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domenica 6 ottobre 2019

Grazie "Francesco" che torni alla tradizione (di Maurizio Blondet)


Nei giardini vaticani, sciamani e sciamane delle Amazzoni hanno offerto preghiere per la Terra, alla presenza di “Francesco” circondato da cardinali tutti mistici. Così El Papa ha consacrato l’imminente Sinodo Pan-Amazzonico, posto sotto l’egida di San Francesco di Assisi.




Ebbene, noi – che le abbiamo viste tutte – non ci uniamo agli scandalizzati che strillano “Tutte le divinità dei pagani sono demoni” (Salmo 95)? E’ entrato finalmente in Vaticano il culto del Fallo (anche se qualche maligno potrebbe dire che certi cardinali tutti coca e cerette lo praticavano già), e di ciò noi ci rallegriamo.

E’ probabilmente il culto in assoluto più antico: plaudiamo dunque ai modernisti più sfegatati che ci vogliono portare alla Tradizione. Altro che “tradizione cattolica”: qui si parla di quella anteriore, primordiale, paleolitica stiamo per dire .

Solo una piccola obiezione: perché mai noi europei, mediterranei, dovremmo andare a cercare questa tradizione sulle rive del Rio delle Amazzoni? Noi avevamo già il nostro dio itifallico, classico e popolare insieme:


Priapo, caro El Papa, è la nostra tradizione. Il ritorno del suo culto potrebbe persino favorire il ritorno al latino: Salve Priape, pater fecundus


Ché se poi volessimo alzarci di tono, perché non guardare al dio vedico, alla grande tradizione aria? Anzi-pre aria, perché già attestata   nella civiltà di Harappa? Shiva e il suo lingam – che almeno ha dalla sua una reinterpretazione brahmanica colta e spirituale, che ha superato il rozzo e primordiale significato di celebrazione magica della fertilità: il sacro coito del Lingam con la Yoni di Parvati raffigura, in termini quasi tomistici, la “essenza”intellegibile che dà forma alla “sostanza” di per sé informe, dando luogo alla Manifestazione universale. Se deve essere fallo, meglio Shiva (per i cardinali ceretta e coca, c’è disponibile la via della Mano Sinistra…)

Purusha e Prakriti (non è quel che pensate)

L'altra è qui:

L’uomo non è un intruso nella creazione

Un interessante articolo di mons. Charles Pope(nella foto) che riflette su un mantra odierno del mondo ambientalista. Infatti, è un precetto fondamentale tra gli attivisti contro il cambiamento climatico e gli ambientalisti radicali che l’uomo sia un intruso nel mondo naturale, dal sito Community in mission. La traduzione è a cura di Riccardo Zenobi, questa è la fonte(link).


È un precetto fondamentale tra gli attivisti contro il cambiamento climatico e gli ambientalisti radicali che l’uomo sia un intruso nel mondo naturale. Tutto sarebbe splendido se non fosse per noi. Sembra ci sia poca considerazione per il fatto che gli esseri umani sono parte della creazione, che dovremmo essere qui, parte delle interazioni tra organismi viventi nelle quali c’è sia dare che prendere.

Il ruolo della persona umana nella creazione è sviluppato molto esplicitamente nella Bibbia. Nelle primissime pagine della Scrittura leggiamo di Adamo ed Eva:

Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. (Genesi 1, 28-29)

L’uomo non è solo un osservatore o un abitante della creazione; ha l’autorità di un amministratore. Il termine ebraico usato in questo passaggio è forte: kabash (soggiogare). Significa sottomettere qualcosa, imporre un tipo di ordine. Le Scritture affermano altresì, Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. (Genesi 2, 15)

È da sottolineare che queste cose sono dette addirittura prima del Peccato Originale. Così, anche nel paradiso dell’Eden c’è qualcosa di imperfetto, qualcosa di non fatto. L’uomo lavorava con Dio nel continuo lavoro di mantenere la creazione e aiutarla a raggiungere il suo potenziale e realizzare i suoi obiettivi.

Il Peccato Originale ferì l’uomo e il resto della creazione. Dio disse ad Adamo, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. (Genesi 3, 17-18). Nonostante ciò, Dio ribadisce il ruolo della persona:

Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. (Genesi 9, 1-3)

Ed è questa amministrazione sovrana che è celebrata nel Prefazio Cinque per le Domeniche dell’anno:

E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni.

All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perché, fedele interprete dei tuoi disegni, eserciti il dominio su ogni creatura, e nelle tue opere glorifichi te, Creatore e Padre, per Cristo nostro Signore.

E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria: Santo, Santo, Santo…

Tutti questi testi sono una risposta alla nozione moderna, secolare, estremista che riduce l’uomo ad un intruso innaturale nel mondo creato. Non lo siamo. Siamo fatti per essere qui. Il mondo è stato fatto per noi da Dio, e dobbiamo esercitare un dominio che porti ordine e grande produttività all’ordine creato dalla Grazia di Dio.

Nei nostri periodi migliori, lo abbiamo fatto magnificamente. Avanzamenti nella scienza agricola hanno quasi miracolosamente aumentato la rendita così che cibo abbondante può essere messo a disposizione nel mondo per miliardi di persone. L’amministrazione delle foreste ci ha permesso di raccogliere i benefici degli alberi mentre salviamo le foreste dall’essere svuotate ripiantando altri alberi e con altri mezzi. Pesca, allevamento, gestione della fauna selvatica, tutela della natura, e parchi nazionali benedicono milioni di persone e incoraggiano apprezzamento per il mondo naturale. Abbiamo sviluppato una mirabile abilità di utilizzo del minerale grezzo e di materiali della terra per costruire e fare cose meravigliose.

Inoltre, l’avvento degli ospedali all’inizio dell’era Cristiana e gli studi medici che sono seguiti in Occidente hanno respinto malattie, enormemente diminuito la mortalità infantile, e dato sollievo ad un enorme quantità di sofferenza umana. Le moderne economie occidentali hanno aumentato il livello di vita per un gran numero di persone, togliendo molti dalla povertà estrema e dall’economia di sussistenza e producendo cibo e beni di consumo disponibili in ricca varietà.

Ci sono certamente stati tempi in cui abbiamo inquinato, sprecato, distrutto foreste, ed eravamo impegnati in politiche agricole che hanno contribuito a crisi come il Dust Bowl degli anni ’30. Malgrado ciò, abbiamo anche imparato molto, specialmente nell’epoca moderna.

È ingiusto demonizzare l’umanità nel nome dell’ambientalismo. Abbiamo il compito dato da Dio di tenere il mondo che ci diede e fare buone decisioni su come dovrebbe essere utilizzato: del suolo per l’agricoltura, altro per le foreste, e del suolo per città e altri sviluppi. È nostro ruolo l’aiutare a sbloccare il pieno potenziale del mondo naturale usando le sue risorse per fare tutto, dalle medicine al cibo, dalla vernice all’acciaio, dall’uva al vino e alle gelatine.

È importante resistere dall’accettare le premesse di un movimento sempre più radicalizzato. L’uomo non è il nemico. Troppi attivisti propongono soluzioni moralmente inaccettabili come aborto, sterilizzazione, ed eutanasia nel nome del “controllo demografico”. Altre proposte includono fortissime ingerenze governative per limitare le dimensioni delle famiglie, eliminare intere industrie, e vietare certe risorse di carburante violano la sussidiarietà e quasi certamente hanno un effetto sproporzionato sui poveri. Creare isteria sul cambiamento climatico e avvisare della prossima estinzione è una vecchia tattica per questo movimento. Ho sentito simili nefaste predizioni tutta la vita, ma siamo ancora qui. Credete quello che volete sul cambiamento climatico e le sue cause, ma siate attenti a notare cosa è divenuto questo movimento e le drammatiche, antiumane politiche che ha adottato.

L’umanità è la corona di gloria di questo pianeta. Non siamo intrusi nel mondo della natura. Dio ha fatto questo mondo e ci ha messi qui. L’amministrazione irresponsabile è un peccato, ma anche le soluzioni estremiste lo sono – contro la dignità della persona umana.
Fonte: https://www.sabinopaciolla.com/luomo-non-e-un-intruso-nella-creazione/


Articolo di Maurizio Blondet



1 commento:

  1. Ottima la catechesi di Charles Pope su questo tema dell'ambientalismo che vede l'uomo come un nemico, un intruso del pianeta, perché a mio avviso e anche per avviso di molti cattolici e tantissime persone, se non anche di sacerdoti, questo mondo è stato fatto per l'uomo, e in questo mondo moderno ci vorrebbe meno politica, e più Parola di Dio, più fede, più senso del Divin Creatore. Sarebbe un modo per tornare alle originali credenze degli antichi profeti, degli apostoli di Cristo e forse a una società più giusta, più sana. Questo dell'ambientalismo politico è una cavolata colossale messa in piedi dai padroni di questo sistema globale che si servono delle sinistre e di certe menomate per i loro fini oscuri.

    Per i vaticanisti e papa invece, auguro buon lavoro per la vostra attività ambientalista e buona adorazione di questo cazzo.

    Siamo alla fine del cattolicesimo, ma forse il fallo, farà contento molti porporati progressisti... col vizietto, amanti dell'antico pennuto ma che per ragioni morali non possono esporsi, fare outing.

    RispondiElimina

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