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sabato 22 giugno 2019

La "teologia pratica " di Bergoglio: accoglienza e niente proselitismo (DeepMoon Amministratore)

 Il Papa a Napoli: Mediterraneo laboratorio di dialogo

Nel sinodo di Napoli, Bergoglio ha lanciato un forte appello per una teologia di accoglienza basata sul dialogo e sull’annuncio che contribuisca a costruire una società fraterna fra i popoli del Mediterraneo, ma senza proselitismo, cioè senza Vangelo, senza Gesù Cristo, senza conversione, nessuna adesione attraverso il battesimo e i sacramenti alla Chiesa Cattolica e in fine, senza salvezza, ma solo "pace" e "fratellanza". Ma a chi vuol prendere i giro? (DeepMoon Amministratore)

Le domande di Bergoglio

«Come alimentare una convivenza tollerante e pacifica che si traduca in fraternità autentica? Come far prevalere nelle nostre comunità l’accoglienza dell’altro e di chi è diverso da noi perché appartiene a una tradizione religiosa e culturale diversa dalla nostra? Come le religioni possono essere vie di fratellanza anziché muri di separazione?». 

Sono state queste le domande dirette che hanno fatto da incipit, nell’intervento dalla collina di Posillipo che s’affaccia sul mare, che Bergoglio ha rivolto agli ascoltatori nascosti sotto ombrellini bianchi per riparasi dal sole cocente napoletano. Ore di audizione per farsi prendere in giro da discorsi moralistici, contrassegnato sempre dal solito messaggio di accoglienza, di fratellanza e di pace.

Il grande palco bianco nel piazzale di un ateneo, quello della sede della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, pensato come una scatola senza fondo che incornicia in lontananza lo spazio del Mare Nostrum, il «mare del meticciato», rende l’idea di quello che vuole significare oggi questo incontro del Pontefice in questo contesto: una porta spalancata per favorire presunte nuove prospettive di fratellanza tra culture e religioni e orizzonti per una «pentecoste teologica» ha detto lui, un rinnovamento di studi ecclesiastici che condurrebbero a una teologia legata alla realtà, pratica, di accoglienza, perchè anche «fare teologia è un atto di misericordia». "Un laboratorio per l’incontro", ma a quale fine? Per un picnic di popoli e di culture diverse?

Dopo aver ascoltato gli interventi di diversi docenti e testimonianze, nel suo discorso Bergoglio ha parlato subito del solito disco rotto della "teologia dell'accoglienza": 

«Direi che la teologia particolarmente in tale contesto, è chiamata ad essere una teologia dell’accoglienza e a sviluppare un dialogo autentico e sincero con le istituzioni sociali e civili, con i centri universitari e di ricerca, con i leader religiosi e con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, per la costruzione nella pace di una società inclusiva e fraterna e per la custodia del creato».

Bergoglio ha poi raccontato di un incontro avuto ieri pomeriggio con l’Arcivescovo dello Sri Lanka colpito da attacchi terroristici nel giorno di Pasqua 2019: 

«Ieri il cardinale mi ha detto questo: un gruppo di cristiani voleva andare dai musulmani per ammazzarli, ma noi siamo andati lì a convincerli che noi siamo amici, questo è un atteggiamento di vicinanza e dialogo». 

Il cercare vendetta contro i musulmani da parte di questi cristiani, anche se naturale, e il loro risentimento fosse giustificato, è sbagliato ed ha ragione. Non devono cercare vendetta, Di certo Dio stesso dichiara nell'antico testamento come anche ribadisce san Paolo nella lettera ai romani: "Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo." (Romani 12,19-20) però è vero anche che i musulmani non sono nostri amici, ne fratelli e non abbiamo nessun tipo di dialogo a meno che non riconoscano che Gesù non è un semplice profeta, ma il Figlio del Dio Vivente, e che solo Lui conduce alla gloria eterna, non il Corano o Maometto. Vai a parlare o trattare coi terroristi fondamentalisti islamici e vedi che ti rispondono! Se non ti sparano e ti metti a parlar di pace con loro, stai sicuro che secondo il loro credo, prima o poi ti imporranno la Sharia e il Corano, prima con le buone, poi con le cattive, perché per loro sei e rimarrai per sempre un crociato infedele da convertire o decapitare. Altro che amici!

Continua ancora Bergoglio dicendo:

«Il modo di procedere dialogico è la via per giungere là dove si formano i paradigmi, i modi di sentire, i simboli, le rappresentazioni delle persone e dei popoli. Giungere là come etnografi spirituali dell’anima dei popoli per poter dialogare in profondità e, se possibile, contribuire al loro sviluppo con l’annuncio del Vangelo del Regno di Dio, il cui frutto è la maturazione di una fraternità sempre più dilatata ed inclusiva».

Contribuire al loro sviluppo per cosa? Spirituale? Per far conoscere loro la grazia salvifica di Cristo o a una semplice maturazione per mezzo del vangelo per una fraternità politica, massonica, che prevede l'inclusione dei popoli? Un sincretismo?  Affermazione subdola del suo messaggio che richiama al solito asfissiante dovere di accogliere, accogliere, accogliere, e a spese nostre e a danno nostro come al solito. 

«Dialogo non è una formula magica ma certamente la teologia viene aiutata nel suo rinnovarsi quando lo assume seriamente, quando esso è incoraggiato e favorito tra docenti e studenti, come pure con le altre forme del sapere e con le altre religioni, soprattutto l’Ebraismo e l’Islam. Gli studenti di teologia dovrebbero essere educati al dialogo con l’Ebraismo e con l’Islam per comprendere le radici comuni e le differenze delle nostre identità religiose, e contribuire così più efficacemente all’edificazione di una società che apprezza la diversità e favorisce il rispetto, la fratellanza e la convivenza pacifica».
Già, il dialogo non è una formula magica, ma una bestemmia vera e propria nato dopo il Concilio Vat II, una presa in giro al vangelo di Cristo perché non porta da nessuna parte e manca delle mire proselitistiche di Gesù Cristo che voleva le altre pecore del gregge avendo come proposito costante tutt'oggi, di condurle a sé. La cosa peggiore è che gli studenti di teologia - dice lui. "dovrebbero essere educati al dialogo con Ebraismo e Islamismo per comprendere le radici comuni" per le differenze religiose tra queste tre fedi per edificare in maniera efficace, una società che apprezza la diversità, il rispetto, la fratellanza e la convivenza pacifica. E Gesù Cristo e il suo messaggio di salvezza? Viene confinato in un cassetto a prender polvere! Anche se queste tre religioni hanno delle radici comuni perché sono abramitiche, ossia, discendono tutte e tre da Abramo, le altre due hanno scartato la figura del Cristo Redentore. L'Ebraismo assieme ai suoi rabbini, col benestare della Chiesa Cattolica post conciliare '62 - '65, si illudono di essere la religione di un popolo speciale che continua a salvarsi tutt'oggi nella vecchia alleanza attraverso il Talmud. L'Islam invece usa il corano e gli hadit con precetti simili all'antico testamento ebraico, fatta di rigide osservanze prescritte e aggiunte da Maometto, ma sono una contraffazione fatta di precetti complessi e medievalisti che non portano a nessuna salvezza. Vedono Gesù come un semplice profeta.   

Bergoglio elenca esempi di dialogo “pratici" per un rinnovamento dopo la Veritatis gaudium

«Nelle facoltà teologiche e nelle università ecclesiastiche sono da incoraggiare i corsi di lingua e cultura araba ed ebraica, e la conoscenza reciproca tra studenti cristiani, ebrei e musulmani. Il dialogo può essere un metodo di studio, oltre che di insegnamento. Quando leggiamo un testo, dialoghiamo con esso e con il mondo di cui è espressione; e questo vale anche per i testi sacri, come la Bibbia, il Talmud e il Corano. Il secondo esempio è che il dialogo si può compiere come ermeneutica teologica in un tempo e un luogo specifico. Nel nostro caso: il Mediterraneo all’inizio del terzo millennio».

Come si fa a citare e a chiamare un testo presunto "sacro" come il Talmud dove in alcuni passi, vengono offesi esplicitamente Gesù Cristo e la Madonna? Bergoglio, citando l'ermeneutica "in un tempo e in un luogo specifico" rende in tal modo inefficaci i passi biblici dove vengono insegnate invece molte nozioni morali, insegnamenti e fatti storici che sono anche attuali per il nostro tempo. La Bibbia è parola viva, ma qui Bergoglio la mette sullo stesso piano di Talmud e Corano, e facendo politica, riduce tutto il discorso riconducendolo subliminalmente al mar mediterraneo dove gli immigrati clandestini, (che non fuggono da nessuna guerra), essendo ingannati da una falsa propaganda voluta dall'élite europeista, caduti nella rete dei trafficanti di esseri umani, muoiono in mare per colpa degli avidi scafisti senza scrupoli e delle ONG finanziate da Soros, e non per colpa dei porti chiusi voluti dal governo attuale.
Teologia dell’accoglienza è anche «una teologia dell’ascolto»: 

«Ciò significa anche ascoltare la storia e il vissuto dei popoli che si affacciano sullo spazio mediterraneo per poterne decifrare le vicende che collegano il passato all’oggi e per poterne cogliere le ferite insieme con le potenzialità».
Si va bene, prima li comprendiamo, poi gli lisciamo il pelo e li facciamo venire tutti qui a spese nostre e in massa, un vero cataclisma migratorio e una bomba sociale e un aumento dell'illegalità, tanto il fine è quello ridurre all'accattonaggio queste persone dandogli la mancia davanti ai supermercati, tanto per alimentare le mafie nigeriane. Come lasciò intendere papa mesi addietro, la Mafia è cosa nostra e noi italiani siamo i veri mafiosi, non loro.

Bergoglio vuole una teologia interdisciplinare: 

«Una teologia dell’accoglienza che, come metodo interpretativo della realtà, adotta il discernimento e il dialogo sincero necessita di teologi che sappiano lavorare insieme e in forma interdisciplinare, superando l’individualismo nel lavoro intellettuale». Ma anche una «teologia in rete» in «solidarietà con tutti i naufraghi della storia». È tempo di lasciare dunque alle spalle una teologia difensiva e apologetica, ma anche avere attenzione che le dispute teologiche non feriscano e relativizzino la fede del popolo di Dio. 

Con Bergoglio, state certi che di teologi progressisti ne verranno eletti in quantità industriali, col senso pratico e molto realisti e molto poco individualisti e intellettuali. Teologi aperti mentalmente e ramificati ovunque, e magari che vadano a largo del mediterraneo col canotto a soccorrere i naufraghi tirandogli la ciambella salvagente per poterli tirare su a bordo. Alla faccia delle leggi nazionali e del ministero dell'Interno, e di quelle sanitarie. Tanto pagano i soliti fessi cattolici ricattati e umiliati nella coscienza da questo papa! E' tempo di dare un calcio alla vecchia teologia bigotta e difensiva rompiscatole, che difendeva la dottrina cattolica, il cristianesimo, che proclamava Cristo ai perduti, che difendeva i nostri confini, la nostra patria, la nostra identità culturale e storica, per far spazio all'avanguardia della teologia dell'accoglienza. Ma in caso ci fosse un qualche discorso teologico, di fare attenzione che qualche cretino di inconvertibile non si offenda, magari nell'esposizione di qualche crocifisso, o per qualche affermazione teologica o evangelica sbagliata o azzardata, che possa andare in conflitto col credo di qualche simpatico invasore musulmano, o di qualcuno che indossa il kippah. Attenti all'apologetica, si rischia la persecuzione a scapito della "pace".

Qual è dunque il compito della teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo? 

«Innanzitutto, occorre partire dal Vangelo della misericordia, dall’annuncio fatto da Gesù stesso e dai contesti originari dell’evangelizzazione. La teologia nasce in mezzo agli esseri umani concreti, incontrati con lo sguardo e il cuore di Dio, che va in cerca di loro con amore misericordioso. Anche fare teologia è un atto di misericordia».

Vangelo della misericordia? Che cos'è? Una nuova ristampa riveduta e politicamente corretta del Vangelo a fini politici? Bergoglio, verso la fine del suo discorso ecumenico, ha parlato di evitare di fare proselitismo che è il male peggiore. Gesù Cristo sarà contento e avrà molta misericordia di lui avendo sentito queste parole ieri a Napoli, proprio Lui che affermò alla fine del vangelo secondo Marco, contrariamente a come la pensa Bergoglio:  

«Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». (Mc 16,15-18)

La Chiesa ha smesso di evangelizzare le persone, ha modificato le liturgie, non ha più il potere di guarire il gregge dalle malattie come dice la lettera di Giacomo (Giac. 5,14) anzi, ti spediscono subito dal medico come se loro non avessero ne competenze, ne parte, ne sorte in tali fenomeni. Hanno perso i carismi, non credono e non sentono più l'effusione di Spirito Santo, anzi dubitano. Disprezzano le profezie, specie i profeti di sventura. Perseguitano i santi o i veggenti perché gli stanno sulle scatole. Hanno diminuito il numero degli esorcisti, che sono dei veri soldati spirituali che combattono Satana e i suoi angeli contro le povere anime possedute. La contro-chiesa scismatica inaugurata dal '65 dal Conc. Vat II è chesi è esasperata sempre a Roma dal 2013 col pontificato illecito del gesuita, è oramai una conclamata organizzazione umanitaria marxista travestita da cristianesimo, con la mente rivolta all'ambiente, gay-friendly, politicamente corretta e amica delle sinistre. Che pensa solo ai poveri, indulgente con le altre confessioni religiose, ossessionata dai migranti, e dalla pace e sicurezza(1 Tess. 5,3). Hanno smesso di proclamare la verità del Vangelo eccetto quella loro adulterata. Le persecuzioni fanno paura eh? In una sola parola, questa Chiesa è apostata. E' diventata Babilonia, la gran città, una grande prostituta spirituale. Nostra Signora di Fatima però li aveva avvertiti, ma i tre segreti sono finiti in mani sbagliate e una parte del terzo occultato. E noi cattolici non abbiamo fatto nulla per la Chiesa, anzi ce ne siamo fregati e siamo andati al mare a prendere il sole. 

Tuttavia, questi pastori, volenti, nolenti, complici o taciturni, potranno farsi beffe degli uomini ma non di Dio, che punirà prontamente questi falsi apostoli e servi fraudolenti: 

"Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti." (Matteo 24, 45-51)

DeepMoon Amministratore
  
Ispirato dal sito: Avvenire.it

3 commenti:

  1. Sopportare questi discorsi cretini di Bergoglio, mi è sempre piu impossibile. Come fanno ad applaudirlo e riverirlo, ad incominciare dal clero pressoché compatto ? Stiamo vivendo una schifezza.

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    1. Buongiorno baba, alla tua domanda ci ha pensato a rispondere il prof. Lamendola:

      https://iodifendoilcattolicesimo.blogspot.com/2019/06/chiamiamoli-col-loro-nome-sono-creature.html

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  2. Voglio fare una cosndierazione personale. La difesa dell'ambiente, è una nobile impresa. E' giusto salvaguardare i mari, le campagne, le specie protette, la flora, la fauna ecc, ma è un compito oltre che individuale di ogni cittadino, anche politico. Se la chiesa o i frati, i preti ecc, fanno differenziata, o non gettano olio di macchina nei fiumi o plastica nei mari, meglio ancora. LA bibbia dice in Apocalisse 11,18 che nel giudizio universale "Dio annienterà coloro che distruggono la terra. Forse il contesto è molto generico e non è ambientalista, ma la Chiesa e i suoi ministri deve parlare di Dio al popolo, a tutti i popoli. Deve denunciare e opere delle tenebre, il male il peccato. Ricordare all'uomo moderno che esiste i diavolo e l'inferno, oppure il premio eterno del paradiso e le opere per meritare la corona della vita. Dal post-concilio del '65 e con Bergoglio, tutto il messaggio salvifico viene annacquato, diventa grottesco, eretico, apostatico e confuso. Tocca a noi cattolici ora predicare Gesù ai perduti.

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