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lunedì 8 aprile 2019

Cardinal Sarah: "La Chiesa non può collaborare con la nuova forma di schiavismo..." (di Antonio Socci)


A chi si è addormentato con le chiacchiere monotone e “politicamente corrette” delle élite clericali che lisciano il pelo ai salotti delle ideologie dominanti, il nuovo libro del card. Robert Sarah(nella foto di apertura ndr) provocherà uno choc.

E’ sulla linea del magistero di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II non solo sui temi dottrinali, ma anche sulle questioni sociali del presente.

Il cardinale africano giganteggia nella Chiesa attuale per la sua autorevolezza, la sua spiritualità, per il suo distacco dalle lotte curiali e per la sua coraggiosa voce di verità.

Del resto già da giovane vescovo in Guinea entrò in urto col regime socialista, cioè “con Sekou Touré sempre più inferocito contro questo nuovo pastore indomito difensore della fede. Dopo la morte improvvisa del tiranno, nel 1984, scopriranno che Sarah era il primo sulla lista dei nemici” (Sandro Magister).

Specialmente sul tema dell’emigrazione lui, africano proveniente da un villaggio poverissimo, è totalmente controcorrente rispetto al clericalismo di sinistra.

Mette in guardia dalla “barbarie islamista” (come dalla barbarie materialista), appoggia i paesi di Visegrad che difendono le loro identità nazionali e boccia il Global Compact sulle migrazioni.

Ormai – dice –“ci sono molti paesi che vanno in questa direzione e ciò dovrebbe indurci a riflettere. Tutti i migranti che arrivano in Europa vengono stipati, senza lavoro, senza dignità… È questo ciò che vuole la Chiesa? La Chiesa non può collaborare con la nuova forma di schiavismo che è diventata la migrazione di massa. Se l’Occidente continua per questa via funesta esiste un grande rischio – a causa della denatalità – che esso scompaia, invaso dagli stranieri, come Roma fu invasa dai barbari. Parlo da africano. Il mio paese è in maggioranza musulmano. Credo di sapere di cosa parlo”.

Così, in un’intervista a “Valeurs Actuelles” , ha presentato il suo nuovo libro, appena uscito in Francia (in italiano arriverà a fine estate), che s’intitola “Le soir approche et déjà le jour baisse”, titolo che richiama il passo del Vangelo sui pellegrini di Emmaus.

E’ un grido d’allarme sulla Chiesa, sull’Europa e sulla sua Africa che ritiene danneggiata dall’ondata migratoria: “C’è una grande illusione che consiste nel far credere alla gente che i confini saranno aboliti. Gli uomini si assumono rischi incredibili. Il prezzo da pagare è pesante. L’Occidente è presentato agli africani come il paradiso terrestre(…). Ma come si può accettare che i paesi siano privati ​​di così tanti loro figli? Come si svilupperanno queste nazioni se così tanti loro lavoratori sceglieranno l’esilio?”

Il prelato si chiede quali sono le strane organizzazioni “che attraversano l’Africa per spingere i giovani a fuggire promettendo loro una vita migliore in Europa? Perché la morte, la schiavitù e lo sfruttamento sono così spesso il vero risultato dei viaggi dei miei fratelli africani verso un eldorado sognato? Sono disgustato da queste storie. Le filiere mafiose dei trafficanti devono essere sradicate con la massima fermezza. Ma curiosamente restano del tutto impunite”.

Non si può far nulla? Il prelato cita “il generale Gomart, ex capo dell’intelligence militare francese”, il quale di recente ha spiegato: “Questa invasione dell’Europa da parte dei migranti è programmata, controllata e accettata […] Niente del traffico migratorio nel Mediterraneo è ignorato dalle autorità francesi, militari e civili”.

Sarah si dice traumatizzato da quello che è accaduto negli anni scorsi: “La barbarie non può durare più. L’unica soluzione duratura è lo sviluppo economico in Africa. L’Europa non deve diventare la tomba dell’Africa”. Perciò “si deve fare tutto affinché gli uomini possano rimanere nei paesi in cui sono nati”.

Così il cardinale si schiera pure contro il Global Compact che invece è sostenuto da Bergoglio: “Questo testo ci promette migrazioni sicure, ordinate e regolari. Ho paura che produrrà esattamente il contrario. Perché i popoli degli Stati che hanno firmato il testo non sono stati consultati? Le élite globaliste hanno paura della risposta della democrazia ai flussi migratori?”.

Sarah ricorda che hanno rifiutato di firmare questo patto paesi come Stati Uniti, Italia, Australia, Polonia e molti altri.

Poi il cardinale critica il Vaticano che lo appoggia: “sono stupito che la Santa Sede non sia intervenuta per cambiare e completare questo testo, che mi sembra gravemente inadeguato”.

E boccia le élite europee: “Sembra che le tecnostrutture europee si rallegrino dei flussi migratori o li incoraggino. Esse non ragionano che in termini economici: hanno bisogno di lavoratori che possano essere pagati poco. Esse ignorano l’identità e la cultura di ogni popolo. Basta vedere il disprezzo che ostentano per il governo polacco”.

Alla fine di questa strada – avverte Sarah – c’è solo l’autodistruzione. Secondo il cardinale si è approfittato della pur giusta lotta “contro tutte le forme di discriminazione” per imporre l’utopia della “scomparsa delle patrie”. Ma questo “non è un progresso”.

Il multiculturalismo non va confuso con la carità universale: “La carità non è un rinnegamento di sé. Essa consiste nell’offrire all’altro ciò che di meglio si ha e quello che si è. Ora, ciò che di meglio l’Europa ha da offrire al mondo è la sua identità, la sua civiltà profondamente irrigata di cristianesimo”.

Invece, secondo il cardinale, l’attuale globalizzazione “porta a un’omologazione dell’umanità, mira a tagliare all’uomo le sue radici, la sua religione, la sua cultura, la storia, i costumi e gli antenati. Così diventa apolide, senza patria, senza terra. È a casa dappertutto e da nessuna parte”.

Perciò il prelato spezza una lancia a favore dei paesi cosiddetti sovranisti: “I paesi, come quelli del gruppo di Visegrád, che si rifiutano di perdersi in questa pazza corsa sono stigmatizzati, a volte persino insultati. La globalizzazione diventa una prescrizione medica obbligatoria. Il mondo-patria è un continuum liquido, uno spazio senza identità, una terra senza storia”.

Di Antonio Socci

Titolo originale: “LA CHIESA NON PUO’ COLLABORARE CON LA NUOVA FORMA DI SCHIAVISMO CHE E’ DIVENTATA LA MIGRAZIONE DI MASSA”, DICE IL CARDINALE AFRICANO ROBERT SARAH, CHE METTE IN GUARDIA DALLA “BARBARIE ISLAMISTA”, APPOGGIA I PAESI DI VISEGRAD E BOCCIA IL GLOBAL COMPACT SULLE MIGRAZIONI: “SE L’ OCCIDENTE CONTINUA PER QUESTA VIA FUNESTA ESISTE UN GRANDE RISCHIO CHE ESSO SCOMPAIA, INVASO DAGLI STRANIERI…”

Fonte: Lo Straniero AntonioSocci.com

Immagine: DeepMoon Amministratore

1 commento:

  1. Sto cardinal Sarah parla come se cascasse dalle nuvole e si fosse svegliato ora da una lunga ibernazione. Eppure di solito preti e cardinali la sanno sempre lunga e sono ben informati su tutto ma come al solito vige la paura, e invece di parlare direttamente e con franchezza parlano in parabole moralistiche a punti interrogativi. Si chiedono "Perché perché perché?" Ve lo dico io il perché, perché avete paura di perdere lo stipendio e mezzi di sostentamento come lo abbiamo già perso noi qui in europa, masse di giovani senza lavoro costretti a vivere nell'ultime bastioni sociali che cercano di resistere e che sono il pilastro di questa merda di società paganizzata e post-moderna, la famiglia. A me da tempo questi preti, mi fanno ridere, ridotti al silenzio, a non parlare come si conviene anzi a bacchettare a noi cattolici di questo e di quello quando loro sono totalmente inadempienti nelle azioni, nelle opere e verso Cristo. Sanno ma non dicono. Dicono ma non fanno e poi rompono le palle a noi con predicozzi socialisti in obbedienza a Bergoglio sull'accogliere questo, sul fare quello e alla fine che fai? Resti? Nooo te ne vai in cerca di gruppi religiosi migliori, e alla fine si cade nella deriva protestante di gruppi evangelici settari che non sanno nemmeno cosa siano i sacramenti, cosa sia la confessione, che disprezzano Maria e la vedono come una donna morta e sepolta che attende la resurrezione e non ha nessun potere sul diavolo. Non credono che Gesù possa eleggere un santo intercessore, ma loro si arrogano il diritto di esserlo con le loro preghiere e adorazioni ma noi cattolici non contiamo nulla, non siamo nulla, solo degli imbecilli bigotti o ingannati da una chiesa potente, come dice quel coglione di Biglino che attira a se molte anime con le sua massime blasfeme ed eretiche, noi poveri bigotti che sgraniamo un rosario come degli anziani! Questo ha prodotto la chiesa cattolica post conciliare, un esodo di fedeli dalla chiesa alle sette protestanti o a quelle peggiori di falsi profeti abusatori come quel Cappuano raccontato dalla Iene. Succede questo perché i pastori cattolici della Chiesa non hanno sorvegliato, non hanno vigilato sulle pecore e non hanno messo nessuna sentinella davanti al recinto, e perché anche noi non abbiamo condannato nessuna eresia e apostasia, non abbiamo denunciato con decisione, noi indifferenti post-moderni cattolici, ma ci siamo fatti prendere dalla paura del giudizio altrui, abbiamo inglobato nelle nostre menti lo stile di vita modernista che è anticristiano e anticivile e ci siamo adeguati.

    Il risultato di tutto questo è l'apostasia, predetta da Nostra Signora di Fatima, una macchinazione di Satana ma tanto nemmeno il cattolico ci crede più, è roba antica, da medievalisti come il congresso della famiglia, un "congresso di sfigati" come dice Di Maio che non ha mai lavorato un giorno in vita sua se non spendersi i soldi di papà imprenditore edile che teneva i dipendenti al nero, proprio lui che oggi il figlio in doppio petto fa la morale severa ai destinatari del reddito di cittadinanza e a quelli che faranno i furbi per ottenere quella specie di "elemosina di Stato" perché non è per tutti ma solo per pochi eletti. Ecco la realtà che ci siamo messi di fronte, tutti responsabili siamo. Contenti della modernità e fregati.

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