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LE APPARIZIONI A LOURDES 5/9

Lourdes, 1858 

Il contesto delle apparizioni 

Il contesto storico - culturale che circonda le apparizioni di Lourdes vede un'Europa segnata dalle profonde trasformazioni ormai operate dalla rivoluzione industriale a cui si deve aggiungere la rinascita di una serie spinte nazionalistiche che mal tolleravano forme di governo sempre più lontane dalle esigenze popolari. È il periodo dei moti rivoluzionari e delle guerre d‟indipendenza che ebbero, tra i maggiori risultati, la nascita di stati nazionali in Italia e in Germania. A livello culturale prevale una sempre maggiore presa di distanza dal Cristianesimo ed una concezione della Chiesa e della cultura cristiana come nemiche del progresso e della modernità. Sappiamo che tutto ciò, in Italia, porterà alla famosa breccia di Porta Pia, con la fine dei possedimenti temporali della Chiesa. In Francia, nel 1858, troviamo ancora al trono Napoleone III, che regna da sei anni in una Francia che sta cambiando completamente a livello sociale ed economico. A fronte dei progressi industriali è largamente diffusa una miseria e povertà estrema. Lourdes era una piccola borgata un paese semplice come tanti altri, un paese di circa 4.000 abitanti. Ivi vivevano i coniugi François Soubirous e Louise Casterot, da cui sarebbero nati quattro figli, di cui Bernardetta, nata il 7 Gennaio 1844, era la prima. Dopo un primo periodo di relativa tranquillità economica vissuto al Mulino di Boly, che Bernardetta avrebbe chiamato “il mulino della felicità”, quando la futura santa aveva appena dieci anni la famiglia si ritrovò in uno stato che rasentava la miseria, e fu costretta a vivere in un vero e proprio tugurio (il “Cachot”), un monolocale un tempo adibito a carcere assolutamente insufficiente per ospitare sei persone. La causa di ciò fu un‟eccessiva bontà del padre (che non si faceva pagare dai suoi debitori). Un anno prima delle apparizioni, il povero François Soubirous fu anche arrestato, perché accusato di un furto mai commesso. In questo contesto di estrema miseria, si colloca l‟inizio delle apparizioni. Il racconto delle apparizioni

Giovedì 11 febbraio 1858: L’Incontro

Bernadette, che aveva 14 anni, sua sorella Toinette e la loro comune amica Janne Abadie, stavano andando a raccogliere legna vicino alla grotta di Massabielle che si trovava, oltre il fiume Gave, a circa un chilometro dal paese. Dopo che Toinette e Janne avevano già attraversato il torrente, Bernadette, restata sola, mentre si stava togliendo gli zoccoli per attraversare il fiume, percepì un rumore simile ad un colpo di vento, anche se “nessun albero si muoveva”. Allora, sollevata la testa, vide nella cavità della roccia, una Giovane avvolta di luce: “La Signora mi guardò, mi sorrise e mi fece cenno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non sapere più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo [...]. La Signora aveva l‟aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. Era vestita di bianco, con una fascia azzurra che scendeva lungo l‟abito. Portava sulla testa un velo ugualmente bianco, che lasciava appena scorgere i capelli e ricadeva all‟indietro fino al di sotto della fascia. I piedi erano nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell‟abito, eccetto alle estremità dove brillava su ciascuno di essi una rosa d‟oro. Portava sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d‟oro lucente, come le due rose ai piedi”6(6 Dal racconto di santa Bernardette a Jean Baptiste Estrade).

La Madonna stette in silenzio, chinò il capo e le sorrise; dopo di che fece il segno della Croce con il crocifisso della corona del Rosario che portava al braccio. Santa Bernardetta comprese che doveva recitare la corona del santo Rosario. L‟apparizione era durata circa un quarto d‟ora. 

Domenica 14 febbraio: L’acqua benedetta

Santa Bernardetta sentì una forza interna che la spingeva a tornare alla Grotta nonostante il divieto dei suoi genitori. Su sua insistenza, la madre glielo permise; dopo la prima decina del rosario, vide apparire la stessa Signora. Le gettò dell‟acqua benedetta, dicendole: “Se venite da parte di Dio, vi prego di restare; se no andatevene subito”. La Signora, udito il nome di Dio e dopo aver ricevuto la spruzzata d‟acqua benedetta, si avvicinò ancora di più sorridendo. Finita la preghiera del rosario, scomparve.

Giovedì 18 febbraio: La Signora parla 

Per la prima volta, la Signora parlò. Bernardetta le presentò una penna, un calaamio e un pezzo di carta, chiedendole di scrivervi i propri desideri e tutti i compiti che voleva fossero eseguiti. La Madonna le rispose: “Quello che devo dirti, non è necessario che lo scriva”. Ed aggiunse: “Potete avere la gentilezza di venire qui ancora per quindici giorni? Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell’altro”. Santa Bernardetta, che era stata accompagnata dalla signora Giovanna Maria Milet e dalla signorina Peyret, chiese alla Madonna se potevano accompagnarla anche nelle apparizioni successive. Ella rispose: “Io desidero veder qui molta gente!”. E scomparve. Venerdì 19 febbraio: Apparizione breve e silenziosa Si recarono alla grotta con santa Bernardetta più di cento persone. Ella aveva con sé una candela benedetta ed accesa. È da questo gesto che è sorta l‟abitudine di portare candele ed accenderle dinanzi alla Grotta. Santa Bernardetta udì ad un certo punto levarsi un coro di voci ed urla tremenda. Maria allora, con fare sommesso ed orante, sollevò il capo e le voci tacquero. Si trattava di moti demoniaci, che vennero subito dominati dalla Madonna. Sabato 20 febbraio: Nel silenzio La Signora insegnò a Bernardetta insegnato una preghiera personale. Alla fine della visione, una grande tristezza invase la piccola santa. Domenica 21 febbraio: “Aquero” La Signora si presentò a santa Bernardetta la mattina presto. La piccola santa era triste ed anche la Madonna le apparve triste e volgendo lo sguardo lontano le disse: “Prega per le povere anime e per il mondo malato”. Erano presenti un centinaio di persone, tra cui, per la prima volta, il dottor Dozous di Montpellier, che scrisse in seguito un prezioso libro con le sue osservazioni. In seguito Bernardetta fu interrogata dal commissario di polizia Jacomet, che voleva sapere ciò che Ella aveva visto. Bernardetta gli disse: “Aquero” (“Quella”). 

Martedì 23 febbraio: Il segreto 

Circondata da centocinquanta persone, Bernardetta si reca alla Grotta. La Madonna, per la prima volta, la chiamò per nome e le rivelò un segreto da non dire assolutamente a nessuno. Poi aggiunse: “Ora figlia mia, va’ e di’ ai preti che voglio sia eretta in questo luogo una Cappella”. La piccola si recò dal Parroco Peyramale, che da principio non volle crederle. Chiese che la Madonna gli desse un segno: che il roseto vicino alla grotta fiorisse. 

Mercoledì 24 febbraio: Pénitenza!

Bernardetta, in ginocchio su una pietra, iniziò la recita del Santo Rosario. Ad un certo punto si lasciò cadere le braccia e pianse singhiozzando, avvicinandosi al roseto in ginocchio e curvando la testa fino al suolo per toccarla con le labbra. Giunta al roseto, disse alla Madonna la richiesta di Don Peyramale. La Madonna non rispose, ma con voce serissima espresse il desiderio che la piccola pregasse per la conversione dei peccatori. Poi disse queste parole: “Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori! Baciate la terra in espiazione per i peccatori!”. Poi disse a santa Bernardetta se le dispiaceva compiere quel gesto penitenziale: ella rispose di no e lo fece immediatamente. Giovedì 25 febbraio: La fonte Alle cinque e trenta del mattino santa Bernardetta arrivò alla grotta e, inginocchiata, cominciò a recitare il Rosario. Ad un certo punto, assorta come se ascoltasse una voce, si alzò poi si curvò e si mise a scavare una buca che subito si riempì d‟acqua. Prese poi un po‟ di acqua fangosa e la bevve e cominciò a mangiare dell‟erba. Erano presenti circa trecento persone. Bernardetta raccontò che la Madonna le aveva detto: “Andate a bere alla fonte; mangerete di quell’erba là”. La folla le disse: “Sai che ti credono pazza facendo cose simili?”. Ed ella rispose: “È per i peccatori”. Da quell‟acqua fangosa sgorgò miracolosamente una fonte che fin dal primo giorno diede un gettito giornaliero di 120.000 litri e non si è mai disseccata. 

Venerdì 26 Febbraio: prima guarigione miracolosa 

Il tagliapietre Bouriette che aveva una grave malattia agli occhi, guarì lavandosi il viso con l‟acqua della fonte. Sabato 27 febbraio: nuovo invito alla penitenza Erano presenti ottocento persone. Durante l‟Apparizione la Madonna disse a Bernardetta: “Bacia la terra per la penitenza dei peccatori”. Ella lo fece, bevve l‟acqua della fonte e compì gli altri abituali gesti abituali di penitenza. Dopo l‟apparizione fu condotta a casa del giudice Ribes, procuratore imperiale, che insieme ad altri la interrogò minacciandola di metterla in prigione. Domenica 

28 febbraio: nuovo invito alla penitenza 

Più di mille persone assistettero all‟estasi. Bernardetta pregò, baciò la terra e camminò con le ginocchia in segno di penitenza. Lunedì 

1° marzo: seconda guarigione miracolosa

Più di millecinquecento persone erano raccolte all‟apparizione e fra esse, per la prima volta, un sacerdote. Successe in questa apparizione un fatto singolare. Santa Bernardetta aveva ricevuto in prestito da una conoscente un Rosario. Quando cominciò a recitare il Rosario, la Madonna le disse: “Ti sbagli, non è il tuo”, manifestando così il fatto che non gradiva che la piccola pregasse usando la corona di un‟altra persona. La Madonna le confidò tre segreti, con questa esplicita raccomandazione: “ti proibisco di raccontarlo a qualcuno”. Nella notte, Caterina Latapie, di Loubajac, si era recata alla Grotta, immergendo il suo braccio slogato nell‟acqua della fonte: il suo braccio e la sua mano ritrovarono immediatamente la loro mobilità. Martedì 2 marzo: Messaggio ai sacerdoti La folla aumentava sempre di più. La Signora in quel giorno disse nuovamente queste parole: “Dite ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella”. Santa Bernardetta ne parlò di nuovo al sacerdote Peyramale, parroco di Lourdes. Quest‟ultimo obiettò che voleva sapere un‟altra cosa: il nome della Signora. Mercoledì 3 marzo: Un sorriso Santa Bernardetta si era recata alla Grotta già alle 7 del mattino, in presenza di tremila persone, ma la visione non venne! Dopo la scuola, sentì l‟invito interiore della Signora. Si recò alla Grotta e le chiese il suo nome. La risposta fu un sorriso. Il parroco Peyramale le ripetè: “Se la Signora desidera realmente una cappella, che dica il suo nome e che faccia fiorire il roseto della Grotta”. 

Giovedì 4 marzo: apparizione silenziosa e terza guarigione miracolosa

La folla sempre più numerosa (circa ottomila persone) attendeva un miracolo. La visione fu silenziosa: santa Bernardetta mangiò nuovamente l‟erba. La santa raccontò: “ero triste quando lei era triste e quando sorrideva sorridevo; mi diceva spesso che bisognava pregare per la conversione dei peccatori, allora io diventavo triste”. La sera di quello stesso giorno, un bambino di dodici anni, che si era bagnato con l‟acqua della grotta, guarì miracolosamente. 

Giovedì 25 marzo: Il nome che si attendeva! 

Finalmente la Madonna rivelò il suo nome. Alla quarta richiesta della piccola, infatti, la Signora, prendendo un aspetto solenne e allo stesso tempo umile, congiunse le mani, le portò all‟altezza del petto, guardò il cielo, poi le riaprì e le tese verso Bernardetta; infine disse con un tremito della voce nel dialetto locale: “Que soy era immaculada councepciou” (“Io sono l‟Immacolata Concezione”). La giovane veggente partì correndo e ripetendo continuamente, durante il cammino, queste parole, che ella non comprendeva. Le ripeté al Parroco, che ne fu notevolmente impressionato. Bernardetta infatti ignorava totalmente quest‟espressione teologica ed il suo significato, che solo quattro anni prima, nel 1854, il beato papa Pio IX aveva solennemente proclamato come dogma di fede divina e cattolica. Mercoledì 7 aprile: Il miracolo della candela Durante questa Apparizione, Bernardetta, come sempre, teneva in mano la sua candela accesa. Durante l‟estasi la candela si consumò e la fiamma circondò lungamente la sua mano senza bruciarla. L‟estasi era durata circa tre quarti d‟ora, la presenza della fiamma all‟interno della mano sinistra ben un quarto d‟ora. Questo fatto fu immediatamente constatato dal medico, il medico Douzous. Dopo questa apparizione, la polizia fece chiudere la grotta con barriere di legno. 

Giovedì 16 luglio: Ultima apparizione

Avvenne al di là della staccionata eretta dalla polizia. Bernardetta la raccontò così: “Pur essendo al di là del Gave, mi sembrava di essere dinanzi alla grotta, alla stessa distanza delle altre volte; io vedevo soltanto la Vergine, non l‟ho mai vista così bella!”. La Vergine le sorrise e poi scomparve. Le ultime due apparizioni, come le prime due, furono silenziose. Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni poté procedere speditamente, fino alla lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, che, dopo un‟accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale. La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous varcava la soglia di Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. “Sono venuta qui per nascondermi”, aveva detto con umiltà. Tante attenzioni, tante morbose curiosità attorno alla sua persona dopo le apparizioni, non le davano che dispiacere. Nei 13 anni che rimane a Nevers sarà infermiera, a volte sacrestana, ma spesso ammalata lei stessa… Svolse tutte le sue mansioni con delicatezza e generosità: “Non vivrò un solo istante senza amare”. Ma la malattia avanzava implacabile: asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio. L‟11 dicembre 1878 fu definitivamente costretta a letto: “Sono macinata – diceva – come un chicco di grano”. All‟età di 35 anni, il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle 3 del pomeriggio, gli occhi della piccola veggente che videro Maria si chiusero per sempre. Beatificata nel 1925, fu proclamata santa da Papa Pio XI l‟8 dicembre 1933. Il suo corpo, incorrotto, riposa a Nevers. nel convento di Saint Gildard, casa madre delle Suore della Carità. 

La simbologia ed il significato delle apparizioni 

La simbologia delle apparizioni di Lourdes è molteplice: dovremo analizzare l‟abito della Madonna, il significato della fonte miracolosa, alcuni gesti compiuti dalla Madonna e da santa Bernardetta. L'abito con cui la Madonna apparve a Lourdes è attualmente conosciuto come “abito dell'Immacolata”: in effetti esso esprime simbolicamente ciò che l'Immacolata è. L‟abito ed il velo sono di colore completamente bianco, colore che simboleggia la purezza; ai fianchi la Madonna è cinta di una fascia azzurra, che è il colore del cielo. Nella tradizione della Chiesa i lombi sono stati sempre interpretati come la sede dei piaceri venerei e sensuali, da cui la Vergine fu assolutamente immune proprio perché priva del fomite della concupiscenza per il privilegio dell‟Immacolata Concezione, che viene direttamente dalla volontà dell'Altissimo. Ha il Rosario al braccio, gesto con cui sembra esprimere la sua volontà di darlo a noi, come arma potente di preghiera. I grani del Rosario erano bianchi, a simboleggiare la purezza e la santità di questa preghiera; la catena che li legava era d‟oro, come le rose poggiate sui piedi La corona, infatti, è la dolce catena che lega noi alla Vergine e con cui al tempo stesso viene legato Satana, impedendogli di poter fare tutto il male che vorrebbe; le rose sui piedi nudi, dello stesso colore della catena, indicano che attraverso la recita del Rosario noi effondiamo i nostri affetti alla nostra Celeste Mamma, che ha avuto i suoi sempre completamente distaccati dalla terra ed uniti a Dio solo. Durante le prime apparizioni e le ultime la Madonna stette in silenzio, per farci comprendere il valore fondamentale di esso, necessario per poter entrare in dialogo con Dio. Il silenzio è assenza di rumori inutili e disposizione indispensabile per udire la voce di Dio e per parlare a Lui. La Madonna fece come primo gesto il segno della Croce: santa Bernardetta disse che se avessimo visto come Ella lo faceva, moriremmo di vergogna per il modo frettoloso e distratto con cui normalmente compiamo questo gesto che è la sintesi profondissima e semplice di tutti i contenuti essenziali della nostra fede cristiana. In esso, infatti, sono contenuti i primi due misteri della nostra fede e il primo precetto della carità. Vengono anzitutto nominate le tre Persone divine che sostituiscono un solo ed unico Dio e, tracciando il segno della croce, che è il luogo dove Gesù ci ha redento, si richiama alla memoria il secondo mistero principale della fede cristiana, che è l‟incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo nostro Salvatore. Portiamo infine la mano sulla fronte (sede dell'anima), sul cuore (sede degli affetti), e sulle spalle (sede delle forze) ricordando in questo modo il nostro dovere di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. 

Un ultimo delicatissimo gesto della Madonna: si rivolgeva a santa Bernardetta dandole del voi, per dimostrarle la sua dignità di persona, che Maria per prima desiderava trasmettere a questa povera creatura umiliata e bistrattata; ma in varie circostanze, anche nel dire il suo sublime nome, le parlava nel dialetto locale, per manifestarle, delicatamente, la sua vicinanza, così come quando la chiamò col suo nome di battesimo. Si definì l'Immacolata Concezione. È stato san Massimiliano M. Kolbe a chiarire bene la portata di questa espressione. La Madonna infatti non ha detto semplicemente di essere stata concepita senza peccato, ma di essere l‟Immacolata Concezione, ovvero l'Immacolatezza stessa. San Massimiliano insegnava, considerando questa definizione di Sé data dalla Madonna stessa, che ciò significa che oltre all‟Immacolata Concezione Increata, ovvero lo Spirito Santo, che è l‟Amore Immacolato ed Eterno che spira nella Santissima Trinità, esiste un Immacolata Concezione Creata, che non è eterna nell'essere (Maria fu creata in un momento preciso della storia) ma è eterna nella mente e nel pensiero di Dio, come prima e perfettissima Creatura da Lui pensata per essere la Madre del suo eterno Figlio incarnato. Questo comporta la sua particolare idea (condivisa da molti) circa il peccato originale degli angeli ribelli, che sarebbe consistito nel rifiuto di adorare il Verbo incarnato e di sottomettersi a Colei che, inferiore a loro per natura, li avrebbe assolutamente superati per purezza e santità. Comporta anche il fatto che la Madonna fu immediatamente confermata in grazia nella sua Concezione Immacolata, per cui, pur conservando pienamente la libertà e pur essendo soggetta alla tentazione, non poteva commettere alcun peccato, condividendo, pur in forma umana e creata, la stessa Immacolatezza eterna dello Spirito Santo suo Sposo. 

Anche santa Bernardetta compì dei gesti molto espressivi. Chiaro quello dell‟acqua benedetta, che ce ne ricorda l‟importanza di un uso vissuto con profonda convinzione di fede; molto profondo quello del portare con sé in mano la candela accesa, che a tutti noi fu consegnata il giorno del nostro battesimo, come simbolo della fede ricevuta e che è nostro primo e primario dovere custodire, conservare, alimentare e far crescere, per non fare la fine delle vergini stolte della nota parabola evangelica. Santa Bernardetta pregava sempre in ginocchio, per esprimere la doverosa riverenza nei confronti della Madonna e per unire alla preghiera il sacrificio del dolore alle ginocchia. Fece, in ubbidienza a Maria, dei gesti penitenziali molto forti come baciare la terra (gesto di umiltà, che il peccatore rifiuta di fare dinanzi a Dio) e mangiare l‟erba (gesto di mortificazione del gusto, fatto in penitenza dei peccati sensuali). Bernardetta non aveva paura di essere presa per pazza compiendo questi gesti, a rimprovero perenne del nostro rispetto umano e del nostro timore di essere mal giudicati se professiamo la nostra fiera appartenenza a Gesù e Maria con qualche piccolo gesto esterno di devozione. La simbologia più forte, tuttavia, si riscontra nella fonte sgorgata miracolosamente. L‟acqua è simbolo, infatti, di purificazione e di vita: con essa ci si lava e con essa si vive, perché, come è noto, senza acqua non ci può essere la vita. I gesti che tuttora si compiono a Lourdes (il bagno nelle vasche ed il bere l‟acqua dalle fontane) esprimono questi due significati. Essi hanno una forte valenza spirituale: immergersi completamente nudi nell'acqua gelata, esprime infatti l‟atteggiamento penitenziale che Dio vuole vedere in ogni uomo: la coscienza di essere nulla (espressa della nudità) più il peccato (espressa dalla necessità di lavarsi), disposizioni, queste, che costituiscono il fondamento della penitenza cristiana e che muovono ad accostarsi frequentemente al sacramento istituito per venire incontro a queste nostre miserie. L'acqua della fonte è anche molto fredda: immergersi in essa è espressione della penitenza come virtù, ovvero della necessità di espiare le nostre (ed altrui) colpe compiendo dei sacrifici e delle mortificazioni necessarie a fare da contrappeso ai piaceri illeciti che caratterizzano ogni peccato dell‟uomo. L‟acqua è anche fonte di vita. Ora, Gesù stesso disse di sé nel Vangelo: “Chi ha sete venga a me e beva”, e viene perennemente incontro al nostro bisogno di bere di Lui dissetandoci alla fonte inesauribile della mensa eucaristica. Senza di Lui non possiamo vivere, così come senza acqua il nostro corpo non può resistere alla disidratazione.

Ecco perché la Vergine chiese anche l‟erezione di una cappella che sorge oggi proprio al di sopra della grotta: perché l‟acqua che ci lava dai peccati (il sacramento della penitenza) e ci dà la vita (l‟eucaristia) si trovano solo nella Chiesa cattolica, in quei due sacramenti fuoriusciti dal costato aperto di Gesù: senza di essi, pur essendo vivi, siamo morti che camminano. Il messaggio globale delle apparizioni è dunque molto chiaro: un forte invito alla preghiera ed alla penitenza, sacramentale e non sacramentale, personale ed anche vicaria, ovvero finalizzata alla conversione dei peccatori. La preghiera chiesta dalla Madonna è quella del santo Rosario intero. Lo si può dedurre dal fatto che molte volte, durante le apparizioni, santa Bernardetta lo pregò per intero. Per esempio, nella dodicesima apparizione (1 Marzo 1858) la Madonna rivelò i tre segreti “prima della fine della quindicina”, ove per “quindicina” è ovviamente da intendersi le quindici poste del santo Rosario (i cinque misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi). Ogni peccatore convertito trova nell‟eucaristia la fonte perenne per conservare ed accrescere la vita ritrovata. Un‟ultima parola sulle guarigioni di Lourdes, che sono state seguite da ulteriori e numerosi casi comprovati ed anche sul fatto che Lourdes si può definire la casa dove i malati, almeno per qualche giorno, si sentono amati, rispettati, considerati e serviti. La malattia, ci insegna la Rivelazione, non è altro che la conseguenza del peccato; la malattia è per il corpo, ciò che il peccato è per l‟anima. Anche le guarigioni operate a suo tempo da Gesù, che debellavano i morbi corporali, rimandavano nel loro significato allegorico alle malattie che il peccato causa nelle nostre anime. Guarire da esse è importante, ma più importante ancora è guarire dalla loro causa profonda e remota, che è il peccato. Tuttavia la Madonna, che è Mamma amorosa piena di dolcezza e amore, come già Gesù ai suoi tempi, quando può, cioè quando vede che una possibile guarigione non ha nessuna controindicazione da un punto di vista spirituale, prega e la ottiene, certa che il miracolato saprà essere grato al Signore ed usare la salute ritrovata per servirlo ed amarlo con tutto il cuore, crescendo nella santità e in tutte le virtù e rappresentando un segno vivente dell‟infinito amore e misericordia di Dio e dalla sua Umile e Immacolata Ancella.

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