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ARIANESIMO

Ario, dissoluto prete di Alessandria, verso il 320, sostenne che Gesù Cristo non era propriamente Dio, ma la prima creatura che il Padre creò perché collaborasse all’opera della creazione e che per i suoi meriti elevò al grado di suo Figlio; come tale se rispetto a noi Gesù Cristo può essere considerato come un Dio, non è però Dio rispetto al Padre, perché la sua natura non uguale e consustanziale a quella del Padre. Questa eresia si diffuse rapidamente e conquistò prelato ambizioso della corte di Costantino, Euseio di Nicodemia, che divenne quasi il capo militante del partito degli ariani; anche lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea simpatizzò per Ario. Questi nel 321 lasciò Alessandria e andò a propagare la sua eresia nell’Asia Minore e nella Siria. Nel 325, Costantino, preoccupato dalla diffusione dell’eresia e dalle lotte che dividevano i cattolici, radunò a Nicea il I Concilio ecumenico, il quale condannò Ario e i suoi seguaci e nel Simbolo detto niceno affermò: “Noi crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose, visibili e invisibili. E in un solo Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, solo generato dal Padre, cioè della stessa sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, vero Dio da vero Dio, generato non creato consostanziale al Padre, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose nel cielo e sulla terra, il quale è disceso tra noi uomini per la nostra salvezza, e s’è fatto carne diventando uomo. L’anatema contro Ario suonava così: “Quanto a quelli che dicono: ci fu un tempo in cui il Figlio non esisteva, oppure non esisteva allorquando non era stato ancora generato, oppure è stato fatto da nulla, oppure coloro che dicono del Figlio di Dio che Egli è di un’altra impostasi o sostanza, o creatura, o cangiante e mutevole, la Chiesa cattolica li anatematizza”. Costantino poi, all’anatema del Concilio, aggiunse l’interdizione per Ario di tornare ad Alessandria e alcuni mesi più tardi esili nella Gallia Eusebio di Nicomedia e Teognide di Nicea. Ma il partito di Ario cedette le armi; riconquistò le grazie dell’imperatore. Campione della fede nicena fu sant’Atanasio, vescovo di Alessandria, che sostenne lotte ed esili finché non vide debellato l’arianesimo, che si camuffò vari modi e si diffuse tara i barbari germanici ai confini settentrionali dell’Impero: Ostrogoti, Vandali e Longobardi , tra i quali resistette molto a lungo. Gli ultimi ariani longobardi scomparvero verso il 670, grazie all’abilità di san Gregorio Magno.

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