di compiere un atto abominevole verso se stesso. Un vero cristiano ha la speranza di riporre in Dio ogni cosa, ogni problema, ogni questione difficile. Non sarà mai deluso. Se un cristiano si suicida, non è un cristiano o è lontano da Dio anni luce, non è un uomo, è una mezza tacca. Non esiste la misericordia divina per tale gesto, a meno che dei bulli maledetti, o dei mobbers a scuola o a lavoro non violentano psicologicamente una persona al punto tale da farlo diventare pazzo o farlo sentire una merda. Forse potrebbe trovare la misericordia divina ma non posso sostituirmi a Dio con tali teorie o supposizioni e sentenze, e non voglio dire cavolate, ma chiunque soffra di depressione, di bullismo, di mobbing a lavoro e si ritrova a leggere questo mio commento rude, cattivo, deciso, senza peli sulla lingua come è di mio solito fare, sappia di non disperare, anche se il periodo sembra buio e senza via di uscita, pregate! Pregate la Madonna, o Gesù Cristo, oppure Dio in persona, e verrete aiutati. Non chiedete per i vostri capricci, ma di diventare persone nuove, di superare l'avversità ecc. Non date retta se qualcuno vi sussurra o leggete qualche articolo nel web sulla legittimità del suicidio per delle mancanze, per delle carenze economiche, disoccupazione, problemi vari, per problemi di salute incurabile, o se non siete abbastanza belli, o ricchi o fighi, o glam oppure solamente non amati. O fosse anche per motivi di dipendenza da alcool, droghe ecc, questi sono problemi che portano alla disperazione solo se non si vede al di là del proprio naso, ma esiste sempre una via (Gv 14,6). Pregate. La società vi vuole deboli, insicuri, disperati, dei decerebrati senza fede e senza Dio, dipendenti dal materialismo. Spesso si è emarginati quando si rimane poveri, ammalati o incastrati nelle dipendenze ma la via di uscita esiste, la PREGHIERA. Guai a chi non prega! Sant'Alfonzo Maria de Liguori diceva che "chi prega si salva ma chi non prega si danna". IO VE LO DICO PER ESPERIENZE DIRETTISSIMA. Solo una cosa e lo ripeto, diffidate da chi vi dice che malgrado il suicidio, esiste sempre la "misericordia divina" dopo il gesto estremo, fosse anche il papa in persona, perché è una trappola, è un inganno diabolico. Sia maledetto colui che inganna il prossimo con eutanasia o suicidio per lenire ai dolori della vita, beato invece colui che conduce il fratello debole dalla valle delle tenebre verso la via della luce, della speranza e della salvezza. Pregate. Fidatevi, e Colui che veglia nei cieli verrà in vostro aiuto. Egli ha una miriade di angeli spesso disoccupati e tristi perché nessuno li prega, ma appena possibile li invierà a voi che chiederete secondo al volontà divina. La vita è sacra ed è compito nostro saperla gestire e conservarla al meglio. Non fate i codardi, combattete e abbiate fede perché Gesù (sappiatelo subito) non ama i pigri, tanto meno i codardi, ma vuole con sé i coraggiosi, veri uomini e veri cristiani e si diventa tali affrontando le proprie paure e debolezze, cioè con l'agire e con la costanza. E' scritto in apocalisse al capitolo 21, verso 8 sul giudizio della codardia. Statevi bene.

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    1. Mamma mia! Quanta ignoranza sulle malattie psichiche! Un cristiano non si suicida? Ma cosa dici! Ti informo che le patologie psichiche come la depressione maggiore colpiscono tutti, anche i cattolici anzi sono in aumento addirittura tra i consacrati! La verità è che sarebbe ora di capire che certe malattie mentali sono MORTALI esattamente come il cancro o le malattie cardiocircolatorie..che poi la morte avvenga diversamente rispetto queste malattie, ad esempio tramite suicidio non conta..giustamente come ricorda il catechismo la responsabilità di tale atto puo essere anche azzerata. Se poi credi che il Dio cristiano condanni all'inferno queste persone che ne hanno gia passato uno sulla terra..beh ti sbagli di grosso..

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    2. Unknown, già che ti firmi da "unknown" cioè "sconosciuto" mi fai capire molto sulla tua personalità, cioè che non sai un bel niente sul carattere del vero cristiano credente e praticante e della personalità di DIo. Un vero cristiano non si uccide, lotta per preservare se stesso e per fare la volontà divina. Dio apprezza chi sa soffrire per lui e lo ripaga, non lo abbandona. E anche se dovesse ammalarsi di depressione, cose che possono capitare, con le cose che capitano di recente, con la situazione attuale che viviamo, cioè disoccupazione, o problemi di salute, ristrettezze economiche varie, delusioni amorose ecc. e specialmente con certa gentaccia falsa e corrotta che un cristiano deve avere a che fare la fuori, solo se il cristiano perde la fede e cade in disperazione e si allontana da Dio definitivamente, se gli capita qualcosa di brutto, può pensare di uccidersi. Se uno soffre di malattie psichiche gravi congenite, allora la cosa cambia, ma se si uccide di proposito, lo fa perché ne era volente e io no ci vedo speranze, ma chi ne sta vicino deve prevenire tale gesto. Il Dio cristiano cattolico condanna chi ritiene giusto lui, non condanna secondo i nostri criteri, ragionamenti o supposizioni umane, ma nel mio commento sopra intendevo che un cristiano di solito, quello credente, vero, rinato in Spirito, nel suo vademecum la parola "perdere le speranze" e "suicidio" è tabù. Poi se tu ritieni che il suicidio sia lecito perché uno passa l'inferno sulla terra, sono affari tuoi, poi ne rispondi tu a Dio o chiunque commette questo gesto estremo. Piovesse fango o la merda dal cielo, preferisco tenere duro. Piangere, incazzarsi o lamentarsi è meglio che suicidarsi. A volte la rabbia è più utile della disperazione e se sai incanalarla nel modo giusto ti fa reagire per essere più scattante, risolutivo e risolvere al meglio. E’ il sistema odierno che ti fa impazzire, coi suoi contenuti mediatici, le sue politiche, e le sue vessazioni economiche e fiscali, che porta a far implodere il cervello di una persona. Se poi vogliamo parlare di casi clinici mentali, (io ho fatto volontariato in quegli ambienti) per esperienza è meglio mettere tutto nelle mani di Dio che nei medici, perché se costoro pensano di risolvere un problema depressivo con una pastiglia o un’inniezione, allora chi si rivolge a questi spacciatori di zigulì mentali ne è complice. Ognuno poi è libero di fare ciò che vuole ma per tali disturbi, meglio il dialogo e la presa di coscienza che bisogna risolvere il problema che buttarsi tra la scelta dei farmaci o lo scatto rabbioso al suicidio. Sappiate però che i tempi che viviamo oggi sono tempi bui, tempi escatologici e per resistere a tutto questo ci vuole molta preghiera, unità tra i fratelli per farsi forza l’uno con l’alltro e meno solitudine, però la diffidenza, l’egoismo e l’indifferenza tra le persone e anche tra cattolici, è dilagante. E’ uno schifo dappertutto purtroppo.

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  2. Unknown, te ne racconto un'altra, visto che tu dici che "mi sbaglio di grosso" e credi che Dio salvi chi, dopo essere stato depresso in vita e poi si è ucciso.

    Dalle mie parti, un tizio mi ha raccontato qualche anno fa che lo zio si è suicidato perchè da tempo era depresso. Una notte, la sorella di questo signore che si è ammazzato ha sognato lui che soffriva e lo vedeva nelle tenebre. Il fratello suicida gli ha disse che non stava ne in paradiso ne all'inferno ma in un luogo tenebroso. Datti una regolata. Tuttavia io non mi fido dei ragionamenti umani, ma di quello che dice la teologia tradizionale. non vi uccidete, sopportate, con Dio non si scherza.

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  3. Per unknown. Commenti intelligenti mai eh!

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TRATTO DAL FILM: "BEN HUR" CHE INCONTRA GESU' CHE LO DISSETA (LA SUA STRAORDINARIA MISERICORDIA)

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